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SALUTE
UN AIUTO IN PIÙ
15/06/2020

di Valeria Calà


La Pet Therapy apporta non solo benefici psicofisici, ma anche miglioramenti nelle attività psicomotorie, nei deficit dell’attenzione e in altre forme di disagio. E dal 2015 anche il Ministero della Salute l'ha riconosciuta e ne ha stabilito le linee guida


FOTO AUn mondo ancora tutto da scoprire, che ha bisogno di essere seguito e sostenuto affinché possa continuare ad esistere e apportare benefici ed emozioni. Parliamo della vecchia cara Pet Therapy, ovvero l’assistenza ai malati, ai bambini, agli anziani e alle persone diversamente abili con un animale d’affezione.

 



I.A.A. INTERVENTI ASSISTITI CON GLI ANIMALI

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La Home Therapy è più incisiva in quanto il cane diventa il compagno fedele della persona bisognosa per tutta la vita.











Si rivolgono a diverse tipologie di fruitori, bambini, adolescenti, adulti e anziani, si tratta di attività finalizzate a migliorare le condizioni di salute di un paziente, mediante specifiche metodologie di approccio che comportano l’ausilio di animali appositamente addestrati. Quando ci si affida agli IAA, le associazioni mettono a disposizione dell’utente un’equipe interdisciplinare che valuta la situazione in base al disagio e studia il cammino individuale dell’utente dopo un attento esame della storia clinica e personale, attraverso il supporto di medici, psicologi, terapisti esperti in interventi assistiti con gli animali. Ci sono degli incontri conoscitivi per stabilire insieme le tappe e gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Dell’equipe che studia e costruisce un progetto ad hoc fa parte anche il conduttore del cane, figura importantissima in un percorso di pet therapy, perché deve saper valutare tutte le condizioni di stress e stanchezza dell’animale.

 

HOME THERAPY, IL PROGETTO DI CAVE CANEM

Un’evoluzione della Pet Therapy, la Home Therapy, è decisamente più incisiva perché il cane diventa il compagno fedele della persona bisognosa, sempre al suo fianco, per accompagnarla e sostenerla in un percorso di vita difficile e pieno di ostacoli. La Home Therapy - spiega Edy Maria Riello, presidente e operatore di Cave Canem, un’associazione che da anni si prende cura delle persone più fragili e malate - è un intervento assistito con gli animali che viene realizzato a domicilio e dove il cane, affidato e adottato dall’utente, verrà preparato dall’educatore cinofilo. Questi animali, oltre ad essere di grande aiuto nella quotidianità, danno supporto emotivo, conforto morale e, a mano a mano che il legame si approfondisce, cominciano ad anticipare le necessità del loro compagno umano.

 

LA FORMAZIONE DEL CANE

Gli istruttori si avvalgono delle più moderne tecniche e poi illustrano i diversi metodi alla famiglia. Quando il cucciolo supera i quattro mesi di età e fino al suo primo anno di vita, inizia la fase di formazione tecnica: l’istruttore si reca 2/3 volte a settimana a casa del disabile per insegnare al cane ad eseguire i compiti utili all’assistito. Un cane, per esempio, impara ad aprire e chiudere le porte, cercare aiuto, raccogliere oggetti caduti, consegnare un oggetto a una persona o bloccare la carrozzina in situazioni pericolose. Il cane quindi, non solo fornisce servizi specifici alla persona che affianca, ma migliora notevolmente la qualità della sua vita, con un nuovo senso di libertà e indipendenza.

 

ONOTERAPIA E PET THERAPY

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L’asino è un animale speciale in grado di instaurare fin da subito un rapporto intenso con chi interagisce con lui. Il suo essere empatico, comprensivo e paziente permette la buona riuscita della terapia.

 











Antas nasce a Roma nel 2006 grazie alla sua fondatrice Daria Pedullà. L’associazione ha lo scopo di sostenere e integrare la medicina tradizionale con le innovative coterapie come valido supporto per pazienti affetti da autismo, sindrome di Down, sindrome di Asperger, ritardo cognitivo e ritardo psicomotorio. È ormai provato che le attività con animali migliorano la qualità della vita e riducono la medicalizzazione del paziente. In Antas vengono svolti incontri assistiti con gli animali grazie a professionisti formati in I.A.A.. Questa struttura non lavora solo con i cani, il suo organico conta anche due mini pony Falabella e dieci asini. Anche in questo caso gli animali vengono educati, l’asino viene socializzato e poi, in base al suo temperamento e al suo carattere, viene affiancato a un bambino in difficoltà. L’iter è sempre quello degli I.A.A.. Quindi alla base dell’intervento c’è sempre un team multidisciplinare che valuta il problema degli assistiti e costruisce un progetto ad hoc.

 

I CANI ALLERTA DIABETE – CAD

Recentemente, il cane è stato definito come "un sistema di allarme biocompatibile e patient friendly per l’ipoglicemia".

Il diabete mellito (DM) è una delle malattie croniche più diffuse al mondo. L’autogestione del diabete mira a normalizzare la glicemia ma se si fallisce l’ipoglicemia diventa una complicanza grave che puo' manifestarsi durante le ore notturne. Il cane domestico è in grado, in modo spontaneo, di esibire specifici comportamenti di segnalazione quali vocalizzare, strofinarsi, leccare, saltare, abbaiare, o saltare. Alcuni report riferiscono episodi in cui i cani domestici allertano i loro proprietari durante gli episodi di ipoglicemia di notte e durante la guida. Il 38% dei pazienti con diabete riportava cambiamenti nei comportamenti del proprio cane in concomitanza di un evento ipoglicemico. Alla luce di queste prime evidenze, alcune associazioni hanno iniziato a progettare e realizzare programmi di training di allerta sistematica di ipoglicemia per cani di persone con diabete. Testimonianze di persone con CAD hanno riportato che il livello di accuratezza dei cani così addestrati è pari a quello dei glucometri più avanzati.

 

PROGETTO SERENA E I CANI SENTINELLA

 Progetto serena cani allerta diabete


Recentemente il cane è stato definito come un sistema di allarme biocompatibile e patient friendly per chi soffre di diabete













Progetto Serena si occupa di preparare i cani per l’allerta nel diabete: amici a quattro zampe che rilevano le variazioni glicemiche nel proprietario.

L’avventura di Roberto Zampieri, educatore cinofilo e fautore del progetto, inizia nel 2012 quando viene contattato prima da una persona diabetica e poi dall'Associazione giovani e diabete di Verona per verificare la possibilità di proporre questo particolare intervento assistito con gli animali. Ma solo qualche anno dopo decide di adottare il primo cane da un rifugio per affiancarlo ad una persona diabetica, Red, e con lui Progetto Serena prende ufficialmente il via. Possono partecipare tutti i pazienti diabetici di tipo 1 o 2 insulinodipendenti, che abbiano un cane o che vogliano adottarlo.

Oggi l’associazione MDDI Italia si avvale della metodologia e degli istruttori di Progetto Serena per la preparazione dei cani. Sul territorio nazionale sono presenti più di 50 istruttori che seguono i quasi 120 cani in percorso.