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AMBIENTE
IL GIARDINO DELLE DELIZIE
31/01/2019

di Stanislao de Marsanich - Foto di Stefano Manfredini


Le romantiche rovine di Ninfa entrano a far parte della rete dei Parchi Letterari

foto apertura - dida lunga STE_MANFREDINI9504“…Così giungemmo a Ninfa, la leggendaria città rovinata, mezzo sepolta nella palude, con le sue mura, le sue torri, le sue chiese, i suoi chiostri e le sue case coperte di edera. Il suo aspetto è più incantevole di quello di Pompei, le cui case sembrano spettri o mummie sventrate, faticosamente strappate alla lava vulcanica." 
                                                                                                            



In una sosta dei suoi Pellegrinaggi in Italia, Ferdinand Gregorovius ci regala l’immagine di un luogo incantevole già nel XIX secolo. Un compendio di natura, storia e paesaggio nel senso più completo. Su Ninfa “si muove, al soffio del vento, un mare di fiori; ogni muro, ogni chiesa, ogni casa è rivestita d'edera, e su tutte quelle rovine oscillano i purpurei stendardi del dio trionfante della primavera.“ La combinazione perfetta tra le parole di Gregorovius e il fruscio del vento tra gli alberi e le rovine non nasconde il contrasto con il fragore delle cruente battaglie per il controllo di una città strategica fino al XIV secolo, il cui nome è invece legato a un bucolico tempietto di epoca romana dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, nei pressi dell’attuale giardino.

FOTO B - Dida STE_7417a









Ninfa è un esempio unico di evoluzione del paesaggio tra cultura, identità, storia e un mecenatismo che durò oltre sette secoli.


LA STORIA

Nel 1298 Papa Benedetto Caetani, il Bonifacio VIII dello schiaffo più famoso della storia, estese il potere della famiglia su Ninfa e ne inaugurò il dominio sul territorio pontino. Saccheggiata e distrutta nel 1382 da parte di Onorato Caetani, sostenitore dell’antipapa Clemente VII e ostile ai propri cugini, Ninfa non fu più ricostruita ma i Caetani continuarono a governare questi luoghi da Roma e dal vicino e imponente castello di Sermoneta, al riparo dalle febbri malariche.

Nel XVI secolo il cardinale Nicolò III affidò a Francesco da Volterra la creazione di un “giardino delle sue delizie”. Ma è solo a fine Ottocento che Ada Bootle Wilbraham, pioniera dell’alpinismo ottocentesco e moglie di Onorato Caetani, con i figli Gelasio e Roffredo, decise di creare un giardino “romantico” all’inglese. Marguerite Chapin, moglie di Roffredo, ne continuò la cura e negli anni Trenta del ‘900 aprì i cancelli al circolo di artisti e letterati legato alle sue riviste, Commerce e Botteghe Oscure, come luogo ideale d’ispirazione.

FOTO C - STE_9508Ninfa è un esempio unico di evoluzione del paesaggio tra cultura, identità, storia e un mecenatismo che durò oltre sette secoli. Eredità raccolta da Lelia Caetani, che nel 1972 creò la Fondazioni Camillo Caetani di Roma, in memoria del fratello scomparso durante la guerra di Albania, e la Fondazione dedicata a suo padre Roffredo, duca di Sermoneta, compositore, musicista, figlioccio di Franz Liszt e allievo di Giovanni Sgambati. Artista affermata, Lelia Caetani si batté con il marito Hubert Howard dei duchi di Norfolk 40 #Natura per la tutela dell’ambiente e contribuì alla creazione di Italia Nostra, l’associazione che dal 1952 opera per la salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali.

In questo contesto straordinario, a Marguerite Chapin e ai luoghi Caetani è stato dedicato il 23esimo Parco Letterario che nasce con solide basi e in uno spirito condiviso di contaminazione tra ispirazione, storia, identità e tutela dell’ambiente, in linea con il Protocollo d’Intesa tra l’Arma dei Carabinieri (CUFA) e Paesaggio Culturale Italiano s.r.l. per I Parchi Letterari Italiani, firmato a Roma il 20 dicembre 2017.

