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DIRITTO
LA FILIERA DEGLI IMBALLAGGI
01/02/2019

di Valentina Vattani


Dalla produzione allo smaltimento passando per la scelta critica del consumatore


FOTO APERTURA
Gli imballaggi contribuiscono in modo significativo alla produzione di una crescente massa di rifiuti che poi deve essere gestita. La filiera degli imballaggi è stata tra le prime ad essere disciplinate dall’Unione europea tenendo in considerazione il tema della sostenibilità ambientale. La Direttiva 92/42/CE ha infatti previsto misure volte a limitare, da una parte, la produzione di rifiuti d’imballaggio ed a favorire, dall’altra, il riutilizzo, il riciclaggio ed altre forme di recupero di tali rifiuti. La disciplina nazionale sulla gestione degli imballaggi è posta attualmente dal Titolo II della Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006, che recepisce le norme europee e definisce i criteri dell’attività di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio nei suoi princìpi generali.

 

DEFINIZIONE

La normativa definisce “imballaggio”: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo.

Nell’ambito degli imballaggi si distingue tra:

a) imballaggio per la vendita (imballaggio primario)

b) imballaggio multiplo (imballaggio secondario)

c) imballaggio per il trasporto (imballaggio terziario)

FOTO BL’allegato E alla Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/06 riporta degli elenchi esemplificativi di articoli che sono considerati imballaggi. Dunque, oltre ai sacchetti o borse di carta o di plastica - ad esempio - sono imballaggi, tra gli altri, anche: i piatti e le tazze monouso; la pellicola di plastica per gli indumenti lavati nelle lavanderie; i rotoli, i tubi ed i cilindri sui quali è avvolto materiale flessibile (come ad esempio pellicola, fogli di alluminio, carta); i pizzi per torte venduti con le torte; i vasi da fiori da usare solo per la vendita ed il trasporto di piante e non destinati a restare con la pianta per tutta la sua durata di vita; le capsule per sistemi erogatori di bevande (caffè, cioccolata e latte) che sono lasciate vuote dopo l’uso, etc..

 



GESTIONE DELL’IMBALLAGGIO-RIFIUTO

I produttori e gli utilizzatori sono responsabili della corretta ed efficace gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti.

Le imprese che producono, utilizzano, commercializzano o importano imballaggi sonotenute ad aderire al Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) che cura, per conto delle aziende consorziate, la corretta gestione dei rifiuti di imballaggio in tutto il territorio nazionale.

In alternativa i produttori di imballaggi possono organizzare autonomamente anche in forma collettiva, la gestione dei propri rifiuti di imballaggio sull’intero territorio nazionale.

La Pubblica Amministrazione, da parte sua, deve organizzare sistemi adeguati di raccolta differenziata garantendo una copertura omogenea del territorio nazionale, mentre il cittadino deve effettuare la raccolta differenziata come indicato dai Comuni.

 

IL CONAI E I CONSORZI DEI MATERIALI

FOTO C

Il CONAI è nato sulla base del Decreto Ronchi del 1997 ed ha il compito di indirizzare l’attività e di garantire i risultati di recupero di 6 Consorzi dei materiali:

• Ricrea che si occupa di assicurare il riciclo degli imballaggi in acciaio (esempio: barattoli, scatolette, tappi, fusti, lattine e bombolette);

• CiAl a cui aderiscono i produttori di alluminio ed i produttori e gli utilizzatori di imballaggi in alluminio, che sono impegnati nella ricerca di soluzioni per ridurre e recuperare tali imballaggi;



• Comieco che garantisce il recupero ed il riciclo di carta e cartone;

• Rilegno che ha il compito di organizzare ed assicurare sul territorio nazionale la prevenzione, il recupero ed il riciclo degli imballaggi in legno;

• Corepla per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, a cui partecipa l’intera filiera industriale: produttori e trasformatori di materie plastiche per la fabbricazione di imballaggi, nonché, su base volontaria, le imprese utilizzatrici ed i recuperatori/riciclatori di rifiuti di imballaggi in plastica;

• Coreve responsabile del recupero dei rifiuti d’imballaggio in vetro. Vi aderiscono tutti i produttori di imballaggi in vetro e gli importatori, sia imbottigliatori che grossisti.

Specifiche convenzioni regolate dall’Accordo quadro nazionale ANCI-CONAI prevedono per i comuni l’impegno ad effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio, mentre i vari Consorzi di filiera, a loro volta, garantiscono il ritiro del materiale, il successivo avvio a riciclo ed il riconoscimento di un corrispettivo economico in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti raccolti. Sono circa 6.800 i comuni serviti da queste convenzioni, con un coinvolgimento di oltre 56 milioni di cittadini.

 

CRITERI DI GESTIONE

FOTO DLa normativa pone come opzione primaria la prevenzione alla fonte della quantità e della pericolosità nella fabbricazione degli imballaggi, anche attraverso l’incentivazione alla produzione di imballaggi riutilizzabili ed al loro concreto utilizzo.

Deve essere poi favorito il riciclaggio ed il recupero, attraverso lo sviluppo della raccolta differenziata di rifiuti di imballaggio e la promozione di opportunità di mercato per incoraggiare l’utilizzo dei materiali ottenuti da imballaggi riciclati e recuperati. In tutto questo sistema il ruolo di ogni singolo cittadino è molto importante, perché con le sue scelte d’acquisto e i suoi comportamenti nella gestione domestica dei rifiuti risulta essere determinante per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla legge.

PACKAGING

s. ingl. [der. di (to) package «impacchettare, imballare»], usato in ital. al masch. - Nel linguaggio commerciale, il complesso delle modalità di imballaggio, confezione e presentazione dei prodotti da offrire al pubblico, dal punto di vista degli effetti che tali operazioni e procedure possono avere sul successo della vendita del prodotto. (www.treccani.it)

 

 

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