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FOCUS
MA QUANTI SIAMO
12/12/2020


FOTO PAG. 3La sovrappopolazione è diventata una questione sempre più urgente che mette a rischio le risorse dell’intero Pianeta. Nel 2050 saremo quasi 10 miliardi. Ma c’è anche una popolazione che sta crescendo il doppio rispetto a quella umana: gli animali domestici. Da uno studio californiano, che ha preso in esame la sostenibilità del cibo a base di carne per cani e gatti, emerge che i pet negli USA sarebbero responsabili del 25-30 per cento dell’impatto ambientale dovuto al consumo di carne. Secondo uno studio mondiale di GFK, che ha coinvolto 22 Paesi, il 56% degli abitanti del nostro pianeta vive con almeno un animale da compagnia. Facendo qualche calcolo, sarebbero circa 800 milioni i compagni domestici nel mondo. Tutto ciò ha, naturalmente, delle conseguenze sull’ambiente.

Non molto diversamente in Europa e in particolare in Italia dove gli animali domestici, secondo l’ultimo rapporto Assalco Zoomark, sono complessivamente 60,27 milioni, con rapporto 1 a 1 rispetto alla popolazione residente, di cui oltre 7 milioni di cani e qualcosa in più di gatti. Sottostime, perché si tratta dei quattrozampe dichiarati e che si accompagnano a qualcosa come 12,9 milioni di uccelli, 29,9 milioni di pesci e una schiera di rettili e piccoli mammiferi. Ma tornando ai cani, secondo Legambiente è ragionevole però stimarne la popolazione tra 20 e 30 milioni comprendendo quelli, e sono purtroppo ancora molti, non dichiarati. A questi deve aggiungersi una moltitudine di randagi e inselvatichiti.

Per accudire questo esercito di pet si spendono fino a 50 euro al mese, ma c’è anche chi supera i 300. Solo per cane e gatto il mercato dei prodotti per l’alimentazione supera il tetto dei due miliardi, per una commercializzazione di 544mila tonnellate tra croccantini e scatolette di carne.

Cani e gatti vaganti, di cui ricordiamo responsabile è sempre l’errato comportamento degli uomini, esercitano anche un’alta pressione sulla biodiversità attraverso i propri atti di predazione e la diffusione in natura di malattie infettive potenzialmente pericolose.

Se da una parte indiscussi sono i vantaggi dell’avere accanto un animale, dall’altra il problema dell’impatto ambientale esiste e non è trascurabile. Alcune soluzioni potrebbero essere il cibo biologico non prodotto in allevamenti intensivi, fare ricorso agli insetti come forma alternativa di apporto proteico, preferire l’adozione e la sterilizzazione dei propri animali.

Se molti umani si interrogano su come ridurre la propria impronta di carbonio con comportamenti ecosostenibili e si convertono al vegetarianismo è pur vero che occorrerà presto pensare anche ad un’accorta e seria politica demografica per i domestici e, perché no, magari a prendere in considerazione come alternativa anche animali da compagnia vegetariani come, per esempio, molte specie di uccelli e i criceti.