Menu
Mostra menu
TERRITORIO
IL BEL PAESE MANGIATO DAL CEMENTO
19/12/2018

Ogni due ore perdiamo una porzione di suolo grande come piazza Navona a Roma

FOTO APERTURA - DIDA LUNGA

I lavori per la realizzazione della nuova Tirreno-Brennero hanno interessato anche Sissa Trecasali in provincia di Parma, il comune italiano che ha costruito di più nell’ultimo anno, con una crescita che supera i 74 ettari.


Cresce in Italia il consumo del suolo nonostante la crisi economica. Nuove infrastrutture e cantieri, che da soli occupano più di tremila ettari, invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica, sconfinando anche all’interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio. Coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne, soprattutto lungo la fascia costiera, perdono terreno. La superficie naturale, nell’ultimo anno, si è assottigliata di 52 km quadrati. Un dato preoccupante. In poche parole è come se avessimo costruito, ogni due ore, un’intera Piazza Navona. Si rischia così di perdere una risorsa ambientale preziosa ed importante. I dati sono stati presentati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che ha fornito una fotografia completa ed aggiornata del territorio italiano, valutando le dinamiche di cambiamento della copertura del suolo e della crescita urbana anche a livello locale. Il suolo non è una risorsa rinnovabile e, senza efficaci interventi normativi, il suo consumo continuerà a crescere in modo esponenziale. Il cemento ricopre ormai più di 350mila ettari. Il dato è in aumento soprattutto nelle regioni in ripresa economica come accade nel Nord-est del Paese. Tutto questo ha un prezzo, la cifra stimata supera i 2 miliardi di euro all'anno, per la perdita di capacità di stoccaggio di carbonio, di produzione agricola, legnosa e di servizi ecosistemici.

 

FOTO B - DIDAI DATI

La gran parte dei mutamenti del suolo (81,7%) è avvenuta in zone al di sotto dei 300 metri (il 46,3% del territorio nazionale). La densità maggiore rispetto alla media nazionale si trova nelle aree costiere, dove l’intensità del fenomeno è più alta rispetto al resto del territorio, nelle aree a pericolosità idraulica e in quelle a vincolo paesaggistico. Tra il 2016 e il 2017 quasi un quarto (24,61%) del consumo di suolo è avvenuto all’interno di aree vincolate. Il 6% in aree a pericolosità da frana.

Anche le aree protette sono state colpite dal fenomeno. Quasi 75mila ettari sono ormai totalmente impermeabili. La maglia nera della trasformazione del suolo 2017 va al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con oltre 24 ettari di territorio consumato, seguito da quello del Gran Sasso e Monti della Laga. Al Centro e Nord Italia si concentrano le province con l’incremento più alto nel 2017. Sissa Trecasali (Parma), con una crescita che supera i 74 ettari, è il comune italiano che ha costruito di più nell’ultimo anno, a causa della realizzazione della nuova Tirreno - Brennero.

 

FOTO CPOSSIBILI SCENARI

Come porre allora rimedio? “Serve una nuova legge per difendere il suolo dal consumo e dallo spreco. Vorrei inserire, nella legge scritta ma non approvata dalla precedente legislatura, il concetto di bilancio ecologico preventivo rispetto alle autorizzazioni che si danno per le cementificazioni o le costruzioni – ha detto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto alla presentazione dei dati ISPRA. Sarò particolarmente attento a preservare il suolo all'interno dei parchi e delle aree protette, in linea con le finalità di tutela ambientale”.

In attesa dell’approvazione di una nuova legge che difenda il suolo, l’ISPRA ipotizza tre scenari al 2050:

  • in caso di approvazione della legge si pensa ad una progressiva riduzione di perdita di terreno tra il 2017 e il 2050;
  • stima, invece, un ulteriore consumo di suolo superiore ai 1.600 km quadrati nel caso in cui si mantenesse la velocità registrata nell’ultimo anno;
  • si potrebbe arrivare però a superare gli 8mila km quadrati nel caso in cui la ripresa economica portasse di nuovo la velocità ai valori medi o massimi registrati negli ultimi decenni. In questo caso sarebbe come costruire quindici nuove città ogni anno fino al 2050.

 

Clicca  QUI  per i contenuti extra