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NATURA E BIODIVERSITA'
UN GIOIELLO SUL MARE
10/08/2020
di Stella De Franciscis

I Giardini La Mortella di Ischia, un angolo di paradiso dove natura e musica si incontrano per creare bellezza

Foto Fondazione William Walton Giardini La Mortella

Foto AViste dall’aliscafo le onde sembrano bianchi cavalli prigionieri di un incantesimo e mentre il mare spuma contro i vetri dell’imbarcazione, il cielo ospita il tramonto e la sua bellezza colma il senso di vuoto che creano le oscillazioni. Dopo circa un’ora di navigazione da Napoli si intravedono i colori delle case di Ischia. Arrivati sull’isola è tutto un viavai di gente che passeggia, che mangia, che ride e bimbi che fischiettano.

I Giardini La Mortella si trovano a Forio, abbarbicati sul promontorio di Zaro. L’ingresso è stretto e con la scritta in inglese “Walton ha vissuto qui”.

La storia di questo luogo è magica, fatta di incontri e di persone che si sono subito piaciute e scelte: il compositore William Walton e la sua bellissima moglie argentina Susana, detta Lady Walton, con la passione per le piante. Nel 1949 i novelli sposi comprarono due ettari di una collina scoscesa a Ischia, tutta rocce, terra vulcanica e mirto che nasce spontaneo ovunque. Qui costruirono la loro casa, ma in realtà era solo il primo mattone di un progetto molto più grande: un giardino romantico, ricco di piante provenienti da tutte le parti del mondo.

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Il compositore Sir William Walton e la sua bellissima moglie argentina Susana, detta Lady Walton. Il Giardino botanico di Forio nasce proprio dalla passione e dall’amore della coppia per la musica e le piante.











IL PROGETTO

Per realizzare il loro sogno chiamarono Russell Page, architetto e celebre disegnatore di giardini. Suoi i disegni della Fontana Grande, realizzata agli esordi dei giardini, e delle tre fontane della valle pensate nel 1982. Page aveva immaginato un giardino secco e mediterraneo perché in estate il clima dell’arcipelago flegreo è arido, il bosco è prevalentemente a lecceta e a dominare il paesaggio, oltre al mare, è la nuda roccia. Oggi, però, chi visita i giardini si immerge in un vero e proprio pezzo di foresta pluviale. È stato l’amore quotidiano di Lady Walton a farlo diventare il trionfo dell’esoticità. L’immensa cura per ogni singola pianta, la densità di specie presenti in ogni metro quadro di aiuole, le splendide felci arboree, le epifite dislocate sui tronchi degli alberi, le araucarie, le cicadacee, sono il frutto della sua passione per la natura e il verde. La Mortella è un pezzo di paradiso dove l’uomo trova riparo.

Chi passeggia in questi giardini sembra perdere la cognizione del tempo, avvolto da tali meraviglie. La mattina la luce fioca si fa strada da oriente, nelle ore di maggiore luce le piante e il verde rigoglioso invece spiccano ovunque e quando il sole cala è tutto un dedicarsi all’immobilità della scultura.

Da qui si inizia a salire lungo scalinate e sentieri sul dorso della collina e si arriva al Belvedere, dove il visitatore è accolto dal ninfeo di Susana e dalla roccia di William.

Proseguendo troviamo il giardino alto dove si trova il Tempio del Sole, una delle perle di questo posto. Un’opera neobarocca che celebra il disordine della vita, l’amore, il gioco e la musica. Le tre stanze vanno visitate a partire da sinistra. La sala della nascita, quindi quella del Sole, infine quella della Morte. Nella prima sala è raffigurato Apollo sul suo carro trainato da cavalli imbizzarriti che illumina il mondo. Poi, un sole dal quale si allungano i raggi che compongono pentagrammi ai quali sono appese le note e le parole delle composizioni di Walton. Amanti che si baciano e strumenti musicali. Poi un miscuglio di stili che sembra ispirarsi in parte all’arte egizia e in parte a quella greco-romana. La terza stanza, alla quale si accede attraverso due porte strette, rappresenta la terza età della vita, dove l’acqua ormai scorre lenta e fluisce dentro un foro da cui ritorna a sgorgare nella prima stanza, simbolo della vita eterna. Il ramo di mirto dorato, sopra a due colombe bianche, è ispirato a ”Il ramo d’oro” (1890) di James Frazer, opera nella quale si dice che il ramo di mirto (ovvero la Mortella) è il salvacondotto per il mondo dei morti e simbolo dell’eternità, un rimando all’antica mitologia e nello specifico ad Enea che avanza nell’Ade su suggerimento della Sibilla Cumana. I resti di Cuma, nei Campi Flegrei, si vedono dalle terrazze del giardino nelle giornate limpide.

