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ANIMALI
SOS GHEPARDI
28/12/2017
di Maria Luisa Cocozza

Il felino più veloce in natura sembra correre verso l’estinzione. Ne restano solo settemila esemplari sparsi per l’Africa


FOTO AL’ultimo colpo è stato messo a segno in Somalia: nove cuccioli di ghepardo ed un subadulto sono stati confiscati a trafficanti illegali di fauna selvatica. Erano destinati alla penisola arabica, dove il mercato clandestino dei ghepardi domestici è stimato intorno ai 300 esemplari all'anno. I tre cuccioli più giovani sono stati trovati in condizioni estremamente gravi e si sta facendo il possibile per salvarli. Ma è una lotta impari, perché il numero dei mammiferi più veloci del mondo sta calando vertiginosamente: si stima che siano circa 7.100 i ghepardi sparsi per l'Africa, con un numero minore (circa 50 o meno) in Iran, l'ultima delle sottospecie asiatiche. Questo dato rappresenta per la specie un calo del 90% rispetto a 100 anni fa, quando il numero totale dei ghepardi era stimato sui 100mila esemplari. Le ragioni principali di questo drammatico declino sono l'invasione umana, il cambio del possesso delle terre, le grandi recinzioni, l'instabilità politica ed il fatto che le aree protette siano insufficienti per la sopravvivenza a lungo termine, con la maggior parte dei ghepardi che vivono nei territori fuori da queste riserve. A causa dell'aumento della popolazione umana, i ghepardi hanno, inoltre, perso più del 90% del loro habitat tradizionale. Ecco perché il Cheetah Conservation Fund (CCF), ha lanciato un appello all’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura per aggiornare la sua classificazione del mammifero più veloce al mondo ed inserirlo nella categoria degli animali più seriamente messi in pericolo.

I ghepardi, a causa della loro natura non aggressiva, non vivono bene nelle riserve eFOTO B nelle aree protette, dove altri predatori rubano le loro prede ed uccidono i loro piccoli. Questo li porta ad essere a stretto contatto con le popolazioni rurali africane, con i conseguenti, crescenti conflitti.

Quasi il 70% dei ghepardi rimasti si trova fuori dalle aree protette, con circa il 50% nei Paesi dell'Africa Meridionale. Per esempio in Zimbabwe, l'85% del calo dei ghepardi è avvenuto negli ultimi 15 anni a causa della redistribuzione delle terre e dell’instabilità politica.

Per attenuare il conflitto, il CCF promuove dei programmi di educazione degli agricoltori e programmi di sensibilizzazione. Inoltre, ha introdotto dei cani da guardiania nel continente, lo strumento non-letale più efficace contro i predatori: ha allevato, istruito e dislocato dal 1994 più di 650 di questi cani assieme agli agricoltori della Namibia e ha aiutato a lanciare programmi simili in Botswana, Sudafrica e Tanzania, salvando la vita di migliaia di ghepardi.

 

I CONTRABBANDIERI DI ANIMALI

FOTO C

Oltre al conflitto con gli umani e la perdita del loro habitat naturale, l'altro grande nemico dei ghepardi sono i contrabbandieri di animali, in un mercato in cui la domanda di cuccioli di ghepardo, come animali domestici - in particolare, come dicevamo, dagli stati del golfo persico - spinge ad operazioni di caccia e contrabbando nel Corno d'Africa. Per questo il CCF recentemente ha spinto il CITES a riconoscere le problematiche legate al commercio e al contrabbando illegale dei ghepardi e finalmente, ora, si stanno facendo alcuni passi in avanti per un indirizzo condiviso. Oggi come oggi il santuario di questo splendido felino è la Namibia, dove il CCF ha sede.

Qui la salvaguardia dei ghepardi è tutelata dal governo e dalla popolazione locale, il che ha posto la base per la possibilità di un loro ritorno. Un terzo dei ghepardi di tutto il mondo si trova in questo Paese che, a buon titolo, è orgoglioso di essere diventato la capitale mondiale dei ghepardi.