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ECONOMIA
IL BUSINESS PLAN NELL’ AZIENDA AGRICOLA
04/03/2021
di Fabrizio Santori

Strutturato secondo uno schema preciso, sintetizza i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale. Da sviluppare prima di intraprendere qualsiasi nuova attività o diversificarne una esistente

business-planAnche quando esistano la curiosità e la determinazione per sviluppare un’idea difficile da realizzare, spesso le intenzioni tendono a naufragare di fronte alla mancanza di punti di riferimento metodologicamente robusti, validi dal punto di vista operativo, perché aderenti alla realtà economica e finanziaria di riferimento.

Il business plan è, di fatto, una fotografia dinamica del progetto imprenditoriale, dei suoi obiettivi e dei risultati attesi, fondamentale se si ambisce a ottenere un prestito o un finanziamento, se si è alla ricerca di un socio o, più semplicemente, se si vuole cristallizzare l’idea di business (che, spesso, è solo nella testa dell’imprenditore) e, infine, farsi un’idea delle possibili criticità da affrontare in futuro. Il business plan può essere elaborato per convincere un’azienda, che operi nello stesso settore, a sviluppare una joint venture. Ancora, il business plan può essere utilizzato anche dalle imprese orientate a nuove opportunità, alla ricerca di professionalità specifiche oppure per garantirsi condizioni più vantaggiose da parte di importanti fornitori. Infine, ma non per ultimo, il business plan potrebbe essere redatto per aiutare l’amministratore di un’impresa a gestirla in modo più efficace e consapevole, al fine di superare i cambiamenti che si dovessero presentare sul mercato.

CHE COS'E' BUSINESS PLAN?

Il business plan è un documento, strutturato secondo uno schema preciso, che sintetizza i contenuti e le caratteristiche di un progetto imprenditoriale e da sviluppare prima di intraprendere qualsiasi nuova attività o diversificarne una esistente. Esso costituisce, quindi, un punto di partenza, così come uno strumento di verifica che consente di valutare la performance effettiva dell’azienda nel tempo. Può essere pensato come una “roadmap” del futuro dell’attività con lo scopo principale di capire se l’idea di business è realizzabile o meno. Anche se potrà sembrare una questione molto complessa, la redazione di un business plan consente di dare forma a qualcosa di astratto o poco definito, agevolando la comprensione dell’idea e la valutazione sulle sue reali potenzialità: come si può realizzare, con quali risorse e in che tempi.

CHI LO PREDISPONE E PER CHI?

A predisporre il business plan dovrà essere il proprietario o gestore dell’azienda agricola e nessun altro. Chiaramente si potrebbe avvalere di un aiuto professionale, un’associazione, un consorzio, ma il piano deve essere dell’imprenditore diretto interessato, affinché possa essere in grado di presentarlo, definirlo e illustrarlo.  Un business plan è suddiviso in diverse sezioni, che servono ad analizzare ed esplicitare i diversi aspetti del progetto. Non esiste un format predefinito, tuttavia gli elementi fondamentali che non possono mancare sono sostanzialmente questi:

1) l’idea di business, in cui si presenta la struttura aziendale, il prodotto che s’intende realizzare e come si prevede di raggiungere gli obiettivi prefissati, a sua volta così indicativamente composta:

a) Executive o management summary è la prima cosa che viene analizzata dal potenziale investitore. È fondamentale dedicare il giusto tempo alla sua redazione, va scritto solo dopo gli altri punti del business plan. Quello che si scriverà in questa sezione riassuntiva sarà determinante per formare nel lettore un primo giudizio del documento. Alcuni venture capitalist preferiscono leggere una sintesi accompagnata da una lettera di presentazione prima di ricevere l’intero business plan;

b) mission: lo scopo ultimo dell’azienda, la giustificazione stessa della sua esistenza, e al tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre. È la strada che si vuole percorrere per definire le risorse da utilizzare per arrivare alla vision (cfr. punto successivo). Si esplicita attraverso una breve descrizione degli obiettivi o dei princìpi guida del business;

c) vision: è il “sogno” che identifica lo scopo per cui l’azienda esiste, serve a far comprendere dove l’azienda vuole arrivare, indicare la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi (per questo è anche detta “cartolina dalla destinazione”). La vision deve essere esplicitata e condivisa con l’intera organizzazione, a tutti i livelli;