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LA VEGETAZIONE

Mediterraneo e subtropicale, alto e basso, in valle e in collina, sui terrazzamenti, i sentieri si snodano come fossero dei piccoli serpenti. È possibile cogliere la visione d’insieme della struttura ben studiata ed ordinata, eppure al tempo stesso così naturale. Fontane, stagni e piccoli nascondigli dove potersi fermare a leggere, oziare o a meditare, sono dislocati un po' ovunque. La densità vegetativa è caraibica e inusuale per i nostri giardini. La Victoria house ad esempio ospita le Victoria amazonica, grandi ninfee galleggianti molto rare. Esse cambiano colore e qualche volta si nascondono sotto l’acqua, hanno enormi foglie tonde così grandi da poter sostenere quasi il peso di un bambino. Sulla parete, si spalanca la bocca a forma di o di un’enorme maschera barbuta dalla quale fuoriesce acqua.

La maggior parte delle specie coltivate qui sono nate da seme, un seme che ha custodito Susana, la quale soleva spesso ripetere  “Un giardino non finisce mai”. La Chorisia speciosa che domina la prospettiva della valle, col suo tronco di tre metri di circonferenza, colonnare, arrivò alla Mortella proprio sotto forma di seme. Susana lo raccolse a Buenos Aires. Si racconta che salì con i tacchi in cima ad un taxi per arrivare a raccogliere il seme “ad astuccio” che pendeva dalla pianta.

La magnolia di Soulange è piena di fiori come quelle del giardino all’inglese della Reggia di Caserta. Le piante sono quasi sempre accompagnate da un cartello con specie e Paese di origine. Scale in legno, sentieri di ghiaia, banani grandissimi, l’Araucaria excelsa, specie australe che si connota per la geometria dei rami triangolari, sono solo alcune delle specie che potremmo ammirare nei Giardini.

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LUNGO IL PERCORSO

Nel percorso la Cascata del coccodrillo, con un vicino stagno dove cresce la Nymphaea caerulea, la ninfea blu tropicale del Nilo, sacra ai faraoni, la Sala Thai, con giardino orientale dove crescono aceri giapponesi e rododendri tropicali e uno stagno con piante di loto, luogo di meditazione e quiete, isolato dal mondo circostante dove una leggera brezza fa risuonare le campane augurali. Poi la tea house inglese e un teatrino a grandezza naturale disegnato da Emanuele Luzzati dove prendono vita le classiche marionette, Pulcinella fra tutte, e anche i personaggi delle opere di Walton.

Poi il laghetto ovale che ospita due isole con cycadacee e piante di papiro dalle chiome stellate. Dalla parte opposta al laghetto alcune Aloe brevifolia con i fiori a grappolo rosso smeraldo, una colonia di Yucca elephantipes, con le cortecce rugose e la forma di proboscide.

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IL TEATRO E LA MUSICA

Il Teatro Greco è stata l’ultima aggiunta voluta da Susana. Una cavea aperta sul mare, il cui palcoscenico può accogliere un’intera orchestra sinfonica. Il teatro è circondato da un bosco di lecci, rose cinesi e da grandi mura in pietra e rocce naturali che garantiscono un’acustica ideale. Seduti sui sedili rigorosamente di pietra è possibile godere dell’aroma dei timi.

All’inaugurazione del 2008 Lady Walton presentò il suo successore. Qui da aprile a settembre vengono ospitati musicisti da tutto il mondo per eventi davvero straordinari che vantano una cornice prestigiosa e unica.

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Lady Walton (quest’anno ricorre il decennale della sua morte) oggi riposa nel Nymphaeum del giardino sulla collina, dove giace, in una roccia che domina il giardino e la baia di Forio, anche Sir William Walton, Baronetto e Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. I giardini furono aperti al pubblico solo nel 1991 quando Lady Walton era ormai vedova. Susana creò in Inghilterra il William Walton Trust e in Italia quella che oggi è la Fondazione William Walton – Giardini La Mortella per far conoscere la musica del marito e incentivare l’amore e la grazia eterna ed universale della musica classica che dispiega le sue note dai Giardini e ci parla dell’eterna capacità dell’uomo di reinventarsi e di creare bellezza.