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AMBIENTE
MISSIONE AMBIENTE
01/07/2018
di Pietro Carrozza
[Capo Ufficio Piani e Polizia Militare, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri]

e Andrea Margelletti
[Presidente del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.)]

L’impegno internazionale dei Carabinieri nella protezione del “capitale naturale” per il rispetto delle leggi e dei regolamenti, della garanzia dei diritti umani e degli interessi diffusi

FOTO APERTURA
Nell’ambito del progetto multinazionale GARSI-SAHEL l’Arma dei Carabinieri ha formato unità di polizia che saranno in grado di fronteggiare qualsiasi tipo di minaccia

Nell’epoca in cui la globalizzazione ha virtualmente azzerato distanze e tempistiche
degli scambi e delle relazioni, anche l’impatto dei disastri ambientali, dei cambiamenti climatici e del depauperamento delle risorse ha visto crescere esponenzialmente gli effetti e le conseguenze su scala mondiale. Considerati nel quadro della sicurezza alimentare e della crescita demografica, tali fattori possono influenzare, alla stessa stregua di quanto avviene con gli strumenti di strategia indiretta, le dinamiche competitive internazionali, così come le relazioni geopolitiche e i fenomeni di massa, in primis quello migratorio, potendo causare repentini sconvolgimenti degli equilibri economici, sociali e politici. 
 

FOTO B - DIDA
Carabinieri nello stato caraibico di Haiti devastato dal terremoto del 2010

È in questo contesto che si inserisce l’operato dell’Arma nella tutela dell’ambiente e delle risorse, contributo alla sicurezza e alla stabilità internazionale, sintetizzato dai principi di:
• “comprehensive approach”, l’approccio omnicomprensivo verso la gestione delle crisi, ovvero la connotazione di impiego marcatamente multi-agenzia e multi-dimensionale, orientata cioè a perseguire modelli di gestione integrata, coordinata e sincronizzata degli sforzi dei vari attori, per il raggiungimento del risultato desiderato;
• rispetto della “local ownership”, intesa come l’attitudine ad operare per perseguire obiettivi di stabilizzazione di medio-lungo termine, promuovendo una collaborazione marcatamente orientata a favorire l’assunzione di responsabilità delle istituzioni locali.
L’Arma è tenuta ad assicurare la tutela del territorio, dell’ambiente e del patrimonio agro-forestale nel contesto del rispetto dei diritti umani fondamentali e come diretta derivazione del diritto internazionale umanitario, secondo i dettami degli articoli 35 e 55 del Protocollo Addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 1977, che vietano danni durevoli, estesi e gravi all’ambiente durante le operazioni belliche. 
In tale quadro, eccezionale impulso riscuote la cooperazione internazionale nel settore, specialmente a seguito della riforma del comparto ambientale che ha visto l’incorporazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma, e la creazione del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari.


FOTO C - DIDA
L’Arma è tenuta ad assicurare la tutela del territorio, dell’ambiente e del patrimonio agro-forestale nel rispetto dei diritti umani fondamentali

