Menu
Mostra menu
TURISMO
UN ANNO IN CAMMINO
01/02/2019

di Luisa Persia


2019 anno del turismo lento, il miglior modo di viaggiare attraverso l’arte e la natura conoscendo persone, luoghi e tradizioni. L’Arma dei Carabinieri dedica un calendario alle vie Francigene e alle bellezze delle Riserve Naturali dello Stato


FOTO APERTURA

La Foresta di Tarvisio in provincia di Udine.

Viaggiare a piedi, in bicicletta o a cavallo è un grande piacere che ci allontana dai ritmi imposti dalla contemporaneità anche nei momenti di svago, che dovrebbero, invece, essere vissuti all’insegna della totale libertà e senza guardare l’orologio.

L’Europa è un continente di pellegrini, le civiltà e le lingue si sono diffuse proprio grazie agli spostamenti di intere popolazioni che hanno sempre cercato il progresso andando lontano da luoghi che per la loro conformazione, clima o isolamento, non offrivano grandi opportunità.

Il boom dei cammini, come quello di Santiago, ha portato ad una riproposizione innovativa dei luoghi che magari abbiamo già visitato ma col sistema mordi e fuggi della gita fuoriporta in macchina, tappa ristorante e via a casa.


Via Francigena del sud – San Giovanni Rotondo (FG).
FOTO PICCOLA

Ed ecco che l’Arma dei Carabinieri, che tutela anche l’ambiente, i beni artistici e culturali, propone un calendario da tavolo che ci ricorderà ogni giorno alcuni dei luoghi checostellano i cammini del nostro Paese, in occasione della proclamazione del 2019 anno del turismo lento. Il ricavato delle vendite andrà interamente all’ONAOMAC, ente che assiste gli orfani dei militari dell’Arma

Partendo da Aosta un percorso fotografico scende lungo la Penisola fino alla Puglia e alla Calabria. Ogni foto ritrae i carabinieri accanto ai pellegrini, vero e proprio simbolo del turismo lento.

Parallelamente, un tour ideale nelle Riserve Naturali dello Stato gestite dall’Arma.

Si parte da Monte Mottac, nel cuore del Piemonte, all’interno del Parco Nazionale della Val Grande, nota per la sua natura selvaggia e il particolare aspetto geologico, per poi giungere alla Foresta di Tarvisio, terra di confine tra Austria e Slovenia che, con i suoi 23mila ettari di superficie, vanta una presenza floro-faunistica di rara bellezza, Patrimonio Europeo di biodiversità. Qui progetti LIFE studiano e conservano esemplari come la lince e l’orso.

Arrivati in Toscana si fa tappa a Sasso Fratino, prima Riserva Integrale, Patrimonio dell’UNESCO, dove l’assenza di interventi antropici ha permesso l’evoluzione naturale delle faggete vetuste, per poi proseguire a Vallombrosa: le radici profonde della cultura forestale, nei pressi di Firenze, con la sua Abbazia dell’ordine monastico benedettino fondato da San Giovanni Gualberto, patrono dei Forestali d’Italia. Navigando si arriva a Montecristo, la perla del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, dove sono ridotti al minimo gli interventi antropici. È possibile conoscerla esclusivamente con visite autorizzate e guidate. Anche qui progetti europei LIFE permettono la sopravvivenza di specie endemiche, tra le quali la Berta Minore.

Scendendo nel Lazio si giunge alla Foresta del Circeo e alla Riserva di Fogliano, inserite nel Parco nazionale istituito nel 1934, sono tra le più antiche aree naturali protette d'Italia e dell’UNESCO dove sopravvivono interessanti specie ornitologiche.

E poi storie epiche e personaggi leggendari echeggiano nella Riserva Naturale Statale Tirone Alto Vesuvio che, estesa per oltre 1.000 ettari all’interno dell’omonimo Parco Nazionale, è stata istituita nel 1977.

Ancora in Campania, a picco sulla Costiera Amalfitana, la Riserva della Valle delle Ferriere affascina i visitatori con cascate, ruscelli e percorsi d’acqua, ospita inoltre la felce gigante Woodwardia radicans, specie relitta risalente al Terziario.

Arriviamo in Puglia nella Foresta Umbra, polmone verde del Parco Nazionale del Gargano, con maestose faggete plurisecolari. Patrimonio mondiale naturale dell’Umanità, ospita un piccolo gruppo del raro Capriolo Garganico.

Dirigendoci a ovest arriviamo in Calabria, nella Riserva delle Gole del Raganelloall'interno del Parco Nazionale del Pollino, dove il torrente taglia il massiccio roccioso creando un canyon lungo 12 km e profondo fino a 400 metri, luogo simbolo del nido dell’aquila reale e baluardo di biodiversità. Sempre in Calabria, possiamo ammirare i Giganti di Gallopane nel Parco Nazionale della Sila, piante ultracentenarie di Pino Laricio, con 400 anni d’età e tronchi che superano i 3 metri di diametro e chiudiamo in bellezza con la Foresta dell'Alto Aspromonte: oltre a faggi, pini e pioppi, querce plurisecolari di notevoli dimensioni con esemplari di oltre mille anni.

FOTO B







L’Arco di Trevi, cammino di San Benedetto – Trevi nel Lazio (FR).







Clicca QUI per i contenuti extra