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AMBIENTE
FUORISTRADA IN SICUREZZA
10/02/2020

di Francesco Garbati Pegna, Francesco Neri, Marco Rimediotti


Su terreni non preparati è molto alto il rischio di incidenti. Fondamentale la formazione degli operatori


FOTO A - Manovre durante un corso di guida per operatori AIB organizzato dalla Regione Toscana 6Condurre un veicolo al di fuori delle strade appositamente preparate richiede una tecnica diversa da quella che normalmente viene applicata nella guida su strada e comporta altri tipi di rischi. Infatti, i veicoli stradali si muovono solitamente su una superficie piana, con pendenze di lieve entità, e la principale causa di infortunio è strettamente correlata alla velocità. Nei terreni naturali, o comunque non preparati, il conducente deve analizzare continuamente il fondo su cui procede e gli incidenti più gravi sono causati dal ribaltamento del veicolo a causa di pendenze eccessive, non debitamente valutate, o cedimenti del suolo.

Questo avviene principalmente nel settore agricolo che vede in Italia, ogni anno, mediamente circa 200 infortuni mortali e 400 incidenti gravi. La probabilità per un operatore agricolo di essere coinvolto in un incidente mortale rispetto a quella di un lavoratore di altri settori è quattro volte superiore. Nel comparto forestale la percentuale è addirittura diciotto volte maggiore.

FOTO APERTURAIL SETTORE FORESTALE

La principale causa di infortunio è rappresentata dalla fuoriuscita dell’operatore, non trattenuto dai dispositivi di ritenzione, dal posto di guida in caso di ribaltamento del trattore agricolo forestale. Altri fattori che concorrono ad incrementarne il rischio sono le manovre errate, le cattive condizioni del mezzo e la sua insufficiente conoscenza da parte dell’operatore. Il decreto legislativo 81/2008 impone sia la conformità dei mezzi sia il loro uso corretto, ovvero secondo quanto contemplato nel libretto di uso e manutenzione, ma ancora oggi non tutti i mezzi in circolazione in agricoltura sono rispondenti. In ogni caso, l’aspetto comportamentale è ancora determinante: un caso comune è appunto quello in cui il conducente viene sbalzato fuori dal posto di guida perché non si è allacciato le cinture di sicurezza ed in questo caso le strutture di protezione in caso di ribaltamento, dette rops, non hanno efficacia nel proteggerlo. Il settore forestale, caratterizzato da una dimensione aziendale e da una estensione delle proprietà medie molto ridotte, ha poca inclinazione e scarse possibilità di investire nel miglioramento delle condizioni di sicurezza, nonostante il lavoro in bosco sia uno dei più pericolosi a livello globale ed ancora oggi caratterizzato da elevati livelli di frequenza e gravità degli infortuni, soprattutto quando vengono utilizzati veicoli o altre macchine motorizzate: le operazioni di esbosco del materiale legnoso sono infatti quelle che più spesso causano gli incidenti più gravi.

TRATTORI E MACCHINE AGRICOLE

Anche in questo caso i principali problemi sono legati al ribaltamento o rovesciamento dei trattori agricoli forestali, a causa dell’inesperienza o delle carenze formative degli operatori e dell’impiego di attrezzature complesse come le gru a cavo forestali per l’esbosco del materiale legnoso. In quest’ultimo caso gli inconvenienti che spesso si verificano durante i lavori riguardano anche le errate valutazioni delle tensioni in gioco nelle funi portanti degli impianti ed errori durante il montaggio o smontaggio delle linee.

Il su citato D. Lgs. 81/08, chiamato "Testo Unico sulla sicurezza" prevede che chiunque utilizzi trattori agricoli e forestali sia in possesso di una formazione e di un addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l'utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai danni che possano essere causati ad altre persone, e questa importante prescrizione è stata recepita con l’introduzione del “patentino” per trattori, ma ancora non sempre gli operatori sono in possesso di una formazione adeguata.

