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ANIMALI
IL DEMOLITORE DEL LEGNO
26/11/2017
di Franco Mason

Il cervo volante è il più grande coleottero presente in Italia ed è un termometro per lo stato di salute delle nostre foreste. Grazie ad una semplice App per smartphone, chiunque potrà contribuire alla mappatura della distribuzione geografica dell’insetto

FOTO AIl Millennium Ecosystem Assessment (spesso indicato con l’acronimo MEA o anche MA, Valutazione dell’Ecosistema del Millennio) è un progetto di ricerca internazionale promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan nel 2000 che raggruppa 1.360 esperti di tutto il mondo. Nel rapporto del 2005, l’MA ha verificato che negli ultimi cinquant’anni l'uomo ha alterato gli ecosistemi con una velocità e una intensità che non si erano mai osservate in precedenza. Un impatto che ha provocato una perdita irreversibile di biodiversità in tutto il pianeta. Le foreste, che con il mare e gli altri habitat, forniscono all’uomo i cosiddetti “servizi ecosistemici”, risultano in gran parte compromesse. Il concetto di sicurezza per il cittadino oggi comprende quindi necessariamente anche la tutela dell’ambiente.

I Carabinieri, con il nuovo Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, stanno lavorando per riorganizzare e potenziare le competenze assorbite dal Corpo forestale dello Stato. Tra le altre competenze, l’Arma ha preso in carico anche la gestione delle foreste delle 130 Riserve Naturali Statali ereditate in gestione, che sono la quintessenza dei migliori habitat naturali del nostro Paese e che fanno parte della “Rete natura 2000” un grande network europeo di circa duemila “Siti di Importanza Comunitaria”.

FOTO CI SAPROXILICI

Un aspetto particolare, ma non certo secondario della protezione delle foreste, riguarda la conservazione degli organismi “saproxilici” che decompongono il legno riciclandolo per essere riutilizzato, attraverso il terreno, dalle piante nei cicli biogeochimici. Gli organismi “saproxilici” rappresentano ben il 30% della biodiversità di una foresta, ma stanno purtroppo scomparendo per il prelievo troppo intenso del legno morto da parte dell’uomo, oggi, particolarmente aggravato dall’uso delle moderne attrezzature di esbosco (ad esempio l’harvesterm il trattore forestale che automatizza il taglio delle foreste). Si tratta di un problema ecologico così importante che, il Consiglio d’Europa, ha emanato un’apposita Raccomandazione agli Stati membri di conservare nelle foreste quantità di legno morto e di grandi alberi senescenti o veterani, quale componente indispensabile alla sopravvivenza delle specie saproxiliche. Immaginiamo solo per un momento cosa sarebbe una foresta senza gli organismi che decompongono e riciclano le spoglie degli alberi: probabilmente un immenso accumulo di detriti legnosi che la soffocherebbero.

Ecco quindi che i Carabinieri Forestali, con i suoi ricercatori del Laboratorio Nazionale Biodiversità Invertebrati di Verona (il Lanabit, del CNBFVR, Centro Nazionale Biodiversità Forestale “Bosco Fontana”) con la partnership delle Università “Roma Tre”, “Sapienza” e del CREA “Consiglio di Ricerca in Agricoltura”, hanno ideato e sviluppato in cinque anni un grande progetto “Life Natura” europeo, da 2,73 milioni di Euro (cofinanziato al 60% dalla UE), per il monitoraggio di alcuni rari insetti saproxilici che sono un vero e proprio “termometro” della buona salute delle foreste.

Tra questi vi è il Cervo volante (Lucanus cervus L.) il più grande coleottero presente in Italia, la cui larva ha la peculiarità di vivere nel legno delle vecchie querce, mentre l’adulto si nutre di essudati di linfa dei tronchi. Il cervo volante è una specie “flagship” (= specie bandiera), in quanto facilmente riconoscibile dalla gente quanto un orso o un’aquila e rappresentativa della “guild” (=categoria ecologica) dei “demolitori del legno”. Le foreste in cui sono presenti popolazioni consistenti di questo grande coleottero, godono generalmente di buona salute. Si sa che per proteggere una specie è prima di tutto necessario conoscerne la biologia, l’effettivo (la consistenza della sua popolazione) e la distribuzione geografica sul territorio nazionale. Pertanto, un aspetto centrale e altamente innovativo di questo progetto Life è la “Citizen Science” definita come “complesso di attività collegate ad una ricerca scientifica a cui partecipano anche semplici cittadini”.

FOTO BIL CONVEGNO

I risultati scientifici del progetto MIPP sono stati oggetto di un convegno internazionale durato quattro giorni organizzato dal Centro Nazionale Biodiversità Carabinieri “Bosco Fontana” nella sala Mantegnesca della Fondazione Politecnico di Mantova. La partecipazione di oltre 200 specialisti provenienti da diciassette diversi paesi europei ha permesso di fare il punto sulla conservazione della fauna saproxilica in Europa, confrontare diverse metodologie e risultati per la messa a punto di tecniche standard per eseguire i monitoraggi obbligatori da condurre nella Rete Natura 2000 europea entro il 2018. I lavori del convegno sono stati aperti dal Generale di Corpo d'Armata Antonio Ricciardi, Comandante dell’Unità per la Tutela Forestale e Ambientale Carabinieri, che ha evidenziato le potenzialità dell’Arma anche nel settore dei monitoraggi per la sicurezza ambientale dei cittadini. Antonio Maturani, Dirigente del Ministero dell’Ambiente, ha sottolineato l’obbligo previsto dalla Direttiva “Habitat” di attuare a livello nazionale il monitoraggio degli insetti saproxilici. Angelo Salsi, dirigente dell’Unità Life di Bruxelles, ha avuto parole di apprezzamento per l’impegno organizzativo e per il lavoro scientifico del Centro Nazionale Biodiversità Forestale “Bosco Fontana” nel progetto MIPP e ha parlato delle nuove opportunità del “Corpo europeo dei volontari della Biodiversità” voluto dal Presidente Juncker, per i progetti Life Natura. Piero Genovesi, Dirigente di ISPRA ha illustrato lo stato dell’arte del monitoraggio delle specie animali in Direttiva Habitat in Italia, ricordando che il 4° monitoraggio nazionale (obbligatorio per tutti gli stati membri) scadrà nel 2018. Tra le peculiarità dei monitoraggi sviluppati con il progetto MIPP anche il cane molecolare “Osmodog” un golden retriever (nella foto di gruppo) addestrato appositamente per la ricerca del rarissimo coleottero protetto dalla UE, Osmoderma eremita.

FOTO DFOTOGRAFA IL CERVO VOLANTE

Partecipa anche tu attivamente al progetto MIPP inviando segnalazioni sulla presenza del coleottero Cervo volante e di altre otto specie di insetti protetti dall’Unione Europea: è un’iniziativa di Citizen Science. Finora il Centro Nazionale Biodiversità Forestale dei Carabinieri ha superato le 2.300 segnalazioni, ma in questo ultimo anno di progetto, sarebbe bello superare le 3.000! I tuoi dati saranno preziosi per accrescere le conoscenze sugli areali di queste specie e poter quindi programmare azioni mirate di conservazione a livello nazionale e nelle 130 Riserve Naturali gestite dall’Arma. Potrai inviare la segnalazione da smartphone (scaricando l'APP “MIPP”) o direttamente dal portale www.lifemipp.eu dove troverai anche le schede identificative degli insetti e informazioni ecologiche sulla specie.