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NATURA E BIODIVERSITA'
FAUNA, PER SAPERNE DI PIU'
09/09/2019


LE COLLANE FAUNISTICHE

LA FAUNA FORESTALE

LE LISTE ROSSE

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LE COLLANE FAUNISTICHE

L’Italia non è certo l’unica nazione europea ad essersi dotata di una collana editoriale esclusivamente dedicata alla propria fauna, nel caso specifico la “Fauna d’Italia” (d’ora in avanti abbreviata in FI). Dalla fine del XIX secolo sono numerosi i Paesi provvisti di inventari faunistici organizzati in collane omogenee: Francia, Spagna, Germania, Danimarca, Gran Bretagna, Ungheria e Polonia. La Francia ha edito la serie Faune de France (Francia e regioni limitrofe) a partire dal 1921 sotto il patrocinio della Fédération Française des Sociétés de Sciences Naturelles; al suo attivo 97 monografie stampate e dal volume 90 l’opera è bilingue (francese-inglese). L’obiettivo prioritario della serie è chiaramente definito: destinés à permettre l’identification des Animaux Vertébrés et Invertébrés que l’on rencontre en France ou, suivant les volumes, dans une aire géographique plus vaste englobant notre pays: région gallo-rhénane, Europe occidentale, région euro-méditerranéenne. Analogamente alla nostra FI, la serie non è caratterizzata da una sequenza tassonomica univoca; ad esempio, gli ultimi quattro volumi sono dedicati, rispettivamente, a Coleotteri Carabidi (94, 95), Emitteri Pentatomidi euro-Mediterranei. 2 (96), Ortotteri Celiferi (97); al volume 89 (Cétacés de France) segue il volume 90 (Hémiptères Pentatomoidea Euro-Méditerranéennes. 1).

 

FOTO BUn’altra serie analoga, relativa ad un territorio altrettanto esteso e ricco di biodiversità, è Fauna Ibérica derivante da un progetto del 1988 con obiettivo “to carry out a well-documented inventory of the animal biodiversity in the Iberian-Balearic region”. Secondo Ramos e coll. al 2001, circa 1/3 della Fauna della Regione Iberico-Balearica era stato dettagliato, si stimano almeno 75 anni necessari per completarne la revisione tassonomica. Ad oggi sono stati editi 41 volumi per un totale di 43 tomi.

Quali che siano le caratteristiche dell’opera - ogni “fauna” rappresenta un caso a sé, data l’unicità del gruppo tassonomico e del territorio al quale si riferisce - gli obiettivi generali di una collana destinata ad illustrare le specie di una fauna nazionale sono: raccogliere, discutere e illustrare, analiticamente ma sinteticamente, le informazioni esistenti sino a un dato momento (un riferimento è l’anno di stampa del volume dedicato) relative a posizione tassonomica, morfologia, biologia funzionale e comportamentale, ecologia e distribuzione geografica, delle specie di un gruppo omogeneo utilizzando a tal fine chiavi analitiche ad hoc. La parte speciale è, di norma, preceduta da una sezione generale in cui sono dettagliati la storia delle ricerche sul gruppo di specie animali in oggetto unitamente alle sue caratteristiche biologiche generali. Costituiscono pure elemento di discussione i metodi di raccolta e di studio, nonché la diversità (= ricchezza) di specie sia a scala regionale s.l. sia a scala globale, se nota. Risulta infine utile sottolineare le lacune ancora esistenti in merito al completamento delle conoscenze di base: ragionate previsioni sul numero complessivo di specie/sottospecie (note ovvero descritte, più sconosciute ovvero non ancora descritte ma di cui è possibile prevedere, sulla base di opportune estrapolazioni, il numero); specie/sottospecie il cui livello delle conoscenze risulta ancora imperfetto; aree ed ambienti insufficientemente esplorati. Nei volumi più recenti, la trattazione include i fattori di minaccia di origine antropica in funzione delle preferenze dell’habitat; i gruppi tassonomici maggiormente a rischio sono quelli il cui habitat è costituito dalle acque interne o continentali. I 51 volumi (tutti hdk) sinora editi della “Fauna d’Italia”, dal primo del 1956 (Odonata) al più recente del 2017 (Ascidiacea), collana tuttora in progress, non sono “guide di campo” maneggevoli per la rapida determinazione di specie in natura e neppure semplici checklist o cataloghi annotati di specie; da questi ultimi si può dedurre la presenza di una specie in un territorio (ad es. un monte, un’isola, una provincia, una regione) e poco altro; ambiente di vita, rapporti con le altre specie e numerosi aspetti della biologia sono, di norma, ignorati.

