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AMBIENTE
FINESTRE APERTE SUL CENTRO DELLA TERRA
01/05/2018

di Mario Tozzi
[Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, Consiglio Nazionale delle Ricerche]


I vulcani sono un potente strumento di indagine in un mondo altrimenti inaccessibile

Foto Apertura - washington-mt-st-helensI vulcani costituiscono una prova dell'attività della "macchina" Terra, in quanto trasferiscono continuamente calore e materiale (il magma) dall'interno verso la superficie.

[Lo stratovulcano attivo Saint Helens nello Stato di Washington sulla costa pacifica degli Stati Uniti*


Il vulcanismo è uno dei processi dinamici fondamentali della Terra e i diversi tipi di vulcani possono essere meglio compresi solo se vengono messi in relazione alle caratteristiche geologiche dell'ambiente in cui si sviluppano. In tutta l'Africa meridionale sono noti da tempo camini vulcanici che vengono detti kimberlitici (dalla località di Kimberley) e dai quali si sono originate lave provenienti da grandissime profondità. Questi condotti e queste lave hanno una grande importanza perché la loro composizione (o, meglio, quella di alcuni "noduli" contenuti al loro interno) sarebbe molto vicina a quella dei materiali che formano il mantello superiore. Una particolarità delle kimberliti risiede nel fatto che possono ospitare all’interno rocce con diamanti.

FOTO B
[Un particolare della colata lavica.]

COME FUNZIONA UN VULCANO

Possiamo immaginare come funziona un vulcano, in una maniera molto approssimata, ma efficace, prendendo come esempio una bottiglia di vino frizzante o di champagne: se si libera il tappo dalla reticella e si scuote la bottiglia, il tappo salterà a causa del forte sviluppo di gas che fa naturalmente parte del liquido. Così il magma (cioè un materiale fuso composto da minerali silicatici e da gas) si trova nelle profondità della Terra, dove subisce differenziazioni all'interno di quei serbatoi sotterranei chiamati camere magmatiche. Quando, per esempio con una frattura, si apre un canale di comunicazione con l'esterno, il materiale fuso, ormai differenziato rispetto al magma primario, fuoriesce (e si chiama allora lava), libera più o meno violentemente i suoi gas e fluisce più o meno rapidamente a seconda della composizione e del contenuto gassoso. La fluidità (o, meglio, il suo contrario, la viscosità) di una lava dipende dalla composizione del magma: se è acido sarà poco fluida (per esempio le andesiti), se basico sarà, invece, molto fluida (per esempio i basalti).

Il cono rappresenta la zona dove arriva in superficie il condotto (o camino) vulcanico, ma è bene ricordare che la lava fuoriesce anche lungo grandi spaccature laterali poste anche a quote inferiori. Il condotto conduce comunque alla camera magmatica, cioè al luogo in cui il magma si rielabora e si differenzia rispetto a quello originario. Le relazioni delle camere magmatiche con le zone di alimentazione originaria non sono ancora ben definite, ma si deve pensare, probabilmente, a intere regioni della crosta terrestre che vengono sottoposte a processi di fusione.

Foto C - Giappone-Monte-Fuji

I TIPI DI ERUZIONE

Il più famoso tipo di eruzione è, forse, quello cosiddetto "pliniano", legato alla memoria storica dalla descrizione dell'evento che portò alla distruzione di Pompei ed Ercolano quasi duemila anni fa, elaborata da Plinio il Giovane nelle Epistolae. Le eruzioni pliniane sono particolarmente violente e generano caratteristiche nubi ardenti che ricordano, nella forma, un pino mediterraneo.



Foto DLe eruzioni di tipo "vulcaniano" prendono il nome dall'isola di Vulcano, nelle Eolie, dove meglio furono osservate. Anche queste sono eruzioni esplosive e molto violente che possono arrivare a distruggere lo stesso cono da cui si sviluppano. La formazione del "tappo" è tipica anche delle eruzioni di tipo "peléeano", così chiamate a partire dalla più famosa e tremenda della Montagna Pelée, in Martinica, agli inizi del secolo scorso.

Ma non esistono solo eruzioni così esplosive: quelle di tipo "stromboliano" sono moderatamente e regolarmente esplosive e il "tappo" di lava che si può formare viene continuamente rimosso senza grosse deflagrazioni. Come è noto a chiunque conosca Stromboli, la cima dell'isola è costantemente interessata da piccole esplosioni che fanno fuoriuscire una lava non troppo viscosa né troppo fluida insieme a una caratteristica nube di vapore biancastro. Le eruzioni di tipo "hawaiiano" risultano più tranquille: la lava basaltica fuoriesce molto fluidamente dai condotti e i gas vengono liberati senza alcuna esplosione. Fontane e laghi di lava sono caratteristici di questo tipo di eruzione e costituiscono una delle maggiori attrattive turistiche di isole come le Hawaii o La Réunion.

FOTO E di Marco NeriInfine, le eruzioni di tipo "islandese" sono altrettanto tranquille: grandi espandimenti basaltici si formano con la fuoriuscita continua di lave da fessure molto lunghe che si aprono su apparati piuttosto appiattiti, come il Laki in Islanda.

L'eruzione di un vulcano non deve essere considerata un fatto eccezionale: in America Centrale, negli Stati Uniti, nel Pacifico e in Italia ci sono decine di vulcani che possono essere considerati attivi, anche se non si ricordano eruzioni a memoria di uomo. Il Vesuvio, per esempio, è un vulcano molto pericoloso, ecco perché risulta insensato e incauto non dotare tutta l'area di seri vincoli che impediscano la costruzione di altre abitazioni. Nella regione napoletana ci sono altre situazioni a rischio elevato se si considera che l'ultimo vulcano a nascere nella zona è stato il Monte Nuovo (nell'area flegrea) appena qualche secolo fa. Al contrario, le eruzioni dell'Etna sono più frequenti, ma calme e caratterizzate da colate fluide di basalto in zone relativamente meno popolate.