LUOGO DELL’ANIMA

Luogo d’ispirazione d’eccellenza, nel 1984 Giorgio Bassani, tra i più rappresentativi scrittori italiani del Novecento e già Presidente di Italia Nostra, svelò in un’intervista radiofonica, che “Se uno vuol vedere, in qualche modo, il Giardino dei Finzi Contini deve recarsi non a Ferrara, ma a pochi chilometri da Roma, nei pressi di Latina, Ninfa. …un giardino di proprietà, e lo è tuttora perché è una fondazione ormai, dei principi Caetani di Sermoneta. Intorno al Cinquanta io mi occupavo di una rivista che si intitolava Botteghe Oscure, promossa da Marguerite Caetani di Sermoneta, principessa di Bassiano, sicché per parlare con la direttrice, proprietaria della rivista, andavo spesso a Ninfa, ecco. E le passeggiate in quel meraviglioso parco sono il motivo che mi ha spinto a inventare il giardino dei Finzi-Contini, a collocare il giardino di Ninfa a Ferrara." (Giorgio Bassani, Italia da Salvare, Gli anni della Presidenza di Italia Nostra -1965 – 1980, Feltrinelli 2018)

FOTO D - STE_MANFREDINI9531E così “gli imponenti cedri dell’Atlante che danno il benvenuto a chi entra nel giardino e che ancora oggi lo dominano … il «colle dei meli ornamentali» voluto da Donna Lelia Caetani presso i ruderi della chiesa di San Giovanni che in primavera stupiscono per le delicate tinte rosa dei fiori”, riportano con l’immaginazione agli alberi di grosso fusto, tigli, olmi, faggi, pioppi, platani, ippocastani, pini, abeti, larici, cedri del Libano, cipressi, querce, lecci e perfino palme ed eucalipti, fatti piantare a centinaia da Josette Artom nell’enorme parco (effettivamente letterario) dei Finzi Contini ambientato a Ferrara. Monumento Naturale della Regione Lazio, il Giardino di Ninfa è stato premiato come secondo più bel giardino d’Europa dopo i Kew Gardens di Richmond. European Garden Award 2018-2019 è stato consegnato a Nordkirchen, in Germania, al presidente della Fondazione Roffredo Caetani, l'architetto Tommaso Agnoni, e al direttore del Giardino, Lauro Marchetti.

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Ninfa è ormai un punto di riferimento in tutta Europa. È famosa per il suo giardino e per la sua storia, meno per aver ispirato grandi scrittori del Novecento







“Ninfa è ormai un punto di riferimento in tutta Europa. È famosa per il suo giardino e per la sua storia, meno per aver ispirato grandi scrittori del Novecento. Per supplire a questa carenza abbiamo voluto dare vita a un Parco Letterario”, ha spiegato il 22 settembre il presidente Agnoni sottolineando la collaborazione con i fratelli della Fondazione Camillo Caetani che a sua volta custodisce il prezioso carteggio della Principessa Marguerite nei saloni romani del palazzo di via delle Botteghe Oscure. “Ninfa è un Giardino dell’anima e ha contribuito a scrivere pagine straordinarie della nostra cultura”.

“Sebbene la vita più recente dell'oasi sia iniziata a fine XIX secolo – ha aggiunto il direttore del giardino Lauro Marchetti - la storia del luogo è ben più antica. Plinio il Vecchio era tanto affascinato da questa acqua così limpida, che ha scritto un piccolo poema dedicato alle Ninfe”.

“Grandi nomi hanno passeggiato nel giardino, da Boris Pasternak a Virginia Woolf, che scriveva immersa nelle gelide acque, da Thomas Eliot a Tennessee Williams fino a Karen Blixen e Truman Capote senza dimenticare Gabriele d'Annunzio, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini.”

NINFA SOMMARIO

L’istituzione di un Parco Letterario a Ninfa, o meglio, nei luoghi dei Caetani da Roma a Sermoneta, significa non solo aprire o riscoprire dei percorsi letterari o contemplativi, ma contribuire a introdurre il lettore/viaggiatore al rispetto di un ambiente irripetibile e portarne il messaggio ad altre persone e in altri territori, in Italia e all’estero.

Per prenotazioni e visite: www.giardinodininfa.eu





CULTURA DELLE COMUNITÀ

Le 130 Riserve Naturali Statali gestite dall’Arma dei Carabinieri e i 23 Parchi Letterari già istituiti in Italia diventeranno Riserve culturali. Le specificità e i talenti custoditi nelle comunità locali saranno valorizzati con percorsi di parole, versi, musica, sapori e artigianato attraverso eventi dedicati alle famiglie e ai giovani. Questo è l’obiettivo fissato sulla base del protocollo d’intesa firmato nel 2017 tra l’Arma e i Parchi Letterari, per promuovere la cultura come strumento di sopravvivenza non solo degli endemismi, ma anche delle identità locali.