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DIRITTO
IL CONTRIBUTO AMBIENTALE CONAI
04/01/2019

di Valentina Vattani




FOTO A

La normativa di settore pone in capo ai produttori ed agli utilizzatori la responsabilità per la corretta gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti, conformemente al principio “chi inquina paga”.

- Per produttori si intendono: i fornitori di materiali di imballaggio, i fabbricanti, i trasformatori e gli importatori di imballaggi vuoti e di materiali di imballaggio;

- per utilizzatori si intendono: i commercianti, i distributori, gli addetti al riempimento, gli utenti di imballaggi e gli importatori di imballaggi pieni (cioè di merci imballate).

È previsto che il costo della raccolta differenziata, della valorizzazione e dell’eliminazione dei rifiuti di imballaggio sia sostenuto dai produttori e dagli utilizzatori in proporzione alle quantità di imballaggi immessi sul mercato nazionale, e che la pubblica amministrazione organizzi la raccolta differenziata.

Inoltre vengono promosse forme di cooperazione tra i soggetti pubblici e privati.

Per ciascun materiale di imballaggio il CONAI ed i Consorzi di Filiera stabiliscono un Contributo Ambientale (CAC) che rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale viene ripartito tra produttori e utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggio. La corresponsione del Contributo Ambientale CONAI è regolata dagli articoli 221 e 224 del D. Lgs. n. 152/06.

 

Entità del Contributo Ambientale a partire dal 1° gennaio 2019

 

imballaggi in acciaio

3,00€/tonnellata

imballaggi in alluminio

15,00€/tonnellata

imballaggi in carta e cartone

20,00 €/tonnellata

imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi

40,00 €/tonnellata

imballaggi in vetro

24,00 €/tonnellata

imballaggi in legno

7,00 €/tonnellata

 

 

Per gli imballaggi in plastica il contributo è diversificato secondo tre criteri guida, che sono: la selezionabilità, la riciclabilità e per gli imballaggi che soddisfano i primi due criteri, il circuito di destinazione prevalente dell’imballaggio quando diventa rifiuto.

La diversificazione dei costi - secondo questi tre criteri guida - ha la finalità di utilizzare la leva contributiva per incentivare la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi, premiando con un costo minore gli imballaggi più sostenibili sotto un profilo ambientale, mentre non beneficiano di agevolazioni gli imballaggi che presentano maggiori difficoltà nella gestione del fine vita.

 

FOTO B 

FASCIA A - imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito “Commercio & Industria”

(esempio: Liners, Big Bags e sacchi per usi industriali; boccioni per distributori d’acqua; Pluribolle e altri cuscini ad aria, etc.)

 

FASCIA B1 - imballaggi da circuito “Domestico” con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata

(esempio: bottiglie e flaconi in PET - non multistrato, trasparenti o trasparenti colorati, senza etichetta coprente/stampa diretta su di essi (in sostituzione di etichetta) - e preforme per la produzione degli stessi; “bottiglie, flaconi e taniche - capacità fino a 5 litri - in HDPE e PP di colore diverso dal nero e senza etichetta coprente”, etc.)

 

FOTO C

 

FASCIA B2 – Altri imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito “Domestico”

(esempio: borse riutilizzabili, conformi alla vigente normativa (art. 226-bis del D. Lgs.152/2006); erogatori meccanici (es. spray pump, trigger, etc.); borse rispondenti ai requisiti stabiliti dalla norma UNI EN 13432:2002; etc.)

 

FASCIA C - imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali

(imballaggi rigidi, come ad es. astucci, scatole e altri contenitori di presentazione; barattoli, vasetti e altri contenitori di qualsiasi forma/dimensione, etc.; imballaggi flessibili, come ad es. buste portabiancheria; etichette; nastri adesivi; pellicole per alimenti; retine per ortofrutta, etc.)

 

FOTO D

Per l’anno 2019 è previsto un aumento del contributo degli imballaggi in plastica pari al valore medio di 263,00 €/tonnellata (il valore precedente era 208,00 €/tonnellata). Il Consiglio di amministrazione di CONAI ha rideterminato, dunque, il costo relativo alle fasce contributive. A partire dal 1° gennaio 2019 l’entità dei contributi per gli imballaggi in plastica è la seguente:

 

  • Fascia A……………………………………………...150,00 €/tonnellata
  • Fascia B1 ……………………………………………208,00 €/tonnellata
  • Fascia B2…………………………………………….263,00 €/tonnellata
  • Fascia C…............................................................369,00 €/tonnellata

 

 

I soggetti tenuti al versamento del Contributo sono coloro che per primi immettono l’imballaggio finito nel mercato nazionale (e dunque: i produttori/importatori di imballaggi vuoti e gli importatori di merci imballate). A questi si aggiungono i produttori/importatori di materiali di imballaggio che forniscono autoproduttori e questi ultimi nel momento in cui importano le materie prime per confezionare le proprie merci. Gli imballaggi destinati all’esportazione sono, invece, esentati dall’applicazione del Contributo.

Il Contributo Ambientale viene applicato all’atto della cosiddetta “prima cessione”, cioè al momento del trasferimento (a qualunque titolo) nel territorio nazionale dell’imballaggio finito effettuato dall’ultimo produttore al primo utilizzatore, oppure del materiale d’imballaggio effettuato da un produttore di materia prima o di semilavorati ad un autoproduttore che si dichiari tale.

Il corrispondente addebito viene esposto in fattura dal produttore insieme al costo per gli imballaggi stessi. Le somme dovute da tutti i consorziati, produttori e utilizzatori, sono quindi prelevate sulla base di una specifica indicazione in fattura dell’ammontare del Contributo Ambientale CONAI dovuto.

Questa dicitura segnala, inoltre, all’acquirente che le procedure sono state correttamente applicate “a monte” della vendita e che di fatto il contributo è stato “compreso” nel prezzo delle merci.

Anche gli imballaggi che, terminato il ciclo di utilizzo, rientrano a consumo dopo un’attività di rigenerazione o riparazione sono assoggettati al Contributo Ambientale. Se, invece, l’imballaggio non viene trattato/recuperato ma solo riutilizzato, il contributo in questo caso non deve essere riapplicato.