I volumi dedicati a faune marine sono in lingua inglese in quanto potenzialmente utili a tutti gli zoologi che si occupano di faune del Mar Mediterraneo; testimoniano altresì il respiro ormai internazionale acquisito dalla nostra FI. Collaboratori prolifici della collana in quanto zoologi straordinariamente eclettici sono stati Enrico Tortonese (1911-1987), biologo marino ed ittiologo, e Benedetto Lanza (1924-2016), erpetologo e teriologo, autori o coordinatori di ben otto volumi della FI.

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LA FAUNA DELLA FORESTA TEMPERATA
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di Giovanni Amori

La maggior parte delle foreste del nostro territorio appartengono a quelle definite decidue temperate, con dominanza di alberi come faggio (Fagus), querce (Quercus) e acero (Acer). La diversità animale della foresta temperata è meno ricca di quella tropicale, ma rappresenta comunque alle nostre latitudini uno degli habitat più ricchi di fauna.La foresta fornisce un habitat naturale per molte specie di animali. Oggi è diventato anche un luogo di rifugio per molte di quelle che vivono o vivevano in ambienti aperti. Le foreste decidue temperate hanno stagioni ben definite, e la maggior parte degli alberi perde le foglie durante i mesi invernali più freddi. Pertanto le specie arboree producono foglie che durano solo una stagione vegetativa. Questo fenomeno rende la foresta durante l’inverno vuota e desolata e quindi apparentemente questo periodo risulta svantaggioso, ma molti mammiferi e uccelli hanno escogitato numerose strategie per sopravvivere al suo rigore. Alcuni uccelli, dopo aver accumulato grasso a sufficienza, migrano più a sud. Altre specie dormono nelle loro tane per l’intero periodo.

 

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Alcuni animali entrano in una vera e propria ibernazione: la temperatura corporea cala e il metabolismo viene ridotto al minimo. Il ghiro rimane quiescente anche se disturbato o se la temperatura occasionalmente si innalza, i ricci si svegliano e cambiano la tana, oppure i pipistrelli escono per nutrirsi per poi tornare a dormire nelle cavità degli alberi. Tuttavia questi momentanei risvegli possono essere pericolosi, perché possono mettere a repentaglio la vita di animali che non hanno accumulato riserve di grasso sufficienti per arrivare alla stagione favorevole. Gli scoiattoli, gli orsi e i tassi, invece, non riducono la temperatura del corpo, ma durante l’inverno entrano in uno stato di torpore cui alternano brevi momenti di veglia. Molte specie di insetti vanno anche loro in letargo sotto la corteccia degli alberi, gli adulti di altre specie invece muoiono e lasciano le uova che poi si schiuderanno in primavera.

