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BOSCHI
IL DISASTRO AMBIENTALE DEI ROGHI
17/07/2019

di Nazario Palmieri
[Comandante Carabinieri Tutela Forestale]


L’impegno dell’Arma per contrastare il fenomeno, legato alle sfavorevoli condizioni climatiche e alle profonde modifiche avvenute nell’uso del territorio da parte dell’uomo

FOTO APERTURA - Dida

L’ecosistema bosco, formato da numerose specie vegetali e animali, svolge una diversificata multifunzionalità per la difesa del territorio, dell’ambiente e della biodiversità, in particolar modo per la difesa del suolo e la regimazione della circolazione idrica ed eolica.

La funzione protettiva del suolo viene esercitata, come è noto, mediante l’intercettazione delle piogge da parte degli apparati fogliari e la riduzione dello scorrimento superficiale delle acque. La copertura continua delle chiome rallenta la velocità di caduta delle gocce d’acqua sul terreno, specialmente durante fenomeni d’intensa precipitazione. Inoltre, nei terreni forestali la porosità si mantiene elevata in seguito all’attività degli apparati radicali e della pedofauna, mentre in quelli agrari o abbandonati le particelle terrose vanno ad occupare i pori dagli orizzonti inferiori, determinando fenomeni di costipamento.

Gli incendi boschivi determinano gravi alterazioni a carico degli ecosistemi forestali degradandone la funzionalità ambientale, paesaggistica, di protezione del suolo e idrologica. Il passaggio del fuoco non solo altera la flora e la fauna e disturba gli equilibri biologici, ma modifica anche quelli idrologici e pedologici. Influisce sulle condizioni microclimatiche predisponendo il suolo a diffusi e gravi fenomeni di erosione superficiale e dissesto idrogeologico.

FOTO B - DidaLe conseguenze immediate del passaggio del fuoco sono la distruzione, totale o parziale, della vegetazione, il consumo della sostanza organica degli orizzonti superficiali del suolo, la diminuzione della stabilità degli aggregati e lo sviluppo di uno strato superficiale impermeabile con evidenti ripercussioni sull’idrologia e sull’erosione dei versanti e conseguentemente sul bacino idrografico.

Infatti i sistemi forestali intervengono sulla regimazione idrica attraverso una riduzione del deflusso superficiale e un aumento dei tempi di corrivazione.

Fenomeni di erosione accelerata e repentini aumenti di deflusso superficiale ed erodibilità dei suoli sono imputabili agli incendi boschivi che statisticamente sono quasi sempre l’effetto di un’azione umana (disattenzione, negligenza, comportamenti criminali di origine dolosa) e solo raramente si sviluppano in seguito a cause naturali (1-2% per fulmini, ecc.).

 

FOTO C - DidaIL BACINO MEDITERRANEO

Nel bacino mediterraneo, in particolare nella penisola italiana, il problema degli incendi rappresenta un fenomeno a carattere stagionale in funzione delle condizioni meteorologiche, delle caratteristiche dei combustibili vegetali, delle particolarità fisiografiche del territorio e di fattori antropici. Sovente gli incendi non sono confinati alle sole superfici forestali ma interessano anche sistemi agropastorali e aree urbanizzate, costituendo un pericolo reale per la popolazione residente. Se nell’area insulare e peninsulare tale problematica presenta il suo culmine nella stagione estiva, in quella alpina e prealpina del nostro Paese, invece, assume dimensioni rilevanti durante il periodo autunnale/invernale, così come, purtroppo, è avvenuto recentemente in Lombardia, Piemonte e Liguria.

La ragione di ciò sta nel fatto che le specie forestali alpine, principalmente sempreverdi, durante il periodo di riposo vegetativo presentano un’intensa traspirazione che determina, conseguentemente, una sensibile secchezza fisiologica degli apparati fogliari, che espone così i boschi maggiormente al fenomeno pirologico.

A livello europeo la situazione degli incendi boschivi presenta caratteri allarmanti per tutti i Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Questi Paesi sono ogni anno interessati dal problema secondo dinamiche simili a quelle italiane per l’esistenza di comuni aspetti climatici, vegetazionali, storici e culturali che concorrono a determinare diffuse condizioni di vulnerabilità nei confronti del fuoco.

FOTO D - Ricostruzione 3d   dal droneNella penisola italiana il fenomeno si mani24 #Natura festa con maggiore intensità nelle regioni del sud a causa di una serie di fattori predisponenti, tra cui l’andamento climatico che, soprattutto in queste zone, è caratterizzato dal perdurare di periodi siccitosi con presenza di forti venti di scirocco e temperature con picchi di 40°C che provocano un notevole abbassamento del grado di umidità della vegetazione.

In genere l’aumento e la diffusione degli incendi boschivi sono legati sostanzialmente alle sfavorevoli condizioni climatiche e alle profonde modifiche avvenute nell’uso del territorio da parte dell’uomo. Infatti, ai periodi di siccità prolungata naturalmente predisponenti, si sono sovrapposti l’abbandono delle aree rurali e la crescita demografica in aree urbanizzate.

A tali fattori si devono aggiungere le circostanze, non meno importanti, legate ai contesti sociali che generano particolari figure di incendiari, fenomeni di natura economica ed occupazionale, oppure legati ad attività speculative (pascolo, costruzioni edilizie ecc.). Il problema degli incendi boschivi assume anche rilevanza sociale e mediatica quando causa vittime – come accaduto nell’estate 2018 in Grecia (91 morti) oppure nel 2017 in Portogallo (60 morti) – o colpisce rinomate aree turistiche come è accaduto nell’estate del 2017 sul Monte Morrone (AQ) nei pressi di Sulmona, nella pineta di Castel Fusano (RM) o nel Parco Nazionale del Vesuvio.

 

FOTO EPREVENZIONE E CONTRASTO

L’Arma dei Carabinieri ha un ruolo di primo piano per la prevenzione e il contrasto degli incendi boschivi con attività di polizia giudiziaria finalizzata all’individuazione dei responsabili del reato di incendio boschivo, per i rilievi delle aree percorse dal fuoco e la loro georeferenziazione, coadiuvando Regioni e Comuni nell’aggiornamento del catasto delle suddette aree.

In particolare il Comando Carabinieri Tutela Forestale - alle cui dipendenze opera il Nucleo Informativo Antincendio Boschivo (NIAB) - è impegnato nell’analisi criminale del fenomeno incendi boschivi e nello sviluppo e utilizzo di tecniche di indagine innovative volte all’individuazione delle cause degli incendi con l’impiego di strumentazione scientifica dedicata alla repertazione e all’analisi della scena del crimine sui soprassuoli boschivi percorsi dal fuoco utilizzando il Sistema informativo territoriale della Montagna.

Negli ultimi anni è stata anche sviluppata una metodica di repertazione che fa uso di droni appositamente allestiti per perimetrare l’incendio boschivo, quantificare il danno ambientale e risalire nel più breve tempo possibile al punto di insorgenza delle fiamme al fine di individuare gli autori del reato di incendio boschivo.

Per fronteggiare e arginare la piaga degli incendi boschivi il Comando Carabinieri Tutela Forestale ha considerevolmente moltiplicato l’azione di prevenzione e repressione del fenomeno intensificando gli sforzi di controllo e tutela del territorio. I gruppi, i Nuclei investigativi di polizia ambientale e forestale e le Stazioni Forestali negli ultimi due anni hanno eseguito 20 arresti, denunciato 740 persone ed elevato sanzioni amministrative per circa 2.700.000 euro.