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ANIMALI
ATTENTI AL LUPO
01/04/2017
di Marco Fiori e Ivan Severoni

Occhi di ghiaccio, indole imperscrutabile e andamento elegante. La sua natura selvaggia tutt’oggi inquieta ed affascina. 
Un nuovo business economico lo vede protagonista, mettendone ulteriormente a rischio la specie e non solo

Foto C

Cane, lupo o ibrido? Questo l’interrogativo al quale i Carabinieri Forestali del Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale ed Agroalimentare stanno cercando di dare una risposta, per poter finalmente dare una stretta al business milionario illegale che contamina le specie e danneggia gravemente la nostra biodiversità.

Si deve rafforzare a tutti i livelli, anche in sede europea, l’impegno contro il commercio delle specie ibride, stringendo le maglie che oggi consentono di aggirare la legge italiana.

Attestare in modo falso allo Stato la purezza di una razza canina, per ottenere certificazioni che aumentino il valore dell’animale o, vendere ad ignari compratori un cane che potrebbe essere stato incrociato con un lupo, se le analisi lo confermeranno, vuol dire delinquere e infrangere le leggi e i regolamenti per mero profitto e diffondere un potenziale pericolo nelle case degli italiani.

 

L’INDAGINE

L’inchiesta “Ave lupo” partita già nel 2013, si è articolata in diversi filoni investigativi. La segnalazione è arrivata agli investigatori proprio dagli ambienti legati alla cinofilia, dove la notizia di questi incroci pericolosi, circolava già da tempo.

Il lupo ha una sua iconografia che affonda le radici nella notte dei tempi. In tutte le culture e civiltà il lupo ha sempre suscitato paura, aggressività, angoscia e maleficio.

La Bibbia lo cita tante volte attribuendogli caratteristiche di iniquità, implacabilità, minaccia continua per le greggi e quindi per le genti. Nelle favole, non serve neanche ricordarlo, da Fedro in poi, il lupo rappresenta la minaccia, la paura per i bambini ed è simbolo massimo della forza della selvaticità animale, dove per selvatico si intende tutto ciò che di animale proviene dalla selva “oscura”, già per questo minacciosa e paurosa.

Insomma… il lupo piace e inquieta, perché meglio di altre specie rappresenta la imperscrutabilità della natura selvaggia nei popoli d’occidente. Da qui la voglia spasmodica di averne una forma surrogata ed “addomesticata” in casa. Per alcuni rappresenta l’atavica tendenza, tipicamente umana, di dominare, se possibile di impadronirsi della natura, in questo caso rappresentata dal lupo-cane.

Lo sguardo penetrante, dovuto alla disposizione ed al colore degli occhi, il pelo mimetico, l’andatura sinuosa e leggera, “…il mio cane è più lupino tra tutti quelli che ho visto” enfatizzava un proprietario di cane lupo cecoslovacco o di Sarloos in alcuni blog. Il Cane Lupo Cecoslovacco è una razza canina ufficialmente riconosciuta dalla Federazione Cinologica Internazionale e dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana).

La razza era stata creata, mediante l’incrocio tra un pastore tedesco e un lupo dei Foto ACarpazi (fine anni ’50), per sorvegliare il confine in Cecoslovacchia, ai tempi della cosiddetta “Cortina di Ferro”.

Alcuni tentativi di rinsanguare la razza con i lupi erano stati abbandonati e poi vietati dalle autorità ceche, proprio perché davano origine ad animali dall’indole troppo aggressiva. Tuttavia tale pratica è stata successivamente importata in Italia e perpetrata illegalmente nel tempo, procurandosi cuccioli di lupo selvatico dai Carpazi, dal Nord America o dal Nord Europa.

Un falso cane lupo cecoslovacco che vince gare di bellezza canina, al quale i giudici danno punteggi alti durante manifestazioni canine, dà lustro e prestigio all’allevamento che lo ha generato. Ed è soprattutto fonte di denaro. Un esemplare del genere ha un costo che oscilla tra gli 800 e i 5.000 euro. Gli allevamenti che riescono ad ottenere cuccioli di cane con evidenti caratteristiche “lupine” e magari associare un bel “pedigree” col marchio dell’ente preposto alla certificazione, l’ENCI in Italia, sono quelli che riescono a guadagnare di più.

Questa è la storia scoperta nell’indagine condotta dai Forestali prima e portata avanti dai Carabinieri Forestali della CITES poi.

 

LE IPOTESI INVESTIGATIVE

eso-e-denikI reati ipotizzati e sottoposti alle Procure della Repubblica di Pistoia, Modena e altre città italiane sono quelli di falso ideologico e detenzione illegale di specie in via d’estinzione. Sì perché sino alla quarta generazione (F4) la Convenzione di Washington sul commercio di fauna e flora minacciata, che include nell’Appendice I i lupi, considera anche gli incroci oggetto di tutela.

Pertanto, chi detiene un esemplare ibrido di una specie selvatica protetta, commette reato. A questo va aggiunto il pericolo di contaminazione della specie selvatica del lupo. Ormai sono numerosi i casi di cani da lupo cecoslovacco erranti in aree dove vive il lupo selvatico italiano (Canis lupus lupus) e casi di ibridazione sono stati segnalati e monitorati dall’Istituto della fauna selvatica (ISPRA). Sembra sia stato trovato DNA di Lupo selvatico nordamericano (Canis lupus occidentalis) in un esemplare catturato nell’appennino tosco emiliano. Come ci è arrivato? In volo da Calgary? O su un bastimento dalle coste del Pacifico? No. Più semplice.

Alcuni dei soggetti incriminati hanno importato cuccioli di cani già ibridi o di lupi selvatici nordamericani (Mackenzie) per rinsanguare il cane lupo cecoslovacco italiano creando i famosi “Mutara”, in sostanza CLC con forza e bellezza tipiche del lupo nordamericano.

Tutte pratiche fatte in contrasto coi disciplinari dell’ENCI, quindi vietate. Ecco perché, così ipotizzano gli esperti e i genetisti, ci ritroviamo lupi selvatici che hanno incontrato sangue proveniente da oltreoceano. Queste pratiche illegali comportano tanti pericoli potenziali e tante minacce. Per le specie in via d’estinzione, per le persone e per la legalità. La Forestale aveva sequestrato già 42 animali circa tre anni fa, alcuni risultati lupi interi dai test genetici.

 

L’ULTIMO SEQUESTRO

Pochi mesi fa gli investigatori del servizio CITES di Roma hanno dato esecuzione ad Foto Bun provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena che ha interessato 229 cani CLC ibridi. Sono stati sequestrati tutti i cani sino alla quarta generazione e ne è stato ritirato il pedigree, nel tentativo di arginare ulteriormente il danno, sino alla quinta.

Ai possessori è stato lasciato il cane con la “facoltà d’uso” affinché l’interruzione di tale pratica illegale non comportasse anche un danno al benessere degli animali, ormai facenti parte delle famiglie di adozione. Ma la pratica di proliferazione illegale è stata bloccata e l’ENCI si prepara ad adottare le proprie procedure di annullamento delle certificazioni “fasulle”.

Un segnale forte da parte dell’Autorità Giudiziaria, diretto ai criminali ovviamente, ma anche teso ad informare i cittadini nel senso di diffondere una maggiore consapevolezza nell’acquisto e nel l’adozione di questi cani. Stavolta è proprio il caso di dire “Cave lupum”, o …attenti al lupo!