Menu
Mostra menu
AMBIENTE
IL CANYON DEL POLLINO
01/09/2018
di Luisa Lauricella

Le Gole del Raganello per la particolare conformazione molto accidentata sono un richiamo di grande interesse naturalistico ed escursionistico

FOTO APERTURA - Gole_del_raganello_Civita - di Giuseppe_Sacchi - DIDAUn canyon di 17 km profondo fino a 500 metri, acqua che scorre veloce, scroscianti cascate, vasche d'acqua cristallina e scivoli naturali che si susseguono nel letto del torrente, la potenza della natura nella cornice del parco Nazionale del Pollino. Sono le Gole del Raganello, un'area naturale protetta istituita nel 1987 in provincia di Cosenza, un percorso variegato di curve strette, rapide e passaggi entusiasmanti in un ambiente dove la natura è ricca e preponderante. 
Il torrente Raganello nasce ai piedi della Serra delle Ciavole e sfocia nel Golfo di Sibari nel Mar Jonio. Nel primo tratto scende nel verde tra i boschi, giungendo alla Timpa di San Lorenzo e proprio qui scava una delle gole più ardite, quella di Barile. Sotto la città di San Lorenzo Bellizzi il torrente conclude un’ennesima curva percorrendo poi i suoi 10 km più mirabolanti. Da questo punto in poi lo spettacolo è mozzafiato: massi disposti in modo caotico, pareti alte e scoscese, in un ambiente del tutto selvaggio. 
Le Gole del Raganello vengono suddivise tecnicamente in tre tratti distinti per la difficoltà di percorrenza: Gole alte, meglio conosciute come Gole di Barile, Gole basse o di Pietraponte-Santa Venere-Civita, e i bacini del Raganello, ma la differenza tipica è quella fra Gole basse e alte.

FOTO B - di Luca FranzeseGOLE ALTE E GOLE BASSE 
La parte alta inizia dalla Sorgente della Lamia fino a raggiungere la cosiddetta Scala di Barile, nei pressi dell'abitato di San Lorenzo Bellizzi, in un percorso di circa 9 km e la parte bassa dalla zona Pietraponte. La conformazione del torrente è molto accidentata, ma di grande interesse naturalistico ed escursionistico. Il canyon è costituito da due imponenti pareti rocciose: la Timpa di Porace-Cassano e la Timpa di San Lorenzo, alta 1.652 metri, che sovrastano il torrente per un'altezza vertiginosa. Il percorso è costituito da rocce multicolori, levigate per secoli dalle acque. Muniti di caschi rigidi, corde, moschettoni, si possono contemplare scenari di forte impatto emotivo: il Grande Diedro, il Masso delle Rudiste, la Sorgente degli Equiseti, l'Anfiteatro del Diavolo. Questo tratto può essere percorso solo in estate, grazie alla ridotta portata che consente una resistenza maggiore alla corrente. 

