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STORIA E CULTURA
QUANDO LA NATURA SI FA ARTE
10/02/2020

di Massimo Mennitti
foto di Giacomo Bianchi @ArteSella


Un museo a cielo aperto fra le meravigliose montagne del Trentino. Sculture realizzate da artisti internazionali con materiali naturali che aspettano solo di essere ammirate. Arte Sella, esempio ben riuscito di valorizzazione artistica, turistica e ambientale

FOTO A Foto di Giacomo BianchiÈ passato più di un anno dalla terribile tempesta Vaia che sradicò in cinque ore quattordici milioni di alberi, ma Arte Sella, il museo a cielo aperto di Borgo Valsugana in Trentino, che da più di trent’anni espone opere realizzate con materiali naturali, fortunatamente, è ancora lì. La tempesta l’ha violato, ma non ha distrutto la sua bellezza e tantomeno affievolito gli intenti. Anzi, l’arte non ha fatto altro che trarre spunto e ispirazione dalla forza della calamità, tanto che lo scorso giugno è stata inaugurata “L’Urlo di Vaia”, un’installazione sonora creata dagli artisti Vera Bonaventura e Roberto Mainardi di Officinadidue. L’arte ha voluto ricordare la capacità della natura di rigenerare le ferite, di diventare motore silenzioso di cambiamenti radicali, nel momento in cui un evento di portata catastrofica imponeva una riflessione sulla coesistenza tra uomo e natura. L’arte che persegue il “bello” non può prescindere da una riflessione intima, nella sua ambizione più imponente, di svilupparsi parallelamente alla natura.

FOTO B Foto di Giacomo BianchiAttualmente solo il percorso di ArteNatura è ancora inagibile e non visitabile e servirà ancora del tempo, ma la bellezza di questo piccolo “Louvre nella natura” è intatta. E così, dopo la tempesta, il famoso architetto inglese Ian Ritchie ha donato al giardino l’opera “Levitas La Terza Montagna”, una significativa installazione di sette metri che, a dispetto delle dimensioni, è pura leggerezza, ali stilizzate per spiccare il volo, realizzate con strisce di quercia rossa. Anche l’artista brasiliano Henrique Oliveira ha regalato al bosco una nuova opera, “Radice comune”, che si presenta come l’intreccio di due querce secolari distese al suolo, trasformate fino a diventare tutt’uno con l’ambiente circostante, mentre a metà settembre è stato presentato “Simbiosi” di Edoardo Tresoldi, un’installazione alta cinque metri, un monumento sitespecific, una rovina sospesa in attesa che la natura si avviti su di essa costruendone la forma vivente. Un registro narrativo fatto di integrazione, ma soprattutto teso a significare quel rispetto deferente dell’uomo verso il mistero della Natura che da sempre inconsciamente lo accompagna.

FOTO C NODO Foto di Giacomo BianchiUN VERO MUSEO

Nel bosco non ci sono confini, si sente solo l’eco del vento che spesso rinfresca la Val di Sella. Le opere presenti fatte di sassi, di legno e di materiali saturnini vanno abitate, attraversate con lo sguardo e ascoltate. Se ci si lascia un po’ andare, è facile perdersi in attesa che l’opera si sveli all’improvviso.

Il progetto espositivo prende forma dalla idea di un’associazione culturale impegnata a sensibilizzare il pubblico sulla questione ambientale. Coerentemente con le sue origini, sotto la direzione artistica di Emanuele Montibeller, si muove da sempre, intercettando esperienze poetiche e sensibilità alternative, invitando artisti di qualità e coinvolgendo intellettuali, scienziati e musicisti in una dimensione interdisciplinare che induce a riflettere sulla relazione uomoambiente. Pur nelle evidenti divergenze tra le intenzioni che si respirano in questi luoghi, la natura è ben più che uno scenario, ma interlocutrice ed elemento strutturale di ogni opera, enigma da decifrare e materia prima a cui tutto deve comunque essere ricondotto.

FOTO D Foto di Giacomo BianchiL’EVOLUZIONE

A partire dal 1996 il progetto Arte Sella si sviluppa lungo un sentiero forestale di grande fascino che si snoda nel bosco sul versante meridionale del monte Armentera. A questo dal 1998 si è aggiunta l’Area di Malga Costa, struttura un tempo dedicata all’alpeggio degli animali che è diventata un luogo espositivo dedicato ad incontri, eventi e concerti. Nel 2001 viene invece realizzata la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri. A lungo simbolo di Arte Sella, questa imponente architettura naturale è oggi quasi completa grazie al paziente intervento della natura. Da allora l’esposizione è cresciuta sempre più, grazie anche ad importanti collaborazioni con i maestri dell’Art in nature come, per citarne alcuni, Nils-Udo, Arne Quinze, John Grade e Michelangelo Pistoletto. Dal 2016 è nuovamente fruibile il parco di Villa Strobele con un nuovo progetto legato all'architettura: il giardino ospita, infatti, installazioni realizzate da architetti di fama internazionale: Atsushi Kitagawara, Kengo Kuma e Michele De Lucchi.

FOTO E Foto di Giacomo BianchiIL MESSAGGIO

L’arte contemporanea persegue e rende omaggio alla convinzione che la Terra non sia sottomessa all’uomo e che la Natura, la Bellezza e la Cultura siano invece valori da perseguire, ricercare, godere insieme in uno sviluppo armonioso e sostenibile del territorio. L’arte creata ed esposta in Val di Sella non è vissuta come nei musei, qui l’oggetto può essere toccato dal visitatore, ci sono etichette in legno che invitano a tastare e far suonare l’opera, quando questo è possibile, così da percepire le emozioni e le sensazioni che l’artista vuole trasmettere. La percezione delle opere, pienamente sottomesse alle condizioni atmosferiche, varia di stagione in stagione, dalla sera alla mattina. Gli autori del museo a cielo aperto hanno fissato dei criteri costitutivi che devono essere rigidamente seguiti e rispettati: l’opera d’arte come vera e sola protagonista dell’esposizione, il rispetto per la natura e l’ecologia, l’utilizzo esclusivo di materiali organici, non artificiali e infine l’esaltazione del processo creativo.

Un’autentica galleria intrecciata di rami dove artisti di fama internazionale seminano anno dopo anno le loro opere che sembrano nascere spontanee nel bosco.

Nascono, vivono e poi si consumano nella natura a cui sono state affidate.

Un non luogo inteso come manifestazione soprannaturale dell’uomo nella sua irrinunciabile complementarietà con la natura.