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NATURA E BIODIVERSITA'
DAL DESERTO AL MERCATO ILLEGALE
13/02/2021

di Luisa Persia


Centinaia di cactus strappati dal loro habitat naturale in Sud America per finire nel collezionismo di piante rare. Bloccato dai Carabinieri un traffico milionario

APERTURA - www.cactuspro.com

Piante bellissime che crescono in zone aride e assolate, fanno scorta di acqua per poter resistere alla siccità, sono comunemente chiamate grasse e succulente proprio perché appaiono gonfie e carnose e sono sempre più amate anche per le loro spettacolari fioriture che rappresentano vere e proprie epifanie. Le collezioni presenti, tra gli altri, a Gran Canaria nel Jardín Botánico Viera y Clavijo, nel Giardino Esotico di Monaco a Monte Carlo e in quello Pallanca di Bordighera lasciano veramente a bocca aperta. Vantano appassionati in tutto il mondo, ma fin dove ci si può spingere per accaparrarsi un esemplare raro, pregiato o particolarmente longevo? Ne sanno qualcosa i militari del Nucleo Carabinieri CITES di Ancona, i quali, con il supporto dei Carabinieri Forestali della Stazione di Morciano di Romagna, al termine di un'indagine durata quasi un anno, sono riusciti a scovare un traffico internazionale di piante succulente selvatiche, con triangolazioni in vari Paesi europei. Due le persone denunciate, 1.100 esemplari sequestrati complessivamente e assegnati in custodia all’Orto Botanico dell’Università di Milano diretto dal Dottor Stefano Caccianiga, dove sono stati eseguiti studi approfonditi sull’origine delle piante, custodite e curate da esperti botanici del settore. Le piante ex habitat (selvatiche prelevate in natura) erano detenute dal principale indagato nel proprio domicilio, dove aveva allestito una sorta di serra che fungeva da deposito in attesa di piazzare gli esemplari tra amici, collezionisti e soci in affari.

FOTO BUN LUNGO VIAGGIO

Partiamo da lontano. Deserto di Atacama in Cile, tra la catena andina e la cordigliera della costa presso l’Oceano Pacifico, con temperature che oscillano tra gli 0° C notturni e i 25-30° diurni, il più arido del mondo, fatta eccezione per alcune valli in Antartide. È protetto dall’umidità da entrambi i lati e la corrente di Humboldt raffredda l’aria rendendo impossibile la formazione di nuvole. Qui non piove mai, niente oasi e scarsissima popolazione. Panorami mozzafiato dominati dal giallo ocra.

Fanno eccezione alcune aree dove invece riesce a penetrare la nebbia, che garantisce lo sviluppo di un ecosistema differente e più ricco. Accade che un cittadino di Senigallia, principale indiziato, abbia effettuato dal 2013 sei viaggi in Cile e uno in Argentina, con lo scopo di sradicare piante selvatiche dal deserto per destinarle al commercio attraverso il suo giro personale o il web, dove le metteva all’asta su popolari piattaforme. Il campanello di allarme scatta quando all'aeroporto di Malpensa, insospettiti dal consistente arrivo di piante, i funzionari doganali le sequestrano. Il trafficante decide allora di dirottare i successivi invii di piante in pacchi postali su due destinazioni a lui riconducibili in Grecia e Romania. Nel febbraio 2020 vengono sequestrate 930 piante giunte in Italia attraverso il suddetto sistema di triangolazione.

Foto C - S. ShebsGIRO D’AFFARI INTERNAZIONALE

Nel corso degli anni, il trafficante ha espanso il suo giro d'affari anche attraverso l'attività promozionale, partecipando alle fiere di settore anche in Belgio. Secondo le risultanze delle indagini, il principale indagato avrebbe avuto interessi con 9 trafficanti o collezionisti italiani e 10 stranieri, mettendo in piedi un giro di affari intorno al milione di euro. Altri esemplari di succulente erano stati in passato depredati in Arizona da un cittadino statunitense poi arrestato. Altri soggetti avrebbero assicurato anche specie di provenienza messicana, come Ariocarpus, Pelecyphora e Strombocactus. Oltre all'Europa, il traffico delle specie selvatiche si sta espandendo verso i Paesi asiatici, Giappone e Cina in testa. Un operatore dell’import-export di abbigliamento dall’Italia al Giappone si sarebbe servito delle spedizioni occultando esemplari di succulente tra la merce.

 

LA COPIAPOA

Si tratta in particolare di varie specie di Copiapoa, accuratamente sradicate salvaguardando l'apparato radicale per consentirne il rinvaso una volta giunte ai vari compratori europei e asiatici. Autoctona del Cile, vanta oltre 25 specie, ed estende il suo areale da Tocopilla a nord a Coquimbo a sud, seguendo la linea costiera del deserto, con una distribuzione influenzata pesantemente dalla presenza delle nebbie tipiche della zona. Proprio grazie ad esse, riesce a captare l'umidità necessaria, essendo impossibile beneficiare di piogge che sono, appunto, praticamente inesistenti. Talvolta le Copiapoe sono predate dai guanachi, camelidi tipici del Sud America, durante la siccità. I semi di molte specie sembrano essere appetiti dalle formiche. Le piante crescono dal livello del mare sino al l'altezza massima di 1.000 metri.

Oltre al valore economico, l’attività illegale sgominata riveste un elevato significato in particolar modo dal punto di vista della tutela ambientale in quanto l’asportazione dagli habitat naturali di piante rare rappresenta un danno elevatissimo per l’ecosistema. Per questo motivo sono iniziati contatti con varie Autorità amministrative per poter procedere al “rimpatrio” nei Paesi di origine delle piante sequestrate e alla reintroduzione nello specifico ambiente naturale, in particolare in Cile. Sono specie autoctone del deserto protette dalla Convenzione di Washington cosiddetta CITES e nel nostro Paese dalla legge 150/92. Ricordiamo di controllare sempre la corretta provenienza delle piante acquistate perché ci si potrebbe imbattere in commercianti senza scrupoli che, pur di vendere a prezzi salati esemplari unici, non esitano a infrangere le regole. Alcune piante per la loro bellezza e unicità possono essere ammirate soltanto da lontano oppure si possono fotografare in modo da portare a casa un bel ricordo.