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AMBIENTE
PIANTE E ANIMALI COMUNICANO TRA LORO
10/04/2019


gaia
Molti anni fa, di ritorno da un viaggio su un cargo lungo le coste dell’Africa occidentale, raccolsi un seme dall’aspetto di una castagna sulla spiaggia di Pointe-Noire nell’allora Congo francese. Tornato a Roma dopo tre mesi, ritrovai il seme nello zaino e volli provare a piantarlo nel mio terrazzino esposto a mezzogiorno.

Non ci credereste: dopo pochi giorni dal grosso seme (probabilmente aduso a essere trasportato dal mare a colonizzare altri luoghi) germogliò. E in poche settimane, dotato di una sorprendente vitalità, aveva già ricoperto una spalliera di filo di ferro che avevo approntato sul muro. Ad un tratto, però, la rigogliosa vegetazione africana subì un rapido e devastante attacco. Una miriade di afidi - parassiti ai quali probabilmente la pianta esotica non poteva opporre anticorpi genetici in sua difesa - ricoprì di una patina grigiastra le foglie e i gambi della povera specie tropicale, riducendoli a pochi rinsecchiti moncherini.

Ma improvvisamente, mentre gli insetti fitofagi mangiavano tranquilli sulla pianta giunta da oltremare, ecco arrivare la cavalleria. I salvatori altro non erano che schiere nutritissime di coccinelle a sette punti (classiche divoratrici di afidi) che in quei luoghi, in pieno centro di Roma, si potevano anche allora osservare solo come rare portatrici di buona fortuna. Cosa le avesse potute reclutare in modo così rapido e in tale quantità resta un mistero, che per me rientra nei messaggi segreti che intercorrono tra piante e animali, testimonianza concreta della forza della natura, nonostante i tentativi della specie umana di scardinarli per i propri egoistici interessi.

Un’altra esperienza dello stesso segno ho potuto constatare un settembre di pochi anni fa quando dai numerosi formicai che popolano i prati della romana Villa Balestra sfarfallarono in volo nuziale migliaia di formiche alate. Anche in quel caso, senza nessuna avvisaglia, balestrucci, rondini e rondoni, che in quel parco erano di presenza sporadica ed eccezionale, si esibirono in fantastici caroselli aerei a spese degli ignari imenotteri.

Infine, i pipistrelli.                               

Mia moglie ed io siamo contrari alla lotta antizanzare praticata con pericolosi insetticidi. Così, quando uno dei soliti furgoncini con pompe e irroratori si presentò al cancello di un giardino davanti a casa nostra, scendemmo a protestare causandone l’allontanamento. La proprietaria dell’area, vista la scena, uscì protestando contro la nostra iniziativa, sostenendo di essere invasa dalle zanzare. Ma poi, dopo che mia moglie le spiegò i danni che le irrorazioni provocano alla salute, soprattutto dei bambini, ne fu convinta. Da casa mia veder volare dei pipistrelli è un evento piuttosto raro. Bene: due soli giorni dopo il nostro intervento “ecologico”, la sera di 16 ottobre 2015, sul giardino della signora, tutto un tripudio di pipistrelli di ogni grandezza e sagoma (rinolofi minori, vespertili, orecchioni, barbastelli, pipistrelli nani) improvvisamente comparsi, banchettavano a spese delle zanzare sfuggite ai veleni!