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ATTUALITA'
UNA SPECIE IN PERICOLO
10/08/2020
di Franca Giansoldati

La stretta interdipendenza tra uomo e natura implica che dalla salute di ognuno dipenderà quella globale e viceversa. Riuscirà la nostra specie a sopravvivere alle gravi alterazioni ambientali in atto?
L’emergenza sanitaria mondiale accelera il dibattito


Foto A - Foto F. Zhiminaicela da Pixabay

La Laudato sì di Papa Francesco - alla luce di quello che è accaduto con il coronavirus - dimostra di essere una enciclica visionaria. Non tanto per la rivoluzione che contiene di far partire le azioni per la salvezza del Pianeta dal basso e dai comportamenti virtuosi di ognuno, da compiersi ogni giorno al supermercato, nelle proprie case, nella scelta della banca o del mezzo di trasporto da usare. L'enciclica verde ha profeticamente messo a fuoco un concetto fondamentale che il Covid-19 ha fatto esplodere: il futuro per tutti implica interdipendenza e che dalla salute di ognuno dipenderà la salute globale. Ed è da questo concetto che si dovrà ripartire.

Il 28 novembre il Parlamento europeo approvava una Risoluzione che dichiarava una emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo. Gli europarlamentari chiedevano alla Commissione che le proposte legislative e di bilancio fossero in linea con l'obiettivo di contenere il riscaldamento terrestre al di sotto di 1,5 gradi limitando le emissioni del 55% entro il 2030, per diventare climaticamente neutrale entro il 2050. Se ne sarebbe dovuto discutere a Glasgow, alla Cop26 che di fatto è stata spostata all'anno successivo per la pandemia. Nel frattempo il mondo, con almeno tre quarti degli abitanti del Pianeta chiusi in casa, si è trovato di fronte ad un grande interrogativo: come procedere con la indigesta questione ambientale visto che si interseca con il nodo della salute pubblica?

I due aspetti viaggiano paralleli e si sa che incideranno sulle prossime decisioni collettive.

Foto B  Foto DarkWorkX da PixabayLE FRAGILITÀ DEL PIANETA

Il tema non è più se in futuro riusciremo a vivere senza le specie di animali che scompaiono per effetto degli squilibri sulla biodiversità, ma se lo shock del Covid-19 potrà essere assorbito dagli abitanti di questo pianeta e con quali punti di rottura. Di fatto la pandemia ha evidenziato anche le fragilità che in questi anni erano già state intuite e isolate, a cominciare dai danni sulla salute causati dalle microplastiche. Non perché creano brutti gorghi nel mezzo degli oceani, ma perché sono entrate nella catena alimentare e causano malattie. A questo si aggiunge la distruzione progressiva delle foreste, ritenuta necessaria per fare spazio a coltivazioni intensive e ad allevamenti di bovini carichi di ormoni, non proprio salutari.

Il Covid-19 è come se ci avesse fatto aprire gli occhi sui danni collaterali provocati dall'inquinamento e che in questo modo forse non possiamo più andare avanti. Si sta così facendo largo un ripensamento generale basato sulla sostenibilità tra la vita dell'uomo e le risorse disponibili.

FOTO CNel frattempo milioni di persone in pochi mesi sono state infettate, il virus ha reso più vulnerabili i vulnerabili e messo in discussione la global economy, dimostrando che i sistemi che non sono in grado di dare garanzie sulla salute pubblica causano contraccolpi all'economia. Naturalmente in questa situazione di disorientamento, con le attività economiche sottosopra e lo spettro di un'altra Grande Depressione, le lobby e le grandi corporation hanno già iniziato a muoversi per non trovarsi spiazzate cercando supporti governativi. Sostanzialmente per non cambiare nulla del loro potere contrattuale.

Eppure i cambiamenti – volenti o nolenti – sono già nell'aria, veicolati dalla pandemia che ha già stravolto immensi business: dal settore del turismo ai trasporti, dal cinema all'intrattenimento. Come si viaggerà, come si starà assieme, in che modo il turismo di massa si riprenderà sarà tutto da vedere.

Agli inizi di aprile nove delle big del petrolio hanno incontrato il presidente Trump per assicurarsi un intervento a favore, visto che la pandemia ha portato a livelli mai così bassi la domanda di petrolio e gas. Aerei fermi, trasporti personali interrotti, industria dell'auto immobile. Il Covid-19 ha acutizzato il collasso, accelerando un declino sistemico che era già stato avviato perché legato al discorso della sostenibilità del Pianeta. La transizione economica e sociale di cui tanto si parlava prima del virus, affrontata dai governi occidentali quasi come un esercizio retorico, un'ipotesi lontana nel tempo, di fatto si è parata davanti concreta e drammatica.

Agli inizi di aprile nove delle big del petrolio hanno incontrato il presidente Trump per assicurarsi un intervento a favore, visto che la pandemia ha portato a livelli mai così bassi la domanda di petrolio e gas. Aerei fermi, trasporti personali interrotti, industria dell'auto immobile. Il Covid-19 ha acutizzato il collasso, accelerando un declino sistemico che era già stato avviato perché legato al discorso della sostenibilità del Pianeta. La transizione economica e sociale di cui tanto si parlava prima del virus, affrontata dai governi occidentali quasi come un esercizio retorico, un'ipotesi lontana nel tempo, di fatto si è parata davanti concreta e drammatica.

Oggi appare chiaro che l'inquinamento di intere regioni sommerse dalla plastica sarà un nodo da risolvere a tempi brevi. Una volta affrontata la recessione, la comunità internazionale dovrà prendere di petto la indigesta riduzione dell'anidride carbonica che Cina, India, Stati Uniti, Brasile e Giappone non vogliono.

Per tornare alla riflessione iniziale: la pandemia che ha messo in ginocchio l'intero Pianeta e terremotato l'attuale sistema finanziario può far segnare una battuta d'arresto alla questione ambientale? È ormai ovvio che non sarà così. Il Covid-19 è un formidabile acceleratore del tema della interdipendenza ambientale e della salute di tutti.

FOTO BOX PICCOLO

L’Alfabeto Verde di Papa Francesco

Salvare la Terra e vivere felici

Franca Giansoldati

Editore San Paolo

128 pp., 15,00 euro

 

Prendendo spunto dall’enciclica Laudato sì, Franca Giansoldati riflette su alcuni temi di capitale importanza per il nostro futuro: cambiamento climatico, risparmio energetico, rispetto del Pianeta e dei suoi abitanti, impegno, sostenibilità, inquinamento e lotta all’indifferenza. Si tratta di argomenti sui quali la posizione di Papa Francesco e della Chiesa si dimostrano straordinariamente all’avanguardia.