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AMBIENTE
SAPONE: INDUSTRIALE O ARTIGIANALE?
04/09/2020


SAPONE: INDUSTRIALE O ARTIGIANALE?

RICETTA SAPONE NATURALE TIPO MARSIGLIA

FOTO APERTURA

SAPONE: INDUSTRIALE O ARTIGIANALE?

Produrre da sé il sapone è vantaggioso in termini economici, di salute e di impatto ambientale

LEGGERE L'ETICHETTA

INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la denominazione internazionale utilizzata per indicare, in etichetta, i diversi ingredienti di un prodotto cosmetico diffusa in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea e in molti altri Paesi nel mondo. Gli ingredienti vanno elencati in ordine decrescente di concentrazione: da quello contenuto in percentuale più alta, fino a quelli contenuti in percentuale più bassa. La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (nomi botanici e ingredienti della farmacopea), mentre la maggioranza è in inglese. Nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index.

Esempio etichetta di un vero sapone naturale artigianale:

Olea europaea Fruit Oil  (grassi utilizzati), Prunus amygdalus Dulcis (Sweet Almond) Oil  (grassi utilizzati), Cocos nucifera (Coconut) Oil  (grassi utilizzati), Aqua (Water), Sodium Hydroxide (soda caustica), Zingiber officinalis (Ginger) Root Extract (estratti naturali), Cymbopogon schoenanthus (Lemongrass) Oil  (olio essenziale usato per profumarlo), Sodium Phytate  (antiossidante chelante naturale), Citric Acid (chelante naturale), Geraniol  (allergeni degli oli essenziali naturali da citare obbligatoriamente in etichetta), Citral, Limonene, Citronellol, Linalool.

Esempio di etichetta di un sapone solido in cui si sono utilizzate basi presaponificate a cui viene aggiunta glicerina, oli ed altri ingredienti anche naturali per migliorarle, evitando che risultino eccessivamente pulenti:

Sodium Cocoate (olio di cocco saponificato), Sodium Palmate (olio di palma saponificato‡), Aqua, Glycerin*, Sodium Olivate (olio di oliva saponificato*‡), Cannabis Sativa Seed Oil (olio di canapa aggiunto*), Simmondsia Chinensis Seed Oil (olio di Jojoba aggiunto*), Parfum (profumo non naturale), Sodium Chloride (sale), Citric Acid (sequestrante naturale), Tocopherol (Vitamin E conservante naturale) *.

FOTO BDIFFERENZA TRA SAPONE INDUSTRIALE E SAPONE ARTIGIANALE

Il sapone industriale è un prodotto detergente di sintesi – detto in ingl. syndet ‹sìndet› cioè syn(thetic) det(ergent) –, realizzato in pani nella tipica forma solida del sapone, ottenuto impiegando tensioattivi anionici diversi dal sapone più agenti schiumogeni, con un pH tendenzialmente acido (sotto il 7).  Quello naturale è ottenuto tramite la saponificazione di un acido grasso (oli vegetali e non) ad opera di una base forte (idrossido di sodio o di potassio) e un liquido. Da ciò deriva chimicamente un sale sodico ricco naturalmente di glicerina e con un pH tra l’8 e il 9.






FOTO C
ALCUNI MOTIVI PER PRODURRE SAPONI IN CASA

Produrre da sé il sapone è vantaggioso in termini economici, di salute e di impatto ambientale. Vediamo perché. L’uso dei detersivi può favorire la comparsa di patologie di diversa natura o peggiorare quelle già esistenti. Le più comuni sono le dermatiti da contatto e poi quelle allergiche. Le prime sono provocate dal contatto continuo con i detersivi, come conseguenza del potere irritante che questi esercitano; le seconde possono dipendere da alcuni elementi che compongono il detersivo stesso. Inoltre il contatto continuo con acqua e detersivo può macerare la pelle e alterare la superficie cutanea creando condizioni favorevoli all’insorgenza di infezioni batteriche e fungine. Dermatiti da contatto e allergiche si possono manifestare anche indossando indumenti puliti. Seppure lavati e risciacquati bene, sugli indumenti rimangono residui chimici imprigionati tra le fibre dei tessuti stessi. Prurito e arrossamento sono manifestazioni indicative della sofferenza cutanea verso le sostanze chimiche contenute nei detersivi. Infine le patologie respiratorie, quali l’asma allergica. I profumi sintetici, che abbondano in detersivi, ammorbidenti, profumatori per ambienti, insetticidi e spray in genere, possono scatenare veri e propri attacchi respiratori. Occhi arrossati e raffreddori sono altri sintomi di intolleranza e sensibilità ai profumi.

