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COSTUME E SOCIETA'
L’ ALBERO DELLE FESTE
18/12/2018
di Lorenza Colletti

È uno dei simboli del Natale intorno al quale adulti e bambini ritrovano il calore degli affetti. Naturale o artificiale, grande o piccino le scelte possibili sono molte

FOTO APERTURA - DIDAAlberi maestosi e tipici di climi nordici, gli abeti sono uno dei simboli classici del Natale, capaci di portare il verde aromatico delle montagne fin dentro le città: veri o artificiali, interi, cimali o semplici rami, sono soliti allietare le famiglie per tutto il periodo delle festività natalizie. L’origine del loro uso si perde nel tempo, tra le leggende più varie e tradizioni di origine pagana, nelle quali rappresentava un simbolo di forza e rinascita dopo il freddo dell’inverno – non a caso il Natale viene celebrato subito dopo il solstizio d’inverno. Le prime citazioni storiche riferiscono di un “albero di Capodanno” addobbato nella piazza principale delle città della Lettonia, nel XV secolo: l’uso si diffuse in tutta Europa, prima nei Paesi del nord di matrice germanica e, dal XIX secolo, anche in quelli cattolici dove già era presente la tradizione del Presepe e dove si aggiunse l’albero con le sue decorazioni festose. 

FOTO B
LE VARIETÁ 
La specie da sempre più usata come albero di Natale è l’abete rosso (Picea excelsa), sempreverde diffuso in tutta l’Europa settentrionale e centrale dove forma boschi estesi: raggiunge altezze elevate, fino ai 50 metri, ha chioma conica, rami orizzontali ricoperti da aghi appuntiti di colore verde scuro ed un legno molto usato in falegnameria, per imballaggi e carta. Accanto all’abete rosso si utilizzano anche altre specie sempreverdi simili, a partire dall’abete bianco (Abies alba) ed altre conifere dalla forma conica. L’uso ornamentale consolidatosi negli anni ha portato anche alla realizzazione di vaste produzioni industriali che in Italia si ritrovano concentrate nelle regioni a nord, sulle Alpi: un interessante nucleo di produzione appenninica si trova nella zona del Casentino in provincia di Arezzo, dove tale albero è legato all’antico culto di San Bonifacio e dove opera il Consorzio per la valorizzazione dell’albero di Natale del Casentino, che rappresenta un’interessante ed ecologica forma di impiego locale. 

FOTO CI NUMERI 
Gli abeti e le specie affini commercializzati nel periodo natalizio rappresentano quantità notevoli, si stimano sei milioni di esemplari in Italia, con un giro di affari dell’ordine dei 150 milioni di euro, di recente in calo per un maggiore ricorso ad abeti artificiali o decorazioni alternative. A livello mondiale si parla di una produzione di oltre 100 milioni di esemplari, dei quali 50 allevati in Europa (soprattutto in Germania, Belgio, Danimarca) e 35 circa negli USA. In America ci sono associazioni che promuovono l'utilizzo di alberi natalizi vivi rispetto agli artificiali: tra di loro la National Christmas Tree Association (NCTA), la quale stima che ogni ettaro di alberi natalizi coltivati produca giornalmente la quantità di ossigeno necessaria a circa 45 persone. Le coltivazioni americane (circa 200mila ettari) produrrebbero, quindi, ogni giorno l’ossigeno per circa 9 milioni di persone. 

FOTO D - DIDAATTENZIONE ALLA PROVENIENZA 
Quando si opta per un albero di Natale vero – che rispetto a quello artificiale è di gestione più difficile ma di maggiore incanto e poesia - si consiglia di acquistarlo presso un vivaio per essere sicuri di utilizzare piante provenienti da un’attività agricola, con origine certificata e tracciabile: gli abeti coltivati sono, infatti, contrassegnati per legge da un tagliandino di riconoscimento con la denominazione del vivaio, il luogo di origine, la specie di appartenenza e l'età. Gli abeti presenti sul mercato natalizio derivano, di solito, da coltivazioni vivaistiche specializzate ed in misura minimale da interventi colturali di gestione boschiva quali sfolli, diradamenti o potature: quanto ai cimali, ovvero gli abeti senza radici, va verificato che provengano da diradamenti forestali autorizzati. In alternativa alle conifere, che sempre più spesso sono importate dall’estero e che mal si adattano ai climi caldi, si sta facendo sempre più ricorso a specie nostrane quali alloro, ginepro, bosso o agrumi, oppure ad alberi di Natale “ecologici” rappresentati da rami morti rivestiti di addobbi, spesso naturali o riciclati. 

