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SICUREZZA AGROALIMENTARE
ALIMENTI E INFEZIONI
10/08/2020

di Massimo Iannetta [Responsabile Divisione Biotecnologie e Agroindustria, ENEA]
e Claudia Zoani [Divisione Biotecnologie e Agroindustria, ENEA - Responsabile progetto internazionale METROFOOD]


La lezione del coronavirus ci insegna che non possiamo pensare alla salute come obiettivo prioritario svincolato dal resto e più in generale dalla salute del Pianeta e delle sue risorse

FOTO ANel nuovo scenario le nostre capacità di previsione crescono a un ritmo vertiginoso: per esempio, non si possono più studiare la malaria o la Zika ignorando fenomeni come il riscaldamento globale. La conoscenza si sviluppa sempre di più cogliendo i collegamenti tra le cose e le informazioni; adesso possiamo farlo incrociando e analizzando dati che già esistono. Dobbiamo cercare di far convergere la nostra salute in un unicum come sistema e da qui il concetto di One Health.

Per esempio i meccanismi di produzione e distribuzione del cibo possono portarci sulla tavola dei microbi che proprio non dovrebbero esserci, come è accaduto alla fine del 2018 negli Stati Uniti, con una contaminazione da Escherichia coli, derivata da una partita di insalata infetta, che ha interessato 16 Stati. L’insalata contaminata non solo era finita nei banchi frigo della grande distribuzione, ma anche nella produzione su scala industriale di panini. La contaminazione è arrivata attraverso la fertirrigazione dei campi con liquami zootecnici contaminati ed è una tossinfezione che può essere molto grave, causare una malattia invalidante o anche rivelarsi mortale e per la quale non ha senso usare antibiotici.

Serve quindi un nuovo Illuminismo nella definizione delle politiche, che dovrà essere caratterizzato da un equilibrio migliore tra uomo e natura, tra mercati e diritti, tra consumo privato e beni pubblici, tra pensiero a breve e lungo termine, tra pari opportunità nell’accesso alla competizione e incentivi per l’eccellenza.

Essere in grado di vivere bene entro il limite imposto dalla natura è la grande sfida del nostro secolo.

FOTO BALIMENTI E COVID-19

Attualmente non ci sono prove che il cibo sia fonte o veicolo di trasmissione probabile del virus. Secondo quanto riportato da EFSA e WHO, anche le esperienze legate a precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come quello della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e quello della sindrome respiratoria mediorientale (MERSCoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione per via alimentare.

Una corretta alimentazione è molto importante sempre, ed in particolare prima, durante e dopo un'infezione. Una dieta sana ed equilibrata, ricca di sostanze nutritive come fibre e vitamine, e nutraceutiche (es. polifenoli, flavonoidi), può supportare il sistema immunitario ed essere di aiuto soprattutto per i soggetti più vulnerabili. Inoltre, la promozione di abitudini alimentari più sane, anche attente alla sostenibilità, rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione della diffusione dei contagi e può ridurre l’incidenza di patologie non trasmissibili come l’ipertensione, il diabete e le malattie cardiovascolari, che a loro volta possono comportare una prognosi peggiore ed un più elevato tasso di mortalità. È essenziale seguire buone pratiche durante le fasi di produzione, distribuzione, vendita, manipolazione, conservazione e preparazione degli alimenti ed è fondamentale evitare contaminazioni crociate. È importante poi acquistare quantità adeguate di cibo e applicare pratiche idonee alla corretta conservazione dei prodotti, garantendone il consumo prima della scadenza. È anche necessario evitare l’acquisto di alimenti in condizioni di panico, poiché ciò causa un aumento degli sprechi oltre a favorire il loro deterioramento ad opera dei microrganismi e la perdita di nutrienti a causa di una conservazione inappropriata. Un aspetto di fondamentale importanza è la necessità di minimizzare l’impatto del coronavirus sulla disponibilità delle risorse alimentari, considerando che la crisi economica che si sta sviluppando parallelamente a quella sanitaria rischia di esacerbare le attuali condizioni di scarso approvvigionamento alimentare, soprattutto in alcune aree del Pianeta. La pandemia da Covid-19 sta colpendo i sistemi e tutte le dimensioni della sicurezza alimentare a livello globale. In questa prospettiva, è necessario considerare l'impatto complessivo sulle filiere agroalimentari e assicurarsi che queste non subiscano interruzioni, continuando a funzionare in maniera corretta, garantendo la produzione e la disponibilità per tutta la popolazione di alimenti diversificati, salubri e sicuri.

Un'opportunità può essere rappresentata dalle filiere corte e dalle produzioni locali, che risentono meno delle restrizioni internazionali. È inoltre importante garantire l’uso sostenibile del suolo, la conservazione della fauna microbica e della biodiversità, la gestione sostenibile del territorio, il controllo dei contaminanti nelle matrici ambientali e del rischio di trasferimento infettivo dall’agroecosistema di produzione primaria lungo la catena alimentare. In questo senso è opportuno promuovere lo sviluppo di sistemi di controllo per l’individuazione precoce delle contaminazioni.

FOTO CSISTEMI ALIMENTARI E MALATTIE INFETTIVE EMERGENTI

La crisi attuale richiederà, a tempo debito, profonde riflessioni sul rischio per la salute globale causato da alcuni sistemi di produzione alimentare, incluso il commercio di specie selvatiche. Mentre l'origine di Covid-19 deve ancora essere completamente accertata, vi sono chiare prove di un aumento dei focolai di malattie infettive emergenti come influenza suina (H1N1), influenza aviaria (H5N1, ecc.), AIDS / HIV o Ebola, associati alle relazioni umane con gli animali selvatici e i loro habitat naturali.

Le prove indicano che il cambiamento nell'uso del suolo nei sistemi tropicali - o in quelli con elevata ricchezza di biodiversità della fauna selvatica - presenta un rischio particolarmente elevato nel mettere in contatto l’essere umano con agenti infettivi al momento sconosciuti. I cambiamenti climatici potrebbero inoltre avere un ulteriore ruolo nell'aumentare la prevalenza di focolai infettivi.

FOTO DL’IMPEGNO

L’ENEA ha sposato questo approccio da tempo, favorendo un dialogo proficuo tra scienza, politica e società, con una partecipazione sempre più attiva dei cittadini, per sviluppare iniziative e progetti basati su innovazione trasversale e servizi avanzati, nell’ottica della sostenibilità e della circolarità, con la consapevolezza che la nuova frontiera oggi è sempre più culturale che tecnologica. Le nostre abitudini consolidate sono in realtà il maggiore ostacolo alla sperimentazione di nuovi modelli, ciò che ci rende miopi alimentando egoismi, ritardando il processo di cambiamento e finendo per prolungare la crisi strutturale che stiamo vivendo, con una profonda frattura da sanare: quella creatasi, nel tempo, tra economia e società, tra sviluppo e territori.

 

LA BANCA DATI

METROFOOD-RI – Infrastructure for Promoting Metrology in Food and Nutrition(www.metrofood.eu) a coordinamento ENEA, ha attivato un servizio informativo liberamente accessibile a supporto dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus, con uno spazio web dedicato (https://www.metrofood.eu/metrofood-ri-on-covid-19.html) che include una raccolta organizzata e costantemente aggiornata di informazioni ufficiali, pubblicazioni scientifiche, valutazioni di rischio, risultati di monitoraggi, iniziative di cooperazione scientifica, linee guida e buone pratiche sui legami tra alimenti e Covid -19.