 

FOTO D














La produzione, l’uso e lo smaltimento dei detersivi generano un forte impatto ambientale.

Da non sottovalutare:

  1. l’energia impiegata per i lunghi percorsi (anche migliaia di chilometri) che le materie prime devono affrontare per raggiungere le fabbriche;
  2. il sacrificio di animali per la produzione di detersivi e saponi e per la ricerca;
  3. l’energia impiegata nella lavorazione e nella produzione;
  4. le scorie prodotte per la lavorazione;
  5. l’energia necessaria per fabbricare flaconi ed etichette;
  6. le materie prime impiegate per la produzione dei flaconi, quasi tutti di plastica;
  7. le scorie prodotte dalla produzione dei flaconi;
  8. l’energia necessaria affinché il prodotto finito possa raggiungere il punto vendita, dopo aver percorso una serie di passaggi intermediari;
  9. l’inquinamento provocato dal loro uso in casa;
  10. la produzione di rifiuti dagli imballaggi, spesso in plastica non biodegradabile;
  11. lo smaltimento dei contenitori che, anche se differenziati, richiedono ulteriore energia per essere riciclati.

I pesci sono le prime vittime dell’industria dei detersivi. Questi ultimi, se presenti in acque dolci in una certa quantità, possono essere tossici per tutta la vita acquatica.

I detersivi distruggono lo strato di muco che ricopre i pesci a protezione di batteri e parassiti e ne danneggiano le branchie. Basse concentrazioni di detersivo (intorno a 5 ppm) sono sufficienti ad ucciderne le uova, mentre in acque con concentrazioni di detersivo intorno a 15 ppm la maggior parte dei pesci non sopravvive.

Sequestranti, sbiancanti, addensanti, riempitivi, enzimi, profumi e altro presenti nei detersivi riescono a:

  1. solubilizzare i metalli pesanti dei depositi marini;
  2. contaminare i pesci e così le loro carni destinate poi all’alimentazione umana;
  3. accumularsi nei tessuti dei pesci;
  4. impedire la crescita di flora e fauna marina;
  5. favorire la crescita esagerata di alghe con conseguente morte di animali acquatici; 
  6. alterare il senso di orientamento dei pesci;
  7. accumularsi in fegato e reni degli animali e nelle radici delle piante.
     



 


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FOTO APERTURA

RICETTA SAPONE NATURALE TIPO MARSIGLIA

di Cristina Boccadoro

www.econaturabio.it

INGREDIENTI FONDAMENTALI:

-  oliva, o di oliva, o di sansa

- 200 g di olio di cocco

- 100 g di olio di ricino

- 137 g di soda caustica (NaOH) (sconto 6%)

- 300 g di acqua

INGREDIENTE FACOLTATIVI:

- alcune gocce di oleoresina di rosmarino come conservante dei grassi

- oli essenziali per profumare (10-30 ml massimo)

STRUMENTI:

  • 1 pentola di acciaio inox o 1 brocca in plastica molto spessa per alimenti
  • 1 caraffa in vetro pirex
  • 1 termometro ad immersione o da forno
  • 1 frullatore ad immersione
  • 1 paio di guanti, una mascherina o un foulard, un paio di occhiali di protezione.
  • 1 bilancia elettronica con la precisione del grammo
  • 1 stampo in silicone (ad es. per plumcake) o contenitori in tetrapak di recupero (per 1 kg di grassi saponificati, occorrono 2 contenitori del latte da 1 litro)
  • 1 vecchia coperta
  • 1 cucchiaio di acciaio inox,
  • 1 spatola “leccapentola”

PRECAUZIONI:

Indossate dei guanti (tipo da piatti, non quelli monouso in lattice che sono troppo corti), lungo tutto il processo di preparazione. Ponete la massima attenzione nel maneggiare la soda. Preparate il sapone in un ambiente arieggiato. Tenete a portata di mano dell'aceto di vino bianco o di mele in modo da tamponare l'azione della soda in caso di contatto con la pelle.

