Menu
Mostra menu
NATURA E BIODIVERSITA'
IL RISVEGLIO DEL MARE
10/08/2020
di Gabriele Salari

Con il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria si sono moltiplicate le visite virtuali organizzate dalle Aree marine protette. La particolare situazione ha costituito un’occasione unica per il monitoraggio straordinario degli ambienti marini al quale ha partecipato anche l’Arma dei Carabinieri

FOTO AI delfini che entrano nel porto di Cagliari come nella laguna di Venezia, lo squalo verdesca nel porto di Pozzuoli o ancora la balenottera che pasteggia con la prole al largo dell’Isola d’Elba sono gli ambasciatori del mare che è sempre più vivo attorno a noi. Complice l’emergenza sanitaria, i traghetti sono a regime ridotto, le imbarcazioni da diporto ferme, la pesca autorizzata e quella di frodo diminuite a causa del crollo del mercato. Probabilmente è già cambiato qualcosa sott’acqua di cui ci accorgiamo solo grazie alle riprese effettuate dai droni e dagli elicotteri. Per capire meglio come stanno le cose, l’associazione Marevivo ha lanciato alle istituzioni la proposta di documentare lo stato attuale del mondo sottomarino per la prima volta privo di ogni attività antropica.

Un appello raccolto dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Possiamo dire che oggi siamo al punto zero, una situazione difficilmente replicabile che è importante fotografare. Per questo, raccogliendo lo stimolo di Marevivo, ho chiesto un monitoraggio straordinario delle acque a Guardia Costiera, Carabinieri e Guardia di Finanza, affinché attivino i reparti di sommozzatori che, insieme al lavoro di analisi dei dati da parte di Ispra e delle Arpa, possano darci un punto di partenza, anzi, un punto di ripartenza. Le verifiche nelle acque saranno estese anche dopo la fine del lockdown, così capiremo davvero chi sporca e potremo perseguirlo”.

FOTO BVIAGGI VIRTUALI

In attesa dei risultati di questa indagine, non ci resta che viaggiare virtualmente tra i paradisi marini del nostro Paese, molti dei quali hanno cercato di stare vicino alla gente durante l’emergenza Covid-19 con delle conferenze web. La prima è stata la Riserva marina di Miramare, vicino a Trieste, che ha trovato il modo di coinvolgere i più piccoli anche a distanza. Il Parco dell’Asinara ha coinvolto, invece, esperti nazionali e internazionali, partendo da un incontro sulla nacchera (Pinna nobilis), un enorme bivalve, specie endemica simbolo del Mediterraneo, che rischia oggi di scomparire. Già vent’anni fa la nacchera rischiò l’estinzione per la raccolta indiscriminata, ma ora è un microscopico parassita divenuto all’improvviso patogeno a minacciarla. “La sua letalità è oggetto di approfondimenti scientifici ma potrebbe essere messa in relazione ad una serie di concause tra le quali non è da escludere quella dei cambiamenti climatici e connesse variazioni di temperatura e salinità dell’acqua” dichiara Gabriela Scanu, Commissario straordinario del Parco Nazionale dell’Asinara.

FOTO CUno studio del Cnr e del Parco Nazionale ha poi mostrato come tenere alcune spiagge chiuse al pubblico sia una scelta fondamentale per mantenere elevati livelli di biodiversità, “in particolare per permettere la diversificazione degli organismi microscopici che vivono nella sabbia e nei sedimenti marini litorali”, spiega Vittorio Gazale, direttore del Parco e coautore dello studio. “Anche spiagge con minima affluenza turistica hanno dimostrato un cambiamento in vari parametri di ricchezza e composizione in specie, con un effetto maggiore in spiagge ad alta affluenza di turisti”. Studi come questo potrebbero essere usati per comprendere gli effetti ambientali della diminuzione dell’impatto antropico a causa del lockdown.

Da un’area marina sarda splendida e remota ci spostiamo in Campania, sulla costiera sorrentina: l’Area marina protetta di Punta Campanella è candidata a entrare nella lista di eccellenza mondiale dei Parchi naturali, terrestri e marini dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Sono solo 46 in 14 diversi Paesi del mondo le aree protette finora inserite, di cui una sola in Italia: il Parco Nazionale del Gran Paradiso. “Essere la prima e unica Area marina protetta italiana in corsa per entrare nella top 50 dei Parchi mondiali è già di per sé motivo di grande soddisfazione, ma sappiamo che sarà dura e ci vorrà molto impegno” dice Antonino Miccio, direttore dell’AMP Punta Campanella. “In un territorio fortemente antropizzato, conosciuto e frequentato da turisti di tutto il mondo garantire tutela e fruizione non è sempre facile”. L’iter per l’adesione prosegue e speriamo di riuscire a tuffarci presto con maschera e pinne nell'Area protetta. Se la corrente e la temperatura dell'acqua lo permettono si nuota verso l'interno della baia, visitando alcune grotte, per poi andare a osservare la preziosa prateria di Posidonia oceanica che arriva fino a 4-5 metri di profondità. Si possono vedere banchi di salpe intenti a pascolare sulle falesie e gruppi di saraghi di varie dimensioni e sciarrani che insieme alle donzelle mostrano sospetto e curiosità per il passaggio degli uomini con la maschera. I più fortunati raccontano di incontri con cernie e polpi. Il tutto è contornato dalla presenza di numerosi ricci e stelle marine, triglie di scoglio, guarracini e una comunità di organismi incrostanti che colorano le rocce.

