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AMBIENTE
RADICI IN MOVIMENTO
01/07/2018
di Luca Calzolari

Il linguaggio universale della biodiversità e della tutela ambientale si trasforma in un’iniziativa dell’Arma dei Carabinieri in favore di giovani profughi africani

FOTO APERTURA - DIDA LUNGA

Nell’ambito di un progetto a cui partecipa l’Arma dei Carabinieri, alcuni giovani profughi imparano a coltivare la terra e a rispettarla. Un percorso che mira alla sensibilizzazione e approfondisce tematiche importanti come la tutela della biodiversità, dell’ambiente e il rispetto delle regole.

Sono giovani provenienti prevalentemente dall’Africa del nord. Sono arrivati in Italia portando con sé la nostalgia della propria terra, un passato pieno di sofferenze e un futuro carico di aspettative. Spesso, nell’attesa che il futuro si concretizzi, passano il loro tempo nei Centri di accoglienza e non sempre riescono a impiegarlo in maniera costruttiva.

333Dalla necessità di dare un’alternativa valida alla monotonia e risvegliare la curiosità nei giovani profughi è nato un progetto in collaborazione fra i Carabinieri del Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale "Peri", l’Associazione Culturale FILI (Facilitazione e Intercultura per la Lingua Italiana) e il Centro Accoglienza di Marco (TN) della Croce Rossa Italiana. “Radici in movimento” coinvolge i giovani nella conoscenza della natura, sperimentando nella pratica tecniche lavorative proprie delle coltivazioni italiane e cercando punti di contatto e differenze con quelle tipiche africane.

L’obiettivo non è tanto quello di imparare a coltivare la terra, quanto coinvolgere i giovani in un percorso di avvicinamento alle tematiche della tutela della biodiversità, sensibilizzandoli sullo stretto legame esistente fra conservazione dell’ambiente e rispetto delle regole.

 

FOTO C - Luidi Di BattistaLA TERRA METAFORA DI LEGALITÁ

La terra e la natura diventano un tramite per rispettare le regole e le differenze reciproche riconoscendo le peculiarità di ognuno ma anche le “radici comuni”.

Attraverso il progetto, infatti, affascinati dall’impegno profuso dai Carabinieri esperti in educazione ambientale, i profughi si sono appassionati alle attività e, mentre in principio solo pochi partecipavano agli incontri, col passare del tempo sono aumentati considerevolmente, partecipando attivamente agli interventi di interpretazione della natura e conoscenza dei semi e delle piante presenti sul territorio. Il bosco è stato aula di lezione e libro di conoscenza, le parole utilizzate per riconoscere arbusti e alberi sono state confrontate, cercando il lessico della natura che in ogni lingua ha uguali radici di rispetto e protezione.

I giovani sono stati stimolati a raccogliere specie lignee differenti e a catalogarle, per creare una xiloteca, una raccolta di specie legnose che parlasse degli usi e delle caratteristiche di ogni legno e che fosse principalmente un esempio di linguaggio comune della biodiversità.

La protezione, la tutela e la salvaguardia della natura sono diventati il filo conduttore del progetto che ha dimostrato la possibilità, seppur nelle differenze reciproche, di creare un unico obiettivo nella conoscenza dell’ambiente.

Ognuno ha cercato di impegnarsi come poteva per riconoscere le differenti specie ma anche per illustrare le cure colturali apprese nel Paese d’origine. Alcuni aspetti legati al culto dell’albero e al profondo amore e dedizione nella cura di alcune specie conosciute e apprezzate per il valore spirituale e curativo hanno stupito gli organizzatori.

Tra le curiosità sicuramente quelle narrate da Giba, un allievo giovane e particolarmente interessato, che ha spiegato come suo nonno, guaritore conosciuto e apprezzato nel suo Paese, utilizzasse parti del Baobab per creare medicamenti, tisane e altri rimedi. L’albero del Baobab è una vera e propria farmacia naturale, sembra possa curare dall'asma all'anemia, dal vaiolo alla diarrea, le febbri, le piaghe e le punture d'insetto.

I giovani hanno potuto anche visitare il Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale di Peri, un’eccellenza dell’Arma dei Carabinieri, unico laboratorio accreditato per le analisi delle sementi, garanzia che non verrà disperso negli anni il patrimonio genetico di migliaia di specie forestali.