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AMBIENTE
DIFESA E AMBIENTE
26/11/2017
di Ebe Pierini

Esperti ambientali nelle caserme, rispetto degli habitat, sostenibilità ed efficientamento energetico. Così i militari contribuiscono alla tutela della natura

FOTO AQuando siamo in presenza di due interessi dotati di pari rango costituzionale come quello alla difesa militare e quello alla tutela dell'ambiente l'uno non può avere preminenza sull'altro. Proprio per questo il rapporto tra attività militari e protezione ambientale è argomento particolarmente rilevante e complesso. L’approccio della Difesa in materia si fonda sul perfezionamento di strumenti normativi finalizzati ad armonizzare le esigenze operative ed addestrative con quelle della salvaguardia ambientale e dei territori interessati dalla presenza di attività militari, come pure sulla realizzazione di concrete azioni preventive e correttive a tutela della salute e dell’ambiente. Per diffondere una cultura ambientale tra il personale della Difesa è stata istituita la figura dell'esperto ambientale, vale a dire un consulente che viene affiancato ai comandanti fino ai livelli organizzativi più periferici e sono stati costituiti servizi di tutela ambientale presso quegli enti le cui attività prevedono l’esposizione a rischi ambientali come poligoni, centri tecnici, unità produttive, poli di manutenzione, laboratori. Per minimizzare l’impatto che le attività militari hanno sul contesto locale, la Difesa è intervenuta già da tempo su più fronti prevedendo l’elaborazione di una direttiva interforze dello Stato Maggiore della Difesa, che stabilisce le linee guida alle quali le singole Forze armate poi devono uniformarsi per le direttive applicative. Nell’ambito del piano nazionale della ricerca militare sono tra l'altro stati inseriti specifici progetti come quello relativo alla bonifica tramite fitorimediazione “VEgetal System for Pollution Avoidance” ideato dall’Università di Firenze, nel Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale. Sempre più spesso inoltre si fa ricorso alla simulazione nell'addestramento per limitare l'impatto sull'ambiente. Alcune attività a fuoco vengono sostituite con strumenti applicati ai sistemi d’arma che consentano appunto di simularne l’azione reale. Si punta inoltre allo sfruttamento di tecnologie derivanti dall’uso di fonti energetiche rinnovabili e si cercano soluzioni adeguate a garantire sia approvvigionamenti di sistemi e apparati a basso impatto ambientale che idonee attività di smaltimento dei rifiuti nell’ambiente.

L’AERONAUTICA

Basti pensare ad esempio che l'Aeronautica Militare, nel 2013, nell’ambito del Programma Operativo Interregionale dell’Unione Europea “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico” progetto "Justice – Join US To Increase Clean Energy", ha ottenuto il finanziamento di 4 progetti che prevedono la realizzazione di quattro impianti “Solar Cooling” nelle basi del 37° stormo di Trapani Birgi, del 16° gruppo genio campale di Bari Palese, del 22° gruppo radar di Licola e del distaccamento aeronautico di Siracusa. Gli impianti assicurano la climatizzazione estiva dei fabbricati mediante l’impiego di macchine capaci di trasformare l’acqua calda prodotta da pannelli solari in acqua fredda per l’alimentazione degli impianti di condizionamento. Verrà prodotta anche acqua calda sanitaria a servizio di alcune palazzine alloggi e ne deriverà un contributo significativo al riscaldamento dei fabbricati nei mesi invernali. Altre iniziative di efficientamento energetico infrastrutturale hanno riguardato l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e la Scuola Militare Nunziatella di Napoli.

FOTO ALA MARINA

La Marina Militare collabora con il mondo accademico e col mondo della ricerca per la salvaguardia dell'ambiente marino e della biodiversità. Basti pensare all'accordo con il CNR – IAMC (Istituto per l'Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche) per innovare i metodi di biorisanamento delle acque di sentina delle navi, ovvero di tutti i liquami che si depositano nella parte più bassa degli scafi. L'accordo prevede lo studio di particolari batteri che si nutrono degli idrocarburi inquinanti. La collaborazione con il WWF Italia ha durata triennale. L'intesa tra Marina Militare ed Eni consente l’utilizzo di un combustibile navale, prodotto dalla Green Refinery di Porto Marghera e composto per metà da materie prime di origine biologica, in anticipo rispetto alla scadenza europea che prevede l’uso del 10% di frazione bio entro il 2020.

FOTO CL’ESERCITO

Anche l'Esercito fa la sua parte. Nel 2016 ha siglato un accordo quadro in materia di tutela ambientale con l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nell’ambito del quale è previsto l’avvio del monitoraggio ambientale delle aree poste a ridosso delle zone addestrative militari.

I CARABINIERI

Programmi di efficientamento energetico e finalizzati alla realizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile sono stati avviati anche dall’Arma dei Carabinieri su immobili del demanio militare. Va citato il caso della caserma “Fava e Garofalo” di Reggio Calabria dove è stato realizzato un impianto per la produzione di energia elettrica di tipo fotovoltaico con fondi comunitari che funziona dall'aprile del 2012 e consente un risparmio annuo di circa 50mila euro nell’approvvigionamento energetico. Grazie all'adesione al programma Justice e ai fondi comunitari si è intervenuti anche a Napoli, presso la caserma “Caracciolo” sede del Nucleo Radiomobile di Napoli. L'impianto fotovoltaico è attivo dal settembre del 2016 e garantisce un risparmio annuo di 60mila euro. Lo stesso è avvenuto nella caserma “Porcelli” di Bari, sede dell’11° Battaglione “Puglia”. Anche in questo caso si risparmiano ogni anno 60.000 euro. A Vibo Valentia l'impianto fotovoltaico è stato installato sulla caserma “Razza”, sede del Gruppo Operativo Calabria (GOC) e dell'8° Nucleo Elicotteri Carabinieri (NEC), ed è funzionante dall'aprile del 2016. Risparmio annuo: 60mila euro. Saranno ultimati nel febbraio del 2019 invece i lavori per l'introduzione del solare termico e del fotovoltaico nella caserma “Salvo D'Acquisto” di Velletri, sede del 1° reggimento allievi marescialli e brigadieri. In questo caso si tratta di contributi nazionali del fondo per l’efficienza energetica erogati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Ogni anno, grazie a questo intervento, il risparmio per le casse dello Stato sarà di 100mila euro. Sono stati aggiudicati i lavori che saranno finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione di un impianto fotovoltaico presso la caserma “Pastrengo”, sede del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che consentirà un risparmio annuo di 200mila euro. Sono stati inoltre conclusi, presso la medesima caserma, i lavori di efficientamento energetico della piscina. Il risparmio è di 40mila euro l'anno. È in fase di sottoscrizione la convenzione attuativa con la Regione Campania per la realizzazione, presso la caserma “Caretto” di Napoli, sede del 10° reggimento “Campania” di tre edifici ad alta prestazione energetica mediante l’efficientamento energetico globale di immobili e produzione di energia da fonti rinnovabili. L'intervento sarà effettuato con fondi comunitari e garantirà, ogni anno, un risparmio di 200mila euro. Infine, anche a Bari, presso la caserma “Porcelli”, dovranno essere realizzati tre edifici ad alta prestazione energetica con fondi comunitari, come da contatti con la Regione Puglia. Anche in questo caso il risparmio sarà di 200mila euro annui nell’approvvigionamento energetico.