FOTO DACQUE LIMPIDE E TRANQUILLITÀ

La tranquillità garantita agli ambienti naturali dal lockdown potrebbe giocare quest’anno un ruolo importante per alcune specie rare che frequentano le nostre coste, dall’elusiva foca monaca alle tartarughe marine Caretta caretta. Queste ultime d'estate depongono le uova - grandi come palline da ping pong - scavando di notte una buca nella sabbia. Spesso le luci delle discoteche sulla spiaggia o gli stabilimenti affollati allontanano questi animali, ma la situazione che stiamo vivendo potrebbe aiutare la specie.

In India, nello Stato dell’Odisha, a fine marzo – complice probabilmente il lockdown – migliaia di tartarughe hanno deposto le loro uova anche durante il giorno, dunque a ciclo continuo. La natura si riprende i suoi spazi in maniera insospettata.

Un altro animale che quest’anno potrebbe beneficiare della pace è il fratino, un piccolo trampoliere che nidifica sulle spiagge ed è molto sensibile al disturbo che inizia ad esserci sugli arenili quando scava la sua buca per deporre le uova. La presenza di un nido di fratino è sempre un ottimo segnale dello stato di salute di un ambiente marino e di una spiaggia correttamente tutelata e conservata.

In questo periodo perfino il mare di Castel Volturno, in Campania, sembra cristallino, tanto da essere paragonato alle acque caraibiche. “Non mi sorprende. Lo stop generale imposto alle aziende fa sì che sia diminuito l'impatto inquinante nei Regi Lagni. Il tema resta quello dei controlli continui della qualità dell'acqua, visto che ora con la produttività delle aziende quasi azzerata abbiamo una base di partenza per ragionare e per scoprire quali elementi inquinanti siano venuti meno. Si tratta, paradossalmente, di una occasione unica per migliorare il lavoro d’indagine” commenta il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Anche all'Area marina protetta di Portofino si stanno indagando gli effetti del lockdown.

FOTO E“Poche settimane non possono aver influito in modo significativo sulle popolazioni ittiche, contrariamente a quanto avvenuto nei lunghi periodi di fermo delle attività di pesca, per esempio durante l'ultima guerra mondiale” dice Giorgio Fanciulli, direttore dell'Area. “Più significative potrebbero essere le conseguenze generate da una diminuzione dei rumori del traffico marittimo. Una maggiore quiete potrebbe permettere un riavvicinamento alla costa di specie che, normalmente, in primavera e in estate, si allontanano per il traffico intenso. Non solo i cetacei, i primi a risentire dei disturbi antropici, ma anche alcune specie come i grandi pelagici”.

Mai come questa estate l’ambiente marino avrà modo di rigenerarsi e di ritrovare un equilibrio perduto. E noi che non siamo mai stati così lontani gli uni dagli altri come adesso, ma che allo stesso tempo siamo entrati nell’intimità di altre abitazioni con le videochiamate, abbiamo la stessa inedita possibilità con il mondo naturale. Anche se non andiamo al mare, grazie alle webcam e alle dirette organizzate dalle Aree marine protette, possiamo penetrare nei segreti del mondo sommerso.

FOTO FUN SUPERCOMMISSARIO PER IL MARE

Al Ministero dell’Ambiente si è insediato il nuovo commissario straordinario per la depurazione delle acque, prof. Maurizio Giugni, Direttore del Dipartimento di Ingegneria civile, edile, ambientale e Professore ordinario di Infrastrutture idrauliche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si occuperà di tutte le criticità circa l'inquinamento marino, fluviale e lacustre, anche per evitare le sanzioni della procedura d'infrazione. Si raccorderà con le istituzioni locali e con l'Unione europea e potrà disporre interventi urgenti nella lotta e prevenzione dell'inquinamento. Consentirà all’Italia di accelerare le procedure e di poter disporre di un filo diretto per i relativi finanziamenti europei.