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ATTUALITA'
FILIERA SOLIDALE
15/02/2021
di Antonio Brunori [Segretario Generale PEFC Italia]

Due anni dopo la tempesta Vaia che danneggiò gravemente le foreste del Nord-est: dall'edificio in legno più alto d'Italia ai gadget, ecco come gli alberi caduti riprendono vita grazie al lavoro di aziende certificate PEFC

FOTO A Render 2-@KREJ architecture+engineering srl

Ben 42.500 ettari di foreste distrutte e oltre 9 milioni di metri cubi di legname abbattuti: sono i danni provocati da Vaia, la tempesta che il 29 ottobre 2018, con piogge e raffiche di vento oltre i 150 km/h, ha colpito l’area alpina del Nord-est Italia. Ma oggi - nonostante il ritardo causato nel 2020 dal lockdown - quasi la metà di questo legname è stata esboscata: circa il 60% è stato venduto e i lavori procedono a pieno ritmo, anche grazie a progetti virtuosi che puntano a sostenere le zone colpite e a recuperare il legname a terra, dandogli nuova vita. In particolare, quello abbattuto in Trentino da Vaia diventa ora da record. A Rovereto (TN), nell’area ex Marangoni Meccanica, sta infatti prendendo forma il più grande edificio in legno d’Italia, vero e proprio simbolo di rinascita: con i suoi 9 piani per 29 metri, è destinato al social housing ed è costruito al 100% proprio con il prezioso legno degli alberi caduti, grazie al lavoro di aziende certificate pefc e aderenti alla Filiera Solidale, a partire dal general contractor Ri-Legno. Il progetto comprende anche un altro palazzo di 5 piani, sempre con legname da schianti: gli edifici sono stati realizzati da Ri-Legno Srl su commissione di Rovim Srl e Finint nell’ambito di un progetto di social housing; il legname strutturale, che costituisce il 90% del totale, è stato ingegnerizzato, fornito ed installato da X-Lam Dolomiti: si tratta di pannelli realizzati con legname schiantato da Vaia della Magnifica Comunità di Fiemme e di Primiero.

Le due palazzine - che saranno inaugurate nei prossimi mesi - ospiteranno nei 500 metri quadrati per piano 68 famiglie nell’ambito di un progetto che offrirà alloggi e servizi abitativi a prezzi contenuti a persone considerate più bisognose (anziani, disabili, migranti), e anche a giovani, famiglie monoparentali, studenti e lavoratori precari.

FOTO B Render4 - @KREJ architecture+engineering srlDEPOSITO DI CARBONIO

Un progetto che fa bene anche all’ambiente: il legno infatti è un vero e proprio deposito di carbonio che viene assorbito come anidride carbonica tramite la fotosintesi delle piante. In ogni metro cubo di legname è stoccato il carbonio corrispondente a 0,92 tonnellate di CO2 e a questo si aggiunge il fatto che il legno ha un costo energetico di produzione e smaltimento molto basso in relazione alle materie concorrenti (calcestruzzo e metalli), con un risparmio medio di 0,7 t di CO2 per metro cubo di legno impiegato. “Il risparmio di emissioni rispetto all'edilizia tradizionale è dell’ordine del 50-70%: quello che abbiamo di fronte è il futuro dell'edilizia, un elemento centrale del Green Deal cui l'Italia è chiamata a partecipare per contribuire all'obiettivo di ridurre le emissioni del 55% e contenere gli effetti della crisi climatica, come indicato dall’Unione Europea”, commenta Francesco Dellagiacoma, Presidente del PEFC Italia”. Per realizzare il progetto verranno utilizzati 2.300 metri cubi di legno ingegnerizzato, quantità prodotta dalle foreste trentine in soli 3 giorni. L’effetto climatico complessivo (stoccaggio + riduzione delle emissioni) è di 3.700 tonnellate di CO2, pari alle emissioni di 3 anni di tutte le persone che abiteranno nel complesso. L’intervento inoltre “si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione, che si apre con la bonifica di uno spazio che era stato contaminato dalle precedenti occorrenze e che ha tra le altre cose il pregio di ricucire gli strappi di una porzione di tessuto urbano che attendeva da tempo una valorizzazione”, spiega Lavinia Sartori, titolare di Ri-legno. Le palazzine di Rovereto diventano quindi un simbolo di rinascita, andando ad aggiungersi ai tanti progetti che in questi ultimi due anni sono stati portati avanti da aziende, associazioni, enti e gestori forestali anche grazie al supporto del PEFC Italia e al logo Filiera Solidale. “Come PEFC Italia abbiamo lavorato sin dal primo momento per far percepire l’importanza di fare dei progetti significativi con il legname di Vaia, riducendo l’inevitabile caduta dei prezzi”, precisa Dellagiacoma.