Già nel 2000, nell’ambito della missione ONU UNMEE (United Nations Mission in Ethiopia-Erithrea), il nostro contingente, schierato per assicurare il rispetto dell’accordo di cessazione delle ostilità tra Etiopia ed Eritrea, operò per facilitare la pacificazione tramite la ripresa delle attività agricole, principale mezzo di sostentamento per le popolazioni dell’Africa orientale. 
Ad Haiti, nel 2010, i Carabinieri furono i primi a intervenire a seguito del terribile terremoto che aveva colpito la capitale Port-au-Prince, schierando un’Unità di Polizia Formata (FPU) che supportò la popolazione nella riattivazione dei servizi pubblici essenziali, tra cui l’acqua, scongiurando così il rischio di epidemie. 
In Libia e nel Sahel l’impegno, che prosegue tuttora, si prefigge l’obiettivo di favorire, nel quadro della stabilizzazione dell’area, la creazione di condizioni per la soluzione del problema alimentare e la rinascita delle attività produttive, prime fra tutte l’allevamento e l’agricoltura. 
Nel Teatro Operativo iracheno, parallelamente all’addestramento delle locali Forze di Polizia per conto della Coalizione Globale anti ISIS, dal 2015 un contingente di Carabinieri opera a Mosul, unitamente ad una Task Force dell’Esercito che garantisce le necessarie condizioni di sicurezza per consentire la ricostruzione, da parte di una ditta italiana, della Diga sul fiume Tigri, opera chiave per l’accesso alla risorsa idrica da parte della popolazione irachena, diritto inalienabile e fattore cruciale nella sconfitta dello Stato Islamico. 
La promozione o partecipazione a progetti finanziati da Organizzazioni Internazionali è parte integrante della strategia tesa a “proiettare stabilità” alle specificità territoriali ed ambientali, sviluppata attraverso missioni dedicate. 
Nella missione addestrativa italiana (MIADIT) Somalia a Gibuti, consolidato progetto addestrativo a favore della Polizia Somala e della Polizia e Gendarmeria gibutiane, l’offerta formativa dell’Arma prevede, dal 2016, un corso pilota sul contrasto ai crimini ambientali per la Polizia Gibutiana, recentemente richiesto anche dalle Forze Armate Libanesi nella Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL). Si tratta di un modulo d’avanguardia, il cui programma tende a fornire gli strumenti operativi di base e specialistici per operare nel contrasto ai crimini ambientali, partendo dall’esame della normativa locale e spingendosi a valutazioni comparative tra le legislazioni, in relazione agli standard e alle best practices europei ed internazionali. 


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L’ATTIVITÁ ADDESTRATIVA 

È in questo solco pionieristico, che si inserisce anche il primo corso pilota “ranger”, interamente finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, svolto nel novembre 2017 in Rwanda. L’attività, della durata di quattro settimane, è nata dall’esigenza, particolarmente sentita nell’Africa centro-occidentale e sulla quale l’Arma sta investendo molto, di qualificare personale da dedicare alla sorveglianza e pattugliamento dei parchi contro il dilagante fenomeno del traffico di specie protette perpetrato da pericolosi criminali. La credibilità e autorevolezza dell’Arma sono inoltre testimoniate dal primo impiego dei nostri Carabinieri forestali in Kosovo, nell’ambito della missione KFOR, nel mese di settembre 2017, che verrà riproposto nel prossimo autunno. Un team specialistico ha infatti supportato la Kosovo Police nel contrasto alla piaga del taglio illegale di legname, il cosiddetto “illegal logging”, che sta devastando l’Europa Orientale e per il quale l’Arma ha altresì inteso avviare un progetto di collaborazione bilaterale con la Gendarmeria rumena. 
Infine, il crescente rilievo delle tematiche connesse all’ambiente ha spinto l’Arma a costituire, nell’ambito del Polo Internazionale per la Polizia di Stabilità di Vicenza, con il consenso del Dipartimento di Stato statunitense, una cattedra in tema di “Environmental Protection” presso il CoESPU. 
Collaborazione intensa anche con l’Ufficio Europeo di Polizia (EUROPOL) per la costituzione di uno specifico “Analysis Project” sui reati ambientali, finalizzato a supportare gli Stati Membri nella rilevazione delle connessioni transnazionali di condotte delittuose riconducibili all’inquinamento ambientale, al traffico dei rifiuti, all’illecito sfruttamento delle risorse naturali e alla salvaguardia della flora, della fauna e delle specie protette. 

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Nel 2017, infine, è stato concluso un Memorandum d’Intesa con la Food and Agriculture Organization, la FAO, che getta le basi per una cooperazione strutturata e di ampio respiro, tesa a promuovere nuove sinergie nel settore della lotta ai cambiamenti climatici, della protezione dei parchi e delle foreste e della biodiversità, nonché a facilitare l’addestramento dei funzionari FAO da parte dell’Arma, in relazione al possibile schieramento in Teatri operativi ad alta intensità.