d) breve storia aziendale: descrive lo sviluppo dell’impresa fino al momento della compilazione del business plan, l’attuale dimensione aziendale, le risorse impiegate e i suoi punti di forza e di debolezza;

e) obiettivi di breve e di lungo periodo: quelli che si desiderano raggiungere con il piano sia di breve periodo, sia di lungo termine (sono ricompresi anche quelli intermedi e altri di impatto non direttamente imputabili al business);

f) il Prodotto: descrizione di ciò che si vuole offrire al mercato con evidenziazione delle caratteristiche che lo rendono unico in base alle preferenze del consumatore;

g) il Piano di produzione: cosa si pensa di produrre e come farlo in modo efficiente in termini di volumi e di varietà del prodotto offerto, specificando i metodi di produzione con cui si intende lavorare, con la descrizione delle strutture, delle attrezzature aggiuntive e degli impianti di produzione;

h) composizione e ruoli del team di gestione aziendale, come organizzare la struttura aziendale e quali i piani di formazione e reclutamento del personale da attivare nei successivi anni;

i) il tipo di struttura aziendale. Imprenditore agricolo professionale, Coltivatore diretto, Impresa familiare. L’imprenditore agricolo può essere anche una società, sia di persone sia di capitali, o una cooperativa. Ogni struttura ha vantaggi e svantaggi e, in alcuni casi, la scelta della struttura aziendale che si fa all’avvio dell’attività sarà la scelta per la vita dell’azienda.

2) strategia commerciale e il posizionamento sul mercato, in cui si descrivono e analizzano i potenziali clienti: chi, dove e quanti sono, oltre a tutte le informazioni che si riescono a raccogliere sul loro stile di vita, aspettative, ecc.. In questa sezione si descrive anche la concorrenza e come posizionarsi rispetto a essa, in particolare:

a) l’analisi del mercato: descrizione delle condizioni di mercato che influenzano l’attività, mettendo in risalto le opportunità che esistono nel settore così come i limiti che ostacolano il business. Importante identificare le principali tendenze che interessano il settore e l’attività commerciale;

b) il target di mercato: illustra le caratteristiche delle persone a cui si rivolge l’azienda, quali problemi si risolveranno o esigenze verranno soddisfatte con l’immissione del prodotto sul mercato;

c) il Piano di marketing: descrizione dettagliata di come si pensa di raggiungere il target, specificando il prezzo che si intende praticare per i prodotti offerti, dove e come si venderanno i prodotti (al dettaglio o all’ingrosso), come promuovere i prodotti presso i consumatori per aumentare il loro interesse;

d) l’analisi competitiva: descrizione approfondita dei competitors, con l’analisi dei punti di forza e di debolezza.

3) la sezione economica, patrimoniale e finanziaria che contiene il conto economico, lo stato patrimoniale e il rendiconto finanziario nella veste di documenti di bilancio di tipo previsionale:

a) il piano finanziario (presentazione delle informazioni e dei dati sull’andamento economico-patrimoniale e finanziario dell’attività) è il banco di prova dei piani e delle idee iniziali. In questa sezione vengono inseriti i prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario, su un orizzonte di 3-5 anni e con assumption credibili ed esplicitate. Se necessario, si possono fornire approfondimenti ulteriori inserendo tavole e tabelle nella sezione dedicata agli allegati. Tradurre i piani in numeri può evidenziare eventuali lacune, discrepanze e ipotesi irrealistiche, ma allo stesso tempo può dare garanzia al lettore che tende a prediligere l’analisi severa dei numeri (il compito di tradurre i piani in numeri è più facile di quanto ci si potrebbe aspettare poiché gran parte delle informazioni di cui si ha bisogno sono state già raccolte nel piano di marketing e di produzione). Le previsioni economico-finanziarie dovrebbero essere basate sull’ipotetico scenario più probabile per l’attività. È anche fondamentale considerare i probabili risultati in anni di crisi e in anni di sviluppo per avere un’indicazione del rischio associato. Le previsioni dovrebbero proiettarsi fino a un arco temporale massimo di 5 anni. Utilizzare sempre proiezioni realistiche cercando di dimostrare come si arriva a effettuare determinate previsioni, sulla base di quali valori e ipotesi.

b) Conclusioni e allegati: sezione, trascurata e ignorata da molti, dove inserire il motivo per cui si è redatto il business plan e la documentazione.

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Per maggiori info https://www.maggiolieditore.it/aprire-un-azienda-agricola.html