Tutta la strumentazione che userete per fare il sapone (esclusa la bilancia di precisione) è consigliabile non riutilizzarla per preparare alimenti.

FOTO B
FASE 1: PREPARARE L'AREA DI LAVORO

Il posto ideale per fare il sapone è la cucina, con tutto quello che serve a disposizione. Sgombrate il piano di lavoro, copritelo con vecchi giornali o con strofinacci. Indossate i guanti e tenete a portata di mano la mascherina e gli occhialini.

 

FASE 2: PREPARARE LA SOLUZIONE CAUSTICA

Indossate guanti, mascherina e occhialini; in una tazza larga pesate con assoluta precisione la soda caustica. Nella caraffa di pirex pesate l'acqua. Mettete la caraffa sul fondo del lavello. Versate poco a poco la soda nell'acqua, mescolando in modo che si sciolga bene.
Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino a 70/80 gradi!
Riponete il contenitore in un luogo sicuro a raffreddare.


FASE 3: PREPARARE I GRASSI

Mettete la pentola di acciaio sulla bilancia e, con assoluta precisione, pesate l'olio di cocco, se solido (nei mesi invernali), fatelo sciogliere brevemente sul fornello a fiamma bassissima. Aggiungere gli altri grassi e 6/8 gocce di oleoresina di rosmarino.
Rimettete la pentola sul fornello e fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L'olio non deve scaldarsi troppo ma arrivare appena ai 45 gradi, controllate con il termometro ogni tanto.

 

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FASE 4: VERSARE LA SOLUZIONE CAUSTICA NEI GRASSI

Indossate guanti, mascherina e occhialini, con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando entrambe sono a 45 gradi, versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio. Ora è il momento di passare al frullatore a immersione. Ricordatevi che questa operazione non va fatta sul fornello accesso! La pentola con l’olio va tolta dal fornello appena raggiunta la temperatura desiderata.

FASE 5: IL NASTRO

Questo è un punto cruciale per tutti i saponai! Mentre frullate, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso. Ad un tratto, togliendo il frullatore e facendo colare un po' di miscela nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Questa "traccia" è il nastro. Adesso potete aggiungere la profumazione che avete previsto: posate il frullatore, prendete il cucchiaio e mescolate piano mentre versate l'olio essenziale nel sapone.

 

FASE 6: IL GEL

Versate il sapone fresco nello stampo. Isolate bene con la pellicola per alimenti e poi successivamente con coperte perché stia caldo. Durante le successive ore il sapone andrà “in gel”. Questo significa che la sua temperatura si alzerà e la saponificazione dei grassi sarà completata.

 

FASE 7: STAGIONATURA

Lasciate il sapone coperto nello stampo per almeno 48 ore o comunque fino a completa solidificazione. Quindi sformatelo e lasciatelo maturare all'aria in un ambiente asciutto e fresco. La saponificazione si completa subito ma la stagionatura ottimale di un sapone con un’alta percentuale di olio di oliva è di 6-8 settimane.
Ricordatevi di indossare guanti, occhialini e mascherina durante tutte le fasi di lavorazione dal punto 2 al punto 6. Anche il sapone appena sformato va maneggiato con i guanti perché potrebbe risultare ancora un po’ irritante, soprattutto per le pelli molto delicate.
Dopo 2 giorni circa procedere al taglio (per i saponi da bucato, vi consiglio un taglio grande, in tocchi da 200 g circa, risulteranno più maneggevoli, per quelli per la persona saponetta da g 100 andrà benissimo) e riporre nuovamente i pezzi così ottenuti in un luogo asciutto e buio. Ottima risulterà la scelta di una scatola da scarpe a cui si siano praticati parecchi fori di areazione, posizionata sopra un armadio, dove nessuno disturberà il vostro sapone durante la stagionatura.
Se eventualmente desideraste rendere il vostro sapone anche bello esteticamente, dopo 1 o 2 giorni al massimo dal taglio, procedere alla timbratura e riporre nuovamente i blocchi di sapone nella vostra scatola della stagionatura.