È evidente quindi come sia fondamentale sensibilizzare ulteriormente l’ambiente di lavoro agricolo forestale e promuovervi la cultura della sicurezza, attraverso un’adeguata formazione dei vari attori del processo, finalizzata alla comprensione dell’importanza dell’efficienza e dell’adeguamento tecnico dei mezzi e sul comportamento degli operatori sia in termini di competenze tecniche sia di prudenza e prevenzione (le cosiddette competenze non tecniche).

FOTO C 1 - Macchine per i vignetiI VEICOLI FUORISTRADA

A questo proposito un altro ambito in cui la conduzione di veicoli su terreni non preparati può dare luogo ad incidenti, anche gravi, è quello della guida di veicoli “fuoristrada”, comune a certi settori come ad esempio quello della protezione civile e della lotta agli incendi boschivi. In questo caso, nonostante i rischi siano simili a quelli della conduzione del trattore agricolo forestale, nessuna legge prescrive l’obbligo di una formazione specifica per i conducenti, anche se alcuni organismi più sensibili operano in modo che questi ricevano una formazione adeguata: è questo il caso dell’Organizzazione regionale antincendi boschivi della Toscana che da sempre assicura agli operatori di tutte le realtà coinvolte un percorso formativo solido e ben strutturato sulla guida in sicurezza dei mezzi fuoristrada in condizioni operative, tanto da essere riuscita ad eliminare completamente gli incidenti in questo ambito.

È del tutto evidente infatti come il conseguimento della patente di guida non sia sufficiente a condurre in sicurezza un autoveicolo su terreni naturali e spesso neppure su strada, data la diversa struttura e dinamica di questi mezzi rispetto alle comuni autovetture. In questo scenario i docenti del Dipartimento DAGRI dell’Università di Firenze sono impegnati da sempre nel settore della formazione per la sicurezza nella conduzione di mezzi agricoli, forestali e fuoristrada. Il laboratorio Agrismart offre le proprie competenze per la realizzazione di corsi per l’abilitazione alla guida dei trattori e per la formazione dei lavoratori sull’uso in sicurezza delle macchine più pericolose che operano nella viticoltura collinare, ai sensi dell'articolo 37 del Testo Unico sulla sicurezza e successive modifiche e integrazioni, per operatori di settore e studenti della Scuola di Agraria di Firenze.

L’Unità di Ricerca in Scienze e tecnologie del legno e delle utilizzazioni forestali (www.forestalegno.unifi.it) si occupa, tra le altre cose, di sviluppo e promozione di buone pratiche di lavoro per la sostenibilità ambientale e il miglioramento della sicurezza per i lavoratori della filiera bosco-legno e di studi e ricerche per il miglioramento nella scelta della progettazione, direzione e delle attrezzature nel lavoro in bosco. Le attività sono principalmente legate allo studio e alla prova di nuove attrezzature e nuove procedure di lavoro, che vengono poi trasferite agli operatori del settore attraverso corsi di formazione professionale organizzati da Agenzie Formative accreditate sul territorio nazionale.

FOTO B Foto di Michele MartinisiNUOVI FUORISTRADA PER I CARABINIERI

Presentata a Roma la Suzuki Jimny “arruolata” dalla Benemerita con livrea bicolore dell’Arma dei Carabinieri. La vettura è adatta a soddisfare tutte le esigenze di mobilità dei militari su fondi accidentati e a bassa aderenza. La compattezza e la versatilità del mezzo sono stati elementi determinanti per la scelta. Dieci esemplari della piccola 4x4 sono già entrati in servizio e ne arriveranno altri nei prossimi mesi. Il suo motore 1.5 benzina da 103 cavalli, è perfetto per ogni tipologia di impiego, la trazione ALL Grip Pro consente l’inserimento delle quattro ruote motrici e delle marce ridotte, mentre il controllo della trazione LSD frena automaticamente le ruote evitando lo slittamento.

Ad affiancare la Jimny, anche 55 Suzuki Ignis, sulle quali sono presenti avanzati sistemi di assistenza alla guida: due telecamere anteriori che valuteranno distanza e forma degli oggetti circostanti e tre sistemi di sicurezza attiva: attento-frena, guida-dritto e resta-sveglio. Le Suzuki Ignis consegnate all’Arma dei Carabinieri sono dotate di trazione integrale 4×4 AllGrip Auto.