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AMBIENTE
ARTICO INCANTATO
12/12/2019

di Maria Luisa Cocozza


Nella terra dei Sami dove la natura si mostra ancora nella sua forma più pura ed essenziale e dove, quasi per incanto, un’intera città verrà smontata e rimontata a pochi chilometri di distanza dalla posizione attuale

FOTO A dida


L’aurora boreale è il fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre caratterizzato da bande luminose di ampia gamma con forme e colori mutevoli, che dà vita a uno spettacolo naturale tra i più belli al mondo.



Teatro di sogni e viaggi avventurosi, città mineraria dove sta per avvenire il più grande trasloco della storia, luogo magico dove ammirare l'aurora boreale, finestra sullo spazio e luogo di partenza di razzi e palloni aerostatici per i più avanzati esperimenti nell'Artico. Ma soprattutto Kiruna - 145 chilometri all'interno del circolo polare artico - è la capitale europea dello sleddog, la corsa sulle slitte trainate da cani. "La nostra Alaska" dicono sognanti i musher del continente che si allenano per la corsa di slitte trainate da cani più famosa e più tosta del mondo, quella di Iditarod, che unisce Anchorage a Nome. Qui, più di 4.000 husky si allenano ogni giorno nella tundra, contendendo le piste a renne, alci, orsi, linci, volpi artiche, ermellini e a tutta la fauna selvatica che vive indisturbata in queste terre in simbiosi coi Sami, antico popolo nomade della Lapponia. È un percorso in un ambiente estremo, un viaggio nella natura che non fa sconti, ma regala emozioni sublimi. Proprio come l'aurora boreale.

FOTO B - KIRUNA - dida




Kiruna, la città lappone che aspetta di essere spostata










Kiruna, Lapponia svedese, 68° parallelo, la più settentrionale e la più gelida delle città svedesi, mette in scena il trasloco più grande di sempre: una città intera verrà smontata e rimontata qualche chilometro più in là per consentire alla più grande miniera di ferro del Pianeta di espandersi ancora senza correre rischi di crolli. La città è costruita sulla taiga, foresta di conifere dal terreno paludoso che potrebbe farla sprofondare interamente.

Le basi per lo sfruttamento della miniera furono poste nel 1884 con la costruzione della ferrovia verso Narvik, il grande porto della Norvegia che durante la guerra fu bombardato dagli Alleati per impedire a Hitler di trasferire il ferro di Kiruna in Germania. Quella dell'8 giugno 1940 fu la prima vittoria alleata contro la Wehrmacht, la cui potenza sarebbe stata forse inarrestabile con il ferro di Kiruna. Oggi dalla miniera partono ogni giorno 68 vagoni con 2 tonnellate di ferro ciascuno. Le esplosioni fanno da colonna sonora, soprattutto di notte, e tutta la città vive grazie alla miniera.

FOTO C - dida



Gli husky che ogni giorno si allenano nella tundra per partecipare alla corsa per cani più famosa al mondo, quella di Iditarod.






"Dovete costruire una chiesa che somigli ad una tenda Sami" ordinò il direttore dei lavori all'architetto incaricato di edificarla a Kiruna nel 1900. E il tributo alla popolazione indigena prese la forma di questa opera d'arte, che nel 2025 verrà sollevata e spostata - senza essere smontata - nel centro della città dislocata.

INCREDIBILE KIRUNA

Questa città vanta 23.000 abitanti e 11.000 motoslitte. Da qui partiamo per un'escursione nella taiga, o foresta boreale, che è formata da conifere e torbiere ed è uno dei principali biomi terrestri: costituisce, infatti, un terzo della massa forestale mondiale, fondamentale per l'ecosistema. Quando la città sarà trasferita, la foresta qui inghiottirà tutto. Ed attraversando il bosco per andare nel centro di ricerca spaziale, incontriamo una renna con il collare catarifrangente. Si fa avvicinare, con cautela... ci spiegheranno poi che è una sorta di renna di quartiere, adottata dagli abitanti che l’hanno anche munita di collare visibile nella nebbia, perché ha la cattiva abitudine di attraversare spesso la strada e andare da una casa all'altra.

FOTO D
Davanti al cancello del centro di ricerca spaziale, saranno invece grossi alci ad attraversarci la strada indisturbati. Ma questo non è un semplice cancello, è la porta d'ingresso europea allo Spazio. Fino a un secolo fa era pieno territorio Sami, un'area di foresta selvaggia che andava bene solo per la transumanza delle renne praticata, nonostante la modernità, da una popolazione abituata a vivere nel gelo artico da cinquemila anni.

Oggi, in meno di trenta chilometri, disposti tutti in fila lungo l'unica strada statale della regione, ci sono l'Istituto Svedese di Fisica Spaziale - IRF, un'antenna dell'Ente Spaziale Europeo - ESA, il famoso Ice hotel, il primo a essere costruito completamente col ghiaccio e motivo principale di attrazione per i turisti che arrivano a Kiruna, e infine Esrange. I Sami hanno mantenuto quello che con un benevolo eufemismo chiamano "campo" proprio di fronte all'Ice hotel, dove ad un prezzo esorbitante si dorme a -5 °C sotto pelli di renna. Ma ci si adatta a tutto, così come nel corso dei millenni si sono dovute adattare tutte le specie animali a lunghissimi inverni rigidi e interminabili notti invernali: alci, renne, cervi, orsi, volpi artiche, lupi, linci, ermellini sono solo alcuni dei tanti animali che hanno dovuto mettere in atto l'adattamento millenario della loro specie per sopravvivere in condizioni durissime.
FOTO E
Proprio come ci prepariamo a fare noi. Quando la slitta con i miei tre husky -i più bravi e tranquilli mi assicurano- parte, l'adrenalina e l'aria pura mi pervadono ogni cellula. In fondo bisogna solo tenere in equilibrio la slitta, frenare quando corre troppo, pedalare quando i cani arrancano in salita, schivare i rami degli alberi a bordo pista e godere, godere appieno della gioia di essere un tutt'uno con il grande bianco che ti circonda. Sapendo che è un bene prezioso e fragilissimo, che stiamo già perdendo.