Superata la stagione invernale ecco che in primavera compare una gran quantità di fogliame che rappresenta un eccellente cibo per moltissime specie di insetti. Questa esplosione di insetti attira un altrettanto numero elevato di predatori, in particolar modo uccelli insettivori che con i loro becchi a pinza si cibano di bruchi e larve. È facile osservare e sentire il canto di cardellini, fringuelli, cinciarelle e moltissime altre specie di volatili canori intenti alla ricerca di invertebrati come i bruchi di lepidotteri, che sono i principali mangiatori di foglie nella foresta, oppure intenti a catturare diverse specie di Ditteri. Altri uccelli come picchi, rampichini e sitte, invece, si dedicano alla ricerca di altri invertebrati che vivono sulla o sotto la corteccia degli alberi o si rifugiano nelle fessure. Si tratta di insetti che si nutrono di legno, xilofagi, ma anche gli xilobionti animali che durante una qualunque delle loro fasi di vita dipendono dalla presenza di legno. Altri insetti sono solo semplici ospiti delle cavità e delle gallerie del legno dove si riproducono senza nutrirsi del legno.  I coleotteri sono il gruppo di insetti con il maggior numero di specie legate al legno. Le specie di taglia ridotta di Scolitidi di solito iniziano a cibarsi e a perforare la corteccia, avviando così il processo di decomposizione del legno. Le larve o esemplari adulti di Buprestidi o Cerambicidi, di dimensioni maggiori, riescono a divorare grandi quantità di legno o di corteccia.

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La lettiera delle foreste temperate, uno strato di materiale in decomposizione, è un habitat che ospita un gran numero di specie. Tra i vertebrati ci sono le salamandre e i toporagni che inseguono le loro prede, ma soprattutto invertebrati che si nutrono di foglie in decomposizione e funghi. È facile scorgere centopiedi e onischi, altri sono di dimensioni troppo piccole per essere notati a occhio nudo.

Inoltrandosi in una foresta, oltre agli uccelli, a qualche rettile e macroinvertebrato, se si è fortunati e si procede con le dovute cautele, è possibile imbattersi in animali ben visibili: i mammiferi. Lo scoiattolo è una specie diurna che vive quasi esclusivamente sugli alberi, dove si muove con grande agilità. Costruisce nidi in genere alla biforcazione dei rami, costituiti da ramoscelli intrecciati. Si ciba di germogli, radici, frutti del sottobosco, ghiande, noci e nocciole. Talvolta si nutre di insetti e di uova di uccelli. Ci si può imbattere in una tana di tasso, un altro abitante della foresta, di pianura e anche di montagna. Preferisce i boschi di latifoglie o misti anche di piccole dimensioni, alternati a zone aperte, cespugliate, sassose e incolte. Tuttavia, avendo una grande capacità adattativa lo si può rinvenire anche in ambienti diversi dalla foresta. Anche il cervo è una specie generalmente associata ad ambienti di boschi aperti inframmezzati a distese di prateria in regioni pianeggianti; a seguito della pressione esercitata dall’uomo ha cominciato a frequentare gli habitat di foresta densa ed, in montagna, preferibilmente boschi di latifoglie o misti alternati a vaste radure e pascoli. Persino l’elusivo orso bruno preferisce gli ambienti di foresta, anche se si adatta ad una grande varietà di condizioni ecologiche. Vive in ambienti montani che presentano una elevata copertura boschiva. Il legame con i boschi risulta maggiore in primavera e autunno, mentre in estate l’orso frequenta soprattutto aree a predominanza di cespuglieti e vegetazione erbacea a quote più elevate. Se si è particolarmente fortunati ci si può imbattere con il rarissimo gatto selvatico, che rimane nascosto nella vegetazione per poi muoversi solo per andare a nutrirsi.

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Un aspetto molto importante è che tutta la biodiversità animale che popola le foreste contribuisce al loro rinnovo e mantenimento. Ciò può avvenire attraverso un adattamento comportamentale adottato da alcuni animali e cioè la conservazione degli alimenti. Le noci e i semi che abbondano durante l’estate sono raccolti da scoiattoli e picchi e sono immagazzinati nelle cavità degli alberi, la ghiandaia seppellisce le bacche nel terreno per usarle durante i mesi invernali. Molti roditori come arvicole e topi selvatici tendono ad immagazzinare semi nelle loro tane sotterranee. Questi animali riescono a ritrovare le provviste mediante l’odore o la memoria, anche se il terreno è ricoperto da manto nevoso. Tuttavia, parte di questi semi non viene consumata ma dimenticata e quindi germoglierà nel periodo primaverile. Pertanto il declino o la perdita di una specie interesserà le complesse interazioni tra la comunità della fauna selvatica e il suo habitat forestale, influenzando così le funzioni che contribuiscono al mantenimento, reclutamento, crescita e rigenerazione di specie di piante e alberi nell'ecosistema forestale.

