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AMBIENTE
VIAGGIO IN ISRAELE
01/05/2018
di Maria Luisa Cocozza
 

Alla scoperta del delfinario di Eilat e delle meraviglie naturalistiche del Mar Morto

FOTO APERTURA
A Eilat, sulle rive del Mar Rosso, i delfini vengono impiegati in un progetto di pet therapy per bambini disabili.



Quello che vi raccontiamo oggi è un viaggio tra le bellezze naturalistiche di Israele, una terra che congiunge due continenti: Eurasia e Africa; che si affaccia su due mari: Mediterraneo e Mar Rosso, attraversata dalla grande fossa tettonica dove scorre il fiume Giordano e che forma due depressioni di dimensioni importanti: il Mar Morto, che si trova a circa 400 metri sotto il livello del mare, e il Lago di Galilea, a meno duecento.
Partiamo dalla città di Eilat che si spalanca sul Mar Rosso, stretta tra i confini giordano ed egiziano. Qui abbiamo visitato il delfinario, un luogo magico e unico nel suo genere: otto delfini nuotano in mare, protetti da una barriera che, peraltro, questi cetaceiFOTO B potrebbero tranquillamente superare. Nessuno può disturbarli, sono loro a decidere se e quando avvicinarsi agli umani in acqua o sui pontili. Sono sei femmine e due maschi, si fanno ammirare dai visitatori che fanno snorkeling e che, tuttavia, non li possono toccare. Ma è con i bambini disabili che i delfini danno il massimo, con la loro allegria, il manto liscio, il canto coinvolgente. Un progetto unico al mondo perché qui una famigliola di delfini inserita nel suo habitat naturale marino viene impiegata per una sorta di pet therapy con bambini affetti da sindrome di down, autismo, add, adhd, e da tutti i tipi di ritardo fisico e mentale oppure gravemente malati, per esempio di cancro, con problemi comportamentali o che hanno subìto abusi sessuali. L’utenza va dai 6 ai 16 anni e proviene soprattutto dall’Europa.
Il progetto “educativo” in questione si chiama Supportive experience with the aid of dolphins e non ha propriamente lo scopo di “curare” i bambini e i ragazzi, bensì di offrire loro “supporto morale” attraverso la compagnia dell’animale acquatico più simpatico per definizione.

IL MAR MORTO
Lasciamo Eilat, subito fuori dalla città comincia il deserto, intervallato solo dal verde dei kibbutz, le comunità fondanti del movimento sionistico dove l'agricoltura è ormai spesso hi-tech. Dopo circa 200 chilometri la strada comincia a scendere: in fondo c’è il Mar Morto che, con la sua salinità, è un vero toccasana. La combinazione di aria più ossigenata, acqua più salina e raggi del sole più filtrati aiuta a curare le malattie più disparate: dalla psoriasi all'asma, dalla depressione alla fibrosi cistica. A parte tutto, il Mar Morto si è classificato nel 2011 tra le prime 14 meraviglie del mondo, con le sue sculture di sale e i riflessi sull'acqua. Ripartiamo per il nord, percorrendo il fiume Giordano che ci separa dal confine con la Giordania. Attraversiamo paesaggi brulli ma meno desertici e villaggi arabi. Quando ci avviciniamo al Lago di Galilea, il più grande bacino di acqua dolce del Paese, il panorama è totalmente diverso: verdi colline costellate di ulivi e frutteti. Andando ancora verso nord, nell'alta Galilea, ci fermiamo poco prima del tramonto al parco ornitologico di Agamon-hula per assistere a uno spettacolo di una bellezza indicibile: il passaggio degli uccelli migratori che dalla Siberia e dalla Scandinavia volano in Africa e fanno scalo qui. 
FOTO CPellicani, gru, cicogne, falchi trovano nel parco la palude che permette loro di abbeverarsi e nutrirsi prima di continuare il grande viaggio. Le gru, in particolare, mangiano il mais che qui è stato piantato apposta per loro. Questo è il secondo canale di migrazione al mondo, dopo Panama. Ecco il martin pescatore, il cormorano e la nutria, importata in Israele per ricavarne copricapi religiosi, ma poi liberata perché col caldo non irrobustiva il pelo. Circa 30mila gru hanno fatto 4.500 chilometri e altrettanti dovranno farne per arrivare a destinazione. Le femmine guidano la formazione a freccia con cui volano e decidono quando è il momento migliore per scendere; fanno 14 ore di volo continue per attraversare il Mar Nero in una sola notte.