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BOSCHI
LE FORESTE VISTE DA VICINO
05/07/2019



ILLECITI E CONTROLLI NELLA GESTIONE FORESTALE

Tabella reati+illeciti regione














Tabella Illeciti per settore







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LE FORESTE VISTE DA VICINO

Il RAF Italia 2017-2018 è uno strumento operativo utile a sviluppare le presenti e future politiche forestali in Italia

di Alessandra Stefani e Raoul Romano

FOTO INCENDIOINCENDI

I dati sugli incendi boschivi ci dicono che nonostante l'ultimo decennio abbia visto una diminuzione della superficie forestale percorsa dalle fiamme, eventi catastrofici come quello del 2017, annus horribilis per tutta la Penisola, si ripetono ancora con troppa frequenza. Le nostre foreste necessitano di un ulteriore miglioramento del servizio di Antincendio Boschivo. Aumentano i rischi naturali d'innesco (siccità, ondate di calore, aumento biomassa combustibile, ecc.), e assumono particolare importanza i boschi d'interfaccia, a ridosso di zone abitate, caratterizzati spesso da un'elevata infiammabilità. La gestione forestale sostenibile non può che rappresentare un fattore positivo per la prevenzione di queste catastrofi.

CERTIFICAZIONE

L'interesse per la gestione forestale è, in effetti, dimostrato dall'aumento della certificazione volontaria (FSC e PEFC). Sono quasi 4.000 le aziende con una certificazione di catena di custodia (CoC) e il 9% delle foreste è certificato: un dato ancora minoritario ma incoraggiante.

IMPRESE E ADDETTI ALLA SELVICOLTURA

Lo stato del settore e la sua importanza sono definiti dal numero d'imprese e di addetti che vi operano. Le imprese sono aumentate del 14% dal 2011 al 2016 raggiungendo le 6.471 unità, mentre il numero di addetti è in calo. Il quadro raffigura società di piccole dimensioni con pochi operatori (1,88 in media).

FORMAZIONE

Grazie all'avanzare della meccanizzazione nel settore forestale, si riducono le operazioni strettamente manuali e si evidenzia la necessità di formare i lavoratori. Tra le regioni però, solo undici prevedono obblighi formativi per gli operatori forestali. L’istruzione è un aspetto chiave per migliorare l'interazione con le macchine, aumentare la consapevolezza sulla sicurezza nel lavoro, gestire sostenibilmente il patrimonio forestale, sviluppare il settore e incrementare la competitività delle imprese. Per sensibilizzare gli operatori forestali, le quattordici regioni in cui è presente l'Albo delle imprese del bosco hanno inserito la formazione professionale tra i requisiti per l'iscrizione. Uno dei decreti attuativi del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF) consentirà di ridurre le differenze tra i diversi approcci regionali finora adottati.

IMPORTAZIONE DI LEGNAME

Il basso prelievo di legname nazionale si ripercuote sulle industrie di trasformazione che soddisfano il loro fabbisogno con importazioni di segati, legno grezzo e legno da industria proveniente da Paesi terzi a elevato rischio di illegalità ambientale e sociale.

L'Italia è un importatore netto di legna e legname. In attuazione del sistema europeo di "dovuta diligenza" vengono limitati i rischi d'importazione di legno illegale nelle filiere di approvvigionamento. Il settore della carta e cartone è l'unico in pareggio in termini di importazioni ed esportazioni.

NUOVI SETTORI PRODUTTIVI

La filiera del pioppo suscita un interesse crescente, infatti aumentano le nuove piantagioni e la produzione industriale nel comparto dei pannelli è in ripresa. Nell'edilizia, il legno è in una fase di crescita costante, in controtendenza rispetto all'intero settore delle costruzioni.

FOTO IMPRESA BOSCHIVATRASFORMAZIONE DEL LEGNO

Gli indicatori analizzati fanno ben sperare ma dal 2009 a oggi il numero di aziende specializzate nel taglio e dimensionamento del legno per l'edilizia, di segherie e d'imprese della seconda trasformazione del legno è in costante calo, insieme al numero di occupati nel settore. Le sei regioni che hanno un numero di addetti per impresa superiore alla media nazionale sono: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche.

PRODOTTI NON LEGNOSI

Dal bosco si prelevano anche prodotti selvatici non legnosi a elevato valore economico, ma informazioni quantitative su tale attività sono oggi difficilmente reperibili. Monitorando le associazioni che gravitano nel settore e le licenze necessarie alla raccolta, si può affermare che esiste un interesse crescente per funghi e tartufi, mentre la castanicoltura e la trasformazione del sughero sono settori ancora in difficoltà.

SERVIZI ECOSISTEMICI

Le foreste, oltre ad essere fonte di materiale legnoso e non legnoso, svolgono importanti funzioni ambientali (tutela della biodiversità e del suolo, regolazione dei cicli naturali, stoccaggio e cattura del carbonio), sociali e culturali (servizi turistico- ricreativi, educativi, estetici). Il RAF, attraverso gli indicatori, cerca di descrivere i servizi ecosistemici derivanti dai boschi italiani. Oltre 620mila sono gli iscritti ad associazioni escursionistiche. Aumentano le realtà imprenditoriali in bosco che operano grazie ai servizi offerti dai boschi, come ad esempio i 192 parchi avventura e i 71 asili nel bosco. Questi servizi hanno un enorme potenziale economico se si pensa che ammontano a quasi 2 milioni di euro le transazioni per progetti di compensazione della CO2.

ALBERI FUORI FORESTA

L'analisi non si limita a tematiche prettamente forestali, ma coinvolge il mondo degli alberi fuori foresta, di quelli monumentali e del verde urbano. Per quanto concerne quest'ultimo, è possibile affermare che c'è una grande concentrazione di alberi in città, infatti ogni italiano ha a disposizione 27 metri quadrati di verde in aree urbane, ben sopra la soglia di qualità della vita (9-11 m2). Il dato non include le amministrazioni comunali prive di un censimento puntuale della vegetazione urbana. Il problema non è quantitativo ma qualitativo, legato alla cattiva gestione degli alberi in città, in contrasto con un sempre maggiore interesse degli italiani per gli alberi, il verde e le foreste. Nella figura, la suddivisione delle aree costruite nei suoi diversi elementi:

Elementi







I dati qui riportati sono solo alcuni di quelli presenti nel documento presentato al pubblico il 30 maggio 2019 con un evento tecnico-scientifico della Rete Rurale Nazionale, presso l'aula magna del CNR, piazzale Aldo Moro, Roma.

ll RAF è scaricabile dal sito della Rete Rurale Nazionale. Noi speriamo che sia letto da moltissime persone con l’attenzione che merita, poiché è stato pensato come uno strumento operativo da cui partire per sviluppare le presenti e future politiche forestali in Italia, a scala regionale, nazionale e internazionale, ma anche come uno strumento di divulgazione per tutti coloro che amano i boschi italiani e desiderano conoscerli meglio.

RAF Italia 2017-2018 - Rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia 2017-2018, prodotto della Rete Rurale Nazionale, Compagnia delle Foreste, Roma; ISBN: 978-88-98850-34-1