FOTO DALTRI PROGETTI

Il legno della filiera solidale ha dato vita anche ad oggetti di uso quotidiano che sono arrivati nelle case di molti. Ad esempio, dal legno delle foreste distrutte in Val di Fiemme (TN) sono stati realizzati oggetti per la casa, giochi e gadget grazie a Leonardi Wood, azienda con sede a Borgo Lares (TN): tra i pezzi forti c’è il tagliere personalizzabile, realizzato nel 2019 anche per i più importanti eventi fieristici di Slow Food (cheese, Slow Fish, Terra Madre).

Legnolandia (Forni di Sopra, in provincia di Udine) ha proposto un’idea innovativa per ridare vita al legno schiantato: trasformarlo e portarlo sulle spiagge italiane. Ha quindi progettato pavimenti e recinzioni per esterni, fioriere, arredi e accessori per spiagge, stabilimenti balneari e aree attrezzate. In più, ha creato una vasta gamma di prodotti per l’uso domestico, mobili e accessori, riconoscibili dal logo “Vaia 2018”, tutti in sostituzione alla plastica.

FOTO E Legnolandia - portabiciAnche la musica ha fatto da cassa di risonanza - è proprio il caso di dirlo - alla Filiera Solidale: la ditta Ciresa di Tesero (TN) ha ideato il percorso di crowdfunding “Salviamo il legno di Stradivari” che ha ricevuto più di 600 adesioni tra Italia ed estero e raccolto 140.000 euro per il ritrovamento, la selezione e l’esbosco dei tronchi di risonanza degli alberi abbattuti dalla forza della tempesta, tutti provenienti da boschi certificati PEFC. L’obiettivo è quello di realizzare, nell’arco dei prossimi 5-7 anni, circa 14mila pianoforti, 2.200 arpe da concerto, e circa 16mila fra violini e altri strumenti di liuteria.

FOTO F - Leonardi Wood - Tagliere formaggio Slow FoodL’intera filiera del legno ha dimostrato la sua capacità di resistere agli eventi estremi anche durante l’emergenza sanitaria, lavorando a idee e progetti innovativi. Ne sono un esempio i tavoli per lo smart working - realizzati con i tronchi schiantati - pensati da Fattoria del Legno di Andrea Zenari a Caltrano (VI), tipica tree farm dove al vivaismo si associa la valorizzazione del territorio con funzione turistica e didattica. Infine Palm Spa, azienda B Corp di Viadana (Mantova) da sempre impegnata nella produzione sostenibile di pallet in legno. Grazie ad una filiera di approvvigionamento di materia prima italiana (pioppo della Pianura Padana e abete delle Alpi del Nord-est) e all’acquisto di legname della Filiera Solidale PEFC proveniente dall’allestimento delle piante abbattute da Vaia, durante il periodo di lockdown non ha subìto ripercussioni o interruzioni di forniture del legname che sarebbe altrimenti venuto dall’estero e allo stesso tempo ha contribuito a promuovere l’economia locale.

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