Oltre a scegliere alberi vivi certificati, in buona salute e con un pane di terra ben compatto che contenga un numero sufficiente di radici, è bene prestare loro le cure necessarie a far superare il periodo delle feste nelle nostre case. È, quindi, buona norma invasarli senza rompere il pane di terra, evitare posizioni in zone troppo calde o secche, innaffiare, evitare decorazioni troppo pesanti che spezzano i rami o vernici colorate che danneggiano gli aghi. Utile, infine, sistemare le piante in un luogo luminoso ma fresco, lontano da fonti di calore e al riparo da correnti d'aria.

FOTO E - DIDA
In piazza San Pietro a Roma, accanto al tradizionale presepe viene allestito, dal 1982, su espresso volere di Papa Giovanni Paolo II, un abete ornato nel centro del colonnato del Bernini.
DOPO LE FESTE 
A Natale terminato, le piante debbono andare all’esterno, in giardino o su balconi freschi ed ombrosi – si tratta di alberi che vivono ad alte quote o alte latitudini – se si vogliono riutilizzare per gli anni successivi. Possono essere messi a dimora in giardini o parchi urbani, evitando di piantarli in boschi naturali, dove potrebbero non adattarsi o rappresentare fonte di inquinamento genetico o parassitario, in quanto sono piante che solitamente non derivano da seme certificato per uso di rimboschimento in natura. 
Altra alternativa: l’albero di Natale, vivo o morto, potrà essere consegnato ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni. Nel 2017 una grande catena commerciale internazionale, ad esempio, ha lanciato in Italia una campagna che ha registrato la restituzione di oltre il 40% degli abeti venduti - destinati a compostaggio e trasformazione in fertilizzante naturale – e, per ogni abete restituito, il versamento di due euro per la riqualificazione di un bosco italiano dove sono stati messi a dimora 2.000 esemplari di specie autoctone.

FOTO F - DIDAUN ALBERO ALLA MODA
Anche l'albero di Natale segue i trend dettati dalla moda. Secondo gli ultimi dettami del fashion natalizio lo stile retrò ha guadagnato moltissimi estimatori, per questo l'albero di Natale in stile shabby chic è ancora una delle tendenze vincenti per le feste. Molte delle decorazioni shabby, proprio perché fatte di materiale povero e con oggetti riciclati, possono essere realizzate anche a mano. Ciò non toglie che se non doveste avere il tempo di creare palline decorate con spago, fiocchi, brillantini o lettere argentate, potete sempre affidarvi ai negozi specializzati. 
Il 2018 è l'anno che segna anche la definitiva affermazione dello stile green. Fortunatamente la nostra coscienza ambientale sta migliorando e questo si riflette, anche sulle decorazioni di Natale, compreso naturalmente l'albero. Gli addobbi possono essere realizzati utilizzando anche elementi naturali come pigne, castagne (che si possono facilmente dipingere), ghiande e bacche. Si può combinare questa scelta green con uno stile minimal, preferendo un piccolo albero, praticamente un bonsai, che potrete continuare a curare per tutto l'anno. 
Fra le tendenze del Natale 2018 molto in voga anche lo stile cristallo, decorazioni bianche o trasparenti, palline simili ad ampolle con dentro qualche goccia d'acqua, oppure palline di vetro con disegni bianchi o argentati sfumati tono su tono. Suggestioni del passato che strizzano l’occhio ad uno stile semplice ed essenziale più attuale.

FOTO GNATALE IN MUSICA
Un emozionante viaggio musicale alla scoperta della magia del Natale. Brani eseguiti dalla Banda dell'Arma dei Carabinieri, diretta dal Maestro Col. Massimo Martinelli, famosa in tutto il mondo per il vasto repertorio e per la perfezione formale delle esecuzioni. Un'iniziativa promossa dall'Ente Editoriale per l'Arma dei Carabinieri per allietare le prossime festività.
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