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SCIENZE
TANTO TUONÓ CHE PIOVVE
12/12/2020

di Lorenzo Tedici


Fulmini, lampi e saette lunghe 700 chilometri. Con il riscaldamento globale i temporali diventano sempre più violenti. Impariamo a riconoscere alcuni dei più spettacolari e pericolosi fenomeni naturali


FOTO A


 Il fulmine più lungo del mondo misura 709 km, più o meno la distanza tra Milano e Napoli, ed è stato registrato il 31 ottobre 2018 tra una nube del Brasile meridionale e una del nord-est argentino.

 







La leggenda narra che Socrate abbia sarcasticamente commentato con queste parole divenute un adagio popolare, il fatto che sua moglie Santippe gli avesse rovesciato dalla finestra una secchiata di acqua fredda al culmine di un furioso litigio. Ma mentre 2.400 anni fa Socrate veniva colpito da una secchiata d’acqua, oggi - dopo tuoni sempre più fragorosi - arrivano “bombe d’acqua”, al culmine di un furioso litigio tra cumulonembi sempre più carichi di energia, calore ed umidità. Con il riscaldamento globale infatti, i temporali stanno diventando sempre più violenti. Ed, insieme alla loro pericolosità, aumenta la paura e la confusione: fulmini o lampi, bombe d’acqua, saette lunghe 700 chilometri, pirocumulonembi... tornado, trombe d’aria e trombe marine: ma questi tre fenomeni non erano la stessa cosa?

 

IDENTIKIT DEL TEMPORALE

Ecco allora 10 punti per conoscere meglio il temporale, uno dei fenomeni atmosferici più pericolosi, lo sappiamo bene in Italia alla fine di ogni caldissima estate.

 

Fulmini o lampi

FOTO BIn realtà il fulmine è composto da 2 fasi: il tuono il rumore, e il lampo la scarica elettrica: il tuono si sposta alla velocità del suono a 340 metri al secondo, mentre la scarica del fulmine viaggia alla velocità della luce a 300.000 km/s: per questo motivo, il lampo precede sempre il tuono con una formula spazio/tempo molto semplice:

  • appena vedete un lampo, iniziate a contare finché non sentite il fragore del tuono;
  • moltiplicate il numero dei secondi per 340;
  • il risultato della moltiplicazione, espresso in metri, è la distanza che vi separa dal temporale. Ad esempio, se il lampo ed il tuono sono separati da 3 secondi, allora il temporale è distante 3 x 340 = 1.020 metri, cioè poco più di un chilometro, meglio restare in casa!

Bombe d’acqua

Dal 2003 la celebre frase di Socrate è diventata “Tanto tuonò che ci bombardarono”: infatti in quell’anno, dopo un devastante nubifragio a Carrara, il climatologo fiorentino Maracchi rese popolare la definizione di “bomba d’acqua” dal termine scientifico inglese cloudburst. Pur non avendo un valore meteorologico, questa locuzione negli anni sta rappresentando sempre più spesso la violenza dei nuovi fenomeni temporaleschi. In svedese addirittura il termine cloudburst è stato tradotto skyfall, la caduta del cielo, di cui avevano paura anche i Galli della serie a fumetti Asterix!

 

Fulmini lunghi 700 km

La NASA ha ufficializzato il nuovo record lo scorso 26 giugno. Il fulmine più lungo del mondo misura 709 km, più o meno la distanza tra Milano e Napoli, ed è stato registrato il 31 ottobre 2018 tra una nube del Brasile meridionale e una del nord-est argentino. Anche la saetta di maggiore durata è sudamericana: 17 secondi di shock elettrico nel cielo argentino il 4 marzo 2019.

 

Il luogo più elettrico della Terra

“Maracaibo, mare forza nove”, un ritornello che sa di balli di gruppo, di mare e di estate. Ma Maracaibo, invece del mare forza nove, è famosa per essere la città più elettrica della Terra: viene colpita da circa 300 fulmini all’anno per ogni chilometro quadrato, cioè 165mila scariche solo nell’area metropolitana della città venezuelana. L'area vede infatti durante la notte lo scontro perfetto tra la brezza di montagna e l’aria calda e umida del golfo di Maracaibo: il mix di masse d’aria differenti genera questo record temporalesco.

 

Fulmini marittimi

I temporali sono più frequenti sulla terraferma rispetto agli oceani. Negli ultimi anni però, a causa del Global warming, la temperatura dell’acqua del mare ha superato i 30° C in molte zone del Pianeta, anche in Italia (!): con l’acqua del mare bollente sono diventati più frequenti i fenomeni temporaleschi alluvionali lungo le coste. Infatti il calore del mare è combustibile, è energia, è potenza per lo sviluppo dei nubifragi costieri… combustibile per le bombe d’acqua, anche se non si dovrebbero usare questi termini.

 

Tornado, trombe d’aria e marine

Rappresentano lo stesso fenomeno, il più violento evento meteorologico, con venti cheFOTO C raggiungono anche i 500 km/h. In questo caso dobbiamo fare attenzione a non confondere i tornado con gli uragani o le raffiche dei temporali: i giornali titolano “Tornado killer strappa i tetti e divelle gli alberi” dopo un forte temporale estivo, in realtà il vento associato ai temporali si chiama downburst e non è associato ad alcun vortice o tornado. Gli uragani poi hanno un diametro medio di 500 km mentre i tornado di soli 500 metri.

 

Pirocumulonembi

Neologismo di 15 lettere, nuovo sistema meteorologico formato dal calore/vapore delle fiamme durante gli incendi devastanti in Australia dal giugno 2019 al 2 marzo 2020. Dentro i pirocumulonembi sono stati osservati eventi meteorologici pazzeschi: temporali termici ad enorme sviluppo verticale, con vento e fulmini che hanno alimentato a loro volta altri incendi devastanti. All’interno di questi sistemi anche dei firenado, dei tornado di fuoco. Ciò nonostante, il “climadramma di fuoco” dell’Australia non ha ancora sensibilizzato la nazione ad accettare l’accordo di Parigi contro il Global warming!

 

Temporali urbani

Durante ogni estate arrivano in città devastanti temporali, mentre in campagna regna la siccità. Una recente ricerca americana ha confermato che le città attirano i temporali: ma come? Il calore prodotto dai condizionatori, l’asfalto rovente delle strade e la combustione legata al traffico e all’industria, in pratica l’isola di calore cittadina con 2-3° C in più rispetto alla campagna, genera un surplus termico che funziona da carburante per i temporali: gli acquazzoni, proprio dove c'è più caldo, scatenano tutta la loro violenza. Un contributo lo danno anche gli edifici più alti: i grattacieli "trascinano" le correnti verso il basso, producendo una sorta di ebollizione dell'aria che stimola le precipitazioni.

 

Ondate di calore

Aumentano di frequenza: con il passare degli anni diventano sempre più lunghe ed estreme le fasi con temperature oltre i 35° C all’ombra. Nel Mediterraneo, dal 1980 ad oggi, si sono aggiunti 6,5 giorni di caldo estremo ogni 10 anni, una situazione che diventerà ancora più critica nel ventennio 2030-2050.

 

Effetto elettrizzante del global warming

Il riscaldamento globale potrebbe causare un 50% in più di fulmini entro la fine del secolo. L’aumento della frequenza annua dei temporali è infatti stimato attorno al +12% per ogni grado centigrado di incremento della temperatura dell’aria: con 4° C in più avremo da aggiungere 700 milioni di fulmini ai temporali del nostro pianeta!

 

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