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NATURA E BIODIVERSITA'
FAUNA D’ITALIA NELL’EDITORIA
02/10/2019

di Pierangelo Crucitti [Presidente Società Romana di Scienze Naturali]


Un rapido excursus storico sulle numerose opere che hanno illustrato la ricchissima fauna del nostro Paese


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Gli insetti sono il gruppo di organismi animali che più di ogni altro contribuisce alla crescita delle specie del nostro Paese, sia per la scoperta di quelle autoctone non ancora descritte, sia per l’ingresso continuo di altre provenienti da territori extranazionali, introdotte più o meno intenzionalmente dall’uomo.


La fauna italiana è stata oggetto di numerose opere, incluse alcune collane editoriali. Una delle prime sintesi del XX secolo è “Fauna Italiana” (1933) a cura dello zoologo evoluzionista fiorentino Giuseppe Colosi (1892-1975). Si tratta di un’opera di grande erudizione a carattere prevalentemente divulgativo, peraltro piuttosto squilibrata sia dal punto di vista tassonomico - i vertebrati hanno la prevalenza - sia dal punto di vista ecologico - le faune terrestri e delle acque dolci sono, in proporzione, trattate più estesamente. L’esaltazione della ricchezza e della varietà paesaggistica e biologica dell’Italia sono molto più influenzate dalle condizioni politiche del momento storico che da un’analisi obiettiva dei fattori che le determinano. La trattazione rispecchia una sequenza obbligata per l’epoca: mammiferi, uccelli, vertebrati inferiori, invertebrati. Si tratta di un’opera che testimonia la vastissima cultura dell’autore, uno dei maggiori zoologi italiani del suo tempo.

Per un approccio moderno bisogna attendere la stampa de “La Fauna” della collanaFOTO B Conosci l’Italia del Touring Club Italiano (1959), il cui filo conduttore è marcatamente ecologico. Dopo un’ampia introduzione sui criteri e sulla classificazione degli animali, si passa all’esame delle caratteristiche delle faune alpina, terrestre e acquatica dei monti e delle pianure, degli ambienti umani, degli ambienti sotterranei, dei litorali e infine del mare; gli ultimi due capitoli sono dedicati alla sua origine e relativi problemi di rarefazione e protezione. L’opera, di cui sono compilatori Benedetto Lanza, Paola Manfredi, Giampaolo Moretti, Carlo Piersanti, Sandro Ruffo, Enrico Tortonese, Augusto Toschi, è di elevato livello e può essere ancora consultata con profitto, soprattutto per motivi storici. Sulla stessa falsariga ma assai più recente è “La Fauna in Italia” (2002), anch’essa edita dal Touring Club Italiano oltre che dalla Direzione per la Conservazione della Natura del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) e dal Centro di Ecologia Alpina, con testi di numerosi autori e coordinamento scientifico di Roberto Argano, Claudio Chemini, Sandro La Posta, Alessandro Minelli e Sandro Ruffo. La trattazione è molto approfondita e particolarmente equilibrata nell’esame delle faune dei principali ambienti che caratterizzano il territorio della nazione. Al passato, presente e futuro della nostra fauna è dedicato un capitolo che affronta i problemi della rarefazione ed estinzione di specie, contestualmente a quelli della conservazione. Quest’opera costituisce una base indispensabile di conoscenze per gli studenti dei corsi superiori di Biologia della Conservazione e, più in generale, per tutte le persone colte amanti della natura.

CHECKLIST DELLE SPECIE DELLA FAUNA ITALIANA

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L’Italia è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di una checklist informatizzata delle specie della propria fauna.


L’Italia è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di una checklist informatizzata delle specie della propria fauna. Il progetto, a cura del MATTM (all’epoca ancora MATT) e del Comitato per la Fauna d’Italia, coordinato da Sandro Ruffo, Alessandro Minelli e Sandro La Posta, ha permesso di inserire in lista pressoché tutte le specie sino ad allora note della fauna italiana, oltre 58.000 delle quali 47.000 (85%) di ambienti terrestri. Denominata “Checklist delle specie della fauna italiana” (1993-1995) è articolata in 24 fascicoli suddivisi in 110 lotti o sezioni, da “Protozoa” a “Vertebrata”. Le specie sono univocamente individuate da un codice numerico, da sigle di una o due lettere relative alla distribuzione geografica per grandi aree (Italia settentrionale, Italia continentale, Sicilia e isole circumsiciliane, Sardegna e isole circumsarde) e allo status di specie endemica e/o minacciata. Sono state definite norme che ne consentono il periodico aggiornamento, iniziativa nella quale si è particolarmente distinta la Società Entomologica Italiana (SEI). Gli artropodi ed in particolare gli insetti costituiscono infatti il gruppo di organismi animali che più di ogni altro contribuisce alla crescita delle specie del nostro Paese, sia per la scoperta di specie autoctone non ancora descritte, sia per l’ingresso continuo di altre provenienti da territori extranazionali, introdotte più o meno intenzionalmente dall’uomo. Il proseguimento del lavoro di cui sopra, ha portato alla realizzazione del progettofaunaChecklist e distribuzione della fauna italiana - 10.000 specie terrestri e delle acque interne” (di cui esiste versione inglese) a cura della Direzione per la Protezione della Natura (DPN) del MATTM, del Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia, del Museo Civico di Storia Naturale di Verona e del Dipartimento di Ecologia dell’Università della Calabria. 538.000 dati di distribuzione georeferenziati relativi a oltre 10.000 specie terrestri e di acqua dolce ritenute buoni indicatori faunistici e biogeografici, hanno consentito la realizzazione di un GIS faunistico e delle relative carte tematiche. Una seconda serie, limitata alla fauna delle nostre acque interne, è costituita dalle monografie della Collana del progetto finalizzato “Promozione della qualità dell’ambiente” a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche: “Guide per il riconoscimento delle specie animali delle acque interne italiane” (1977-1985). Si tratta di 29 monografie destinate allo specialista, dagli irudinei (sanguisughe) agli anfibi.

IL PROGETTO BIOITALY

Foto F- La Fauna d_ItaliaL’Unione Zoologica Italiana (UZI) ha promosso numerose iniziative, inquadrate nell’ambito del Progetto “Bioitaly”, versione nazionale di “Rete Natura 2000”, ad implementazione della Direttiva 92/43 CEE “Habitat” che ha permesso, dopo quattro anni di intenso lavoro (1994-1997), di consegnare alla UE le schede di oltre 2.200 siti georeferenziati che ospitano specie e/o habitat di importanza comunitaria a rischio. Nella biblioteca dello specialista non possono mancare le 24 guide pocket della collana “Quaderni Habitat” di cui esiste anche versione in lingua inglese; si tratta di un’opera completata nel 2009, frutto della collaborazione tra MATTM e Museo Friulano di Storia Naturale - Comune di Udine, coordinata da Alessandro Minelli, Sandro Ruffo e Fabio Stoch, destinata alla illustrazione dei vari habitat italiani (e relative formazioni vegetali, flore e faune) in forma analitica e monografica. Infine, nell’ambito dei Quaderni di Conservazione della Natura, collana che non dovrebbe mancare nella biblioteca del faunista moderno, devono essere segnalati gli Atti dello storico convegno sulla sintesi dello stato delle conoscenze (al 2004) botaniche e zoologiche in Italia con una particolare attenzione sul passaggio dagli inventari al monitoraggio a cura di Carlo Blasi e collaboratori (2004).

                                                                     

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