GOLE BASSE E CIVITA: UNA CITTÁ A NIDO D’AQUILA
Le Gole basse del Raganello iniziano dalla zona Pietraponte, dove si erge il Ponte omonimo, un macigno di singolare bellezza incastonato tra le pareti, fino a raggiungere la zona sottostante, lo spettacolare Ponte del Diavolo, nei pressi di Civita, in un percorso di circa 8 km. 
Civita e il suo Ponte del Diavolo meritano una visita per la loro bellezza e la curiosità che destano. 
La cittadina di Civita è incastonata fra alte rocce, un vertiginoso picco che guarda il Mar Jonio, un vero e proprio nido d’aquila, sicuro e impenetrabile. La città fu fondata tra il 1467 e il 1471 da gruppi di famiglie albanesi in fuga dai turchi, in cerca di sicuro riparo. Una caratteristica di Civita sono i comignoli e le “case parlanti”. I comignoli sono pezzi unici, opere d’arte create da abili muratori che si sono sfidati a realizzarne di buffi, imponenti e bizzarri. Si narra che rappresentassero quasi il totem delle case e avessero la funzione di tenere lontani gli spiriti maligni, oltre a quella tipica di aspirare il fumo dei camini. Ancora più particolari sono le “case parlanti” o "case di Kodra", così chiamate in onore del pittore albanese naturalizzato italiano Ibrahim Kodra. Si tratta di piccole abitazioni antropomorfe, in cui le finestre e il comignolo disegnano con evidenza un volto umano. Stravaganti e divertenti decorano la cittadina e cercarle fra le strade rappresenta una sfida per i turisti. 
Le viuzze si intersecano fra loro e lasciano lo spazio a piccoli slarghi, fra i quali il più suggestivo è quello rivolto al Ponte del Diavolo. Una leggenda narra che fu il diavolo in persona ad aiutare i costruttori ad erigere il ponte in un luogo tanto impervio, uno strapiombo fra alte vette. A prescindere dalla leggenda il ponte desta stupore e viene visitato ogni anno da migliaia di turisti stregati dal fascino del luogo.
Dal ponte si può scorgere il percorso delle Gole basse, simile per conformazione a quello superiore, ma più difficoltoso da percorrere, data la maggiore quantità d'acqua del bacino e la presenza di punti maggiormente scoscesi e accidentati: la Forra d'Ilice, la Conca degli Oleandri, la Tetra Fenditura e la Frana Ciclopica.
La prepotenza del torrente, che ha scavato nel corso dei millenni questo spettacolo naturale, ha creato una palestra naturale perfetta, dove è possibile praticare trekking acquatico osservando le rocce che i venti hanno solcato più volte plasmandole come uno scultore. I macigni, levigati, dall’aspetto plastico e variegati nel colore, sembrano vele gonfie e tessuti fluenti, un incanto da osservare e fotografare. 

FOTO C - Gole-del-Raganello-civita - di Luca Franzese - DIDALA BIODIVERSITÁ
Il territorio montuoso, in gran parte impenetrabile, e l’elevazione del sito a Riserva Naturale dello Stato, ha permesso la sopravvivenza di un habitat pressoché intatto in cui si possono intravedere numerose specie animali: la volpe, la faina, la donnola, il tasso, il falco pellegrino, il gheppio, il corvo imperiale, mentre nelle acque del Raganello dominano la raganella comune e l'ululone dal ventre giallo. 
L’animale che più affascina e incuriosisce il turista è l'aquila reale, che ha trovato fra le asperità di questo ambiente selvaggio e incontaminato, un luogo ideale per sopravvivere e procreare. Attraverso sentieri impegnativi è possibile raggiungere dall’abitato di San Lorenzo Bellizzi la radura di Sant’Anna dove si trova una chiesetta dedicata alla Santa, che apparve ad alcuni pastori. 

La natura però va affrontata sempre con le idonee cautele. Mentre la rivista va in stampa apprendiamo che il 20 agosto il torrente improvvisamente ingrossato dalle piogge ha travolto 44 escursionisti. Il bilancio provvisorio delle vittime è di 10 morti, 23 tratti in salvo senza particolari conseguenze e 11 feriti.

LA RISERVA
Riserva Naturale Orientata Gole del Raganello
Provvedimento d’istituzione:
D.M. n. 424 del 21.07.1987 
La Riserva insiste su parte del Parco Nazionale del Pollino, istituito con D.P.R. 15.11.1993 ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT9310017 pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT9310018 sito Bioitaly 
Sita in provincia di Cosenza, nel comune di San Lorenzo Bellizzi ha un’estensione di 1.600 ettari e un’altitudine che oscilla fra i 550 e i 1.650 metri s.l.m. 

CONTATTI UTILI 
Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza (CS) 
Viale della Repubblica, 26 - 87100 Cosenza 
Tel. e Fax 0984/76760 
e mail: 042822.001@carabinieri.it 
PEC fcs42822@pec.carabinieri.it

COME ARRIVARE
Da Roma percorrere la A24 proseguire sulla A1/E45, A30 ed E45 in direzione di SP263 a Svincolo Autostrada, prendere l'uscita Frascineto da E45, continuare su SP263 fino a Civita. Da Civita la SP 263 poi SS 92 fino a San Lorenzo Bellizzi.