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LE LISTE ROSSE

Le Liste Rosse (LR) IUCN costituiscono elenchi di specie, riferiti ad un determinato territorio, per le quali viene indicato il livello di rischio emerso a valle di un procedimento di valutazione noto come Risk Assessment, basato sulle conoscenze dell’ecologia della specie e sulla identificazione delle principali minacce in corso, unitamente alla pianificazione di opportune azioni necessarie per contrastarle. Le LR costituiscono strumenti di lavoro essenziali ai fini della gestione delle aree protette e, più in generale, per impostare adeguate politiche di conservazione. In tale contesto, la mission è costituita dalla conoscenza dello status del maggior numero possibile di specie. Nella tabella viene riassunta la situazione delle Liste Rosse d’Italia aggiornata al 2017, la maggior parte delle quali dedicata a specifici gruppi di organismi della nostra fauna. A livello mondiale è la IUCN International Union for Conservation of Nature, fondata oltre 60 anni or sono con la missione di “influenzare, incoraggiare e assistere le società in tutto il mondo a conservare l’integrità e diversità della natura e di assicurare che ogni utilizzo delle risorse naturali sia equo ed ecologicamente sostenibile”, a redigere e diffondere Liste Rosse di specie animali e vegetali minacciate. La IUCN è considerata la massima autorità al mondo sullo stato di conservazione della natura. Gli esperti della IUCN, oltre 10.000 tra botanici, zoologi e specialisti in discipline affini, sono volontari provenienti da ogni parte del mondo; molti afferiscono alla Commissione per la Salvaguardia delle Specie o SSC (IUCN Species Survival Commission Specialist Groups) di cui fanno parte anche numerosi scienziati italiani. Fra i principali species assessors a livello mondiale, vi sono rappresentanti di ONG e di enti di ricerca internazionali come BirdLife International, Zoological Society of London, World Conservation Monitoring Centre. L’autorità nazionale della IUCN è il Ministero dell’Ambiente, Federparchi è uno dei componenti del Comitato IUCN Italia e ne gestisce per statuto la segreteria. Dal 1963 la IUCN redige e aggiorna periodicamente la Red List of Threatened Species o Liste Rosse delle specie minacciate. All’inizio del 2013, la Red List ha valutato oltre 65.000 specie di cui oltre 20.000 minacciate di estinzione.

 

 

TITOLO

AUTORI / ANNO

Lista Rossa 2011 degli Uccelli Nidificanti in Italia

Peronace et al., 2012

Lista Rossa dei Vertebrati Italiani

Pesci Cartilaginei - Pesci d’acqua dolce - Anfibi - Rettili - Mammiferi

Rondinini et al., 2013

Lista Rossa dei Coralli Italiani

Salvati et al., 2014

Lista Rossa della Flora Italiana

1. Policy species e altre specie minacciate

Rossi et al., 2013

Lista Rossa delle Libellule Italiane

 

Riservato et al., 2014

Lista Rossa dei Coleotteri Saproxilici Italiani

 

Audisio et al., 2014

A Red List of Italian Saproxylic Beetles: taxonomic overview, ecological features and conservation issues

(Coleoptera)

Carpaneto et al., 2015

Lista Rossa delle Farfalle Italiane

Ropaloceri

Balletto et al., 2015

Lista Rossa dei Pesci Ossei Marini Italiani

Relini et al., 2017

Proposta di una Lista Rossa dei Molluschi terrestri della Campania (Mollusca: Gastropoda)

 

Maio et al., 2017