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TERRITORIO
ACQUA PREZIOSA
11/04/2020
di Luisa Persia

La vocazione agricola del nostro Paese ha un ruolo chiave nella gestione della risorsa idrica e nel mantenimento della stabilità idrogeologica

APERTURA - Foto A. Ricci

La nostra Penisola, unica per le sue bellezze naturali e artistiche, soffre al tempo stesso per alcune vulnerabilità del territorio che, soprattutto negli ultimi anni, hanno dato vita a fenomeni estremi con gravi danni ambientali, ripercussioni sociali ed economiche di notevole entità. Basti pensare che, dal 1995 ad oggi, i danni subiti a seguito delle diverse siccità ammontano a oltre 15 miliardi di euro.

La salvaguardia di suolo e acqua è fondamentale e proprio per dare un impulso alla stabilità, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali metterà in atto la strategia nazionale per il risparmio idrico, la tutela territoriale e la lotta al dissesto idrogeologico. La strategia è stata presentata a Roma presso il Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare alla presenza del Ministro Teresa Bellanova che ha annunciato che “già nel 2020 saranno finanziati progetti per 500 milioni di euro, con l’obiettivo di ridurre le carenze infrastrutturali del territorio e rendere più sostenibile l’uso delle risorse idriche”. Il piano sarà attuato principalmente attraverso una manutenzione importante delle infrastrutture irrigue, per la quale sono già disponibili i fondi destinati a opere utili che possono essere in gran parte immediatamente cantierabili. Questo è il punto di forza, agire subito per non trovarsi a gestire stati di calamità e puntare sulla prevenzione. Già nel biennio 2018-2019 sono stati finanziati 67 progetti per 629 milioni di euro che hanno consentito ai Consorzi di bonifica e agli Enti irrigui di essere subito operativi.

I dati evidenziano inoltre come le regioni del sud Italia siano rimaste meno competitive anche in termini di finanziamenti erogati e sollecitano la necessità di ridurre il gap infrastrutturale tra nord e sud.

FOTO PAG 35  A. DE TADDEIGLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE

Il settore agricolo, rispetto ad altri comparti produttivi, è quello maggiormente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. Al tempo stesso ha una capacità di assorbimento dei gas serra paragonabile a quella del settore forestale. Gli agricoltori, oltre a produrre cibo, producono dati utili. Come protagonisti del comparto agricolo hanno il diritto di avvalersi di una connettività veloce e di una burocrazia più semplice.

Riguardo alle acque, occorre ricordare che le precipitazioni sono sempre più concentrate in determinati periodi, pertanto è importante il loro trattenimento. Gli invasi sono bacini per l’irrigazione come pure per l’acqua potabile e spesso soffrono la siccità perché poco profondi. Al tempo stesso, il carattere torrentizio di molti corsi d’acqua fa sì che questi, soprattutto in estate, siano in secca.

La necessità di preservare il suolo e le acque ha stimolato l’implementazione di strumenti adeguati. Realizzata nel 2018 dal CREA in collaborazione con le Regioni, la Banca Dati degli Investimenti Irrigui è strutturata per supportare la programmazione degli interventi finalizzati alla riduzione dei rischi in agricoltura dovuti alla scarsità di acqua e al dissesto. La Banca Dati si integra col preesistente Sistema informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura (SIGRIAN), database nazionale unico di riferimento per la raccolta di dati e informazioni sull’uso irriguo dell’acqua a scala nazionale. Il sistema può assumere un ruolo fondamentale anche nella definizione di modelli di certificazione sulla sostenibilità, in particolare per quanto concerne l’utilizzo della risorsa idrica (cosiddetta impronta idrica).

Le certificazioni di sostenibilità ambientale sono sempre più rilevanti per i produttori e per i consumatori e possono costituire uno strumento per orientare i cosiddetti pagamenti verdi della futura Politica agricola comune (PAC), in linea con la strategia dell’European Green Deal, che punta alla realizzazione di un sistema alimentare sostenibile.

Gli Enti irrigui potrebbero entrare nel sistema di certificazione, fornendo le indicazioni alle singole imprese agricole per migliorare la sostenibilità dei vari processi produttivi. I Consorzi ed Enti irrigui assumono anche un ruolo cardine per la realizzazione e la diffusione di iniziative di questo tipo, attraverso l’organizzazione di cicli di formazione e lo scambio di buone pratiche.

Gli interventi che saranno finanziati a breve riguardano il Programma di sviluppo rurale nazionale (Psrn) per 97 milioni di euro, l’utilizzo dei fondi Dpcm 11 giugno 2019 per 295 milioni di euro in opere strategiche nel settore dell’irrigazione e della bonifica idraulica, oltre all’impiego di 86 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione –Fsc).

 

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