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ANIMALI
I LUPI DI ROMA
01/05/2018

di Fulvio Mamone Capria [Presidente Lipu-Birdlife Italia]


A due passi da San Pietro il predatore è tornato a vivere e a riprodursi


FOTO APERTURA di G. Alesse

Grazie alla cooperazione del branco e ai forti legami familiari, anche gli esemplari più deboli riescono a sopravvivere.

Foto G. Alesse




Numa e Aurelia sono la prima coppia di lupi tornati a Roma dopo più di un secolo. Era stato chiamato Romolo il primo esemplare di lupo maschio osservato in Oasi nell'estate 2013. Già dopo l'autunno però, di lui si perdono le tracce e a prendere il suo posto arriva Numa, nell'estate 2014.FOTO C wolf-1336224
Quasi due anni dopo viene avvistato in compagnia di Aurelia per la prima volta, è il febbraio 2016. I due mammiferi hanno trovato l’habitat e le condizioni ideali per stabilirsi all’interno dell’Oasi Lipu Castel di Guido, a pochi chilometri dalla Capitale. La Lipu, infatti, gestisce l’oasi nata nel 1999 grazie a una convenzione con il Comune di Roma all'interno della storica Azienda Castel di Guido inserita nella grande Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Un ambiente di autentica "campagna romana" in cui pascoli, seminativi ed incolti si mischiano a boschi di querce caducifoglie e sempreverdi dove vivono e si osservano facilmente nibbi bruni e cinghiali, rondini e ricci, averle e volpi. L'allevamento di vacche maremmane favorisce la biodiversità degli ambienti agricoli. In questo meraviglioso scenario, aperto al pubblico, alle scolaresche, i ricercatori e operatori della Lipu hanno felicemente accertato la nascita, lo scorso anno, di cinque cuccioli di lupo. 




FOTO B

Un lupo nell’Oasi Lipu di Castel di Guido alle porte di Roma.

Foto di A. Benvenuti


LE IMMAGINI 
Numa e Aurelia sono diventati, così, genitori di una cucciolata numerosa, osservata dalle fototrappole posizionate sia per controllare il bracconaggio che per le ricerche scientifiche, in una zona di macchia all’interno dei confini dell’Oasi per proteggere i piccoli lupetti. 
“Un evento straordinario che siamo onorati di poter ospitare dentro i confini della nostra oasi - ha dichiarato Alessia De Lorenzis, responsabile della struttura - per una specie emblematica del nostro patrimonio naturale, eppure ancora oggi vittima di bracconieri e di altri soggetti che non ne tollerano la presenza." Alessia, che è accompagnata nelle attività di ricerca dallo zoologo Marco Antonelli e dal ricercatore e fotografo Andrea Benvenuti, ritiene che la presenza di questa specie potrà contenere le popolazioni di ungulati in eccesso, fornendo un prezioso equilibrio all’ecosistema di questo luogo speciale. 
Aggiungiamo che la presenza del lupo a Roma è preziosa e fortemente simbolica, per il patrimonio faunistico della Capitale e dell’intero Paese. Ma le curiosità non finiscono qui! Le fototrappole hanno ripreso uno dei cinque cuccioli che presentava una forte disabilità agli arti posteriori. 
È di fine gennaio la più recente ripresa che ritrae il cucciolo spostarsi in un bosco dell'oasi, trascinando gli arti. È ancora vivo, fortunatamente, probabilmente aiutato dal branco nell'alimentazione. La storia, che aveva fatto il giro d'Italia e non solo, racconta di come uno dei cuccioli di lupo fosse affetto da una grave paralisi, che ne limitava fortemente gli spostamenti e le normali attività con il resto del suo nucleo familiare. 
La straordinaria notizia della prima riproduzione di lupo nel comune di Roma aveva fatto velocemente il giro di stampa e tv nazionali e internazionali. Ma a colpire molti addetti ai lavori e l'opinione pubblica era stata anche la storia di questo sfortunato animale, ripreso per la prima volta in estate. Le sue condizioni molto precarie non lasciavano molte speranze per la sopravvivenza.
FOTO D nature-3047873"Eppure questo giovane esemplare di pochi mesi d'età ha sorpreso tutti, noi per primi" - commenta la dottoressa De Lorenzis. "Nel mese di ottobre è stato ripreso dalle nostre videotrappole nei suoi primi tentativi di spostamento con il resto del branco. In novembre e dicembre è stato ripreso in aree di rifugio, dove il branco probabilmente lo teneva nascosto, portandogli il cibo regolarmente. Poi diverse settimane di assenza di riprese e segni di presenza del giovane lupetto ci avevano fatto pensare al peggio. Sopravvivere in natura per un animale in quelle condizioni è molto difficile, e forse anche il piccolo miracolo a cui stavamo assistendo aveva avuto il suo triste ma naturale epilogo" - conclude la responsabile dell'oasi. E invece... la sorpresa! Il giovane lupo è ancora vivo, ripreso durante uno spostamento notturno. Evidentemente il suo nucleo familiare continua ad assisterlo, permettendogli di sopravvivere ancora oggi, a circa 9 mesi d'età.
Mentre i suoi fratelli ormai seguono gli adulti per diversi chilometri, negli spostamenti di perlustrazione del territorio e per la caccia, il lupetto paralizzato aspetta il ritorno della sua famiglia in luoghi sicuri e nascosti nel bosco. 
Una storia toccante e straordinaria che ci insegna come in natura mai nulla è scontato. E come il lupo riesca, grazie alla cooperazione del branco e ai forti legami sociali tra i diversi componenti della famiglia, a permettere anche agli individui più deboli di sopravvivere.

Aggiornamento-->> Una vicenda che continua a stupirci, ma non dal lieto fine, mentre la rivista va in stampa apprendiamo la notizia che il cucciolo di lupo disabile è stato investito e ucciso da un’auto. Gli esperti della LIPU ritengono che l’incidente sia stato, con molta probabilità, provocato volontariamente. Per fare luce sull’accaduto sono in corso le indagini dei Carabinieri Forestale.