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AMBIENTE
API IN CITTÀ
01/05/2018
di Raffaele Cirone [Presidente FAI- Federazione Apicoltori Italiani]

Sempre più diffusi gli allevamenti di api in ambiente urbano. A Roma la rete di monitoraggio promossa dall’Arma dei Carabinieri

Sciame Corso Vittorio 4Ve ne sarete accorti di certo anche voi: è un crescente fiorire, in questi ultimi anni, di notizie sulla presenza delle api in città. Parigi, Londra, New York, San Francisco, Tokio, Sydney… Roma, Milano, Torino: ormai ovunque si segnalano installazioni di alveari.

[Uno sciame di api fotografato nel centro di Roma. Fototeca Apitalia]

Il fatto incuriosisce e colpisce soprattutto perché si pensa che le api siano capaci di sopravvivere solo in ambienti rurali o in riserve protette. E invece non è esattamente così! Questi insetti se la cavano benissimo anche in città e a volte i risultati sono persino migliori di quelli finora raggiunti nelle sole campagne.

Ape su fiore girasoleLe api mellifere, nonostante i fenomeni di moria segnalati già a partire dagli anni ’80 un po’ in tutto il mondo, sono animate da uno spirito di sopravvivenza che ne fa una delle specie animali più diffuse nei nostri ambienti e indispensabili alla produzione agricola di tutte le colture di cui garantiscono l’impollinazione.


[L’ambiente urbano offre alle api condizioni che possono essere definite persino ideali dal punto di vista di un insetto Fototeca Apitalia]

In città, dunque, ci sono perché anche qui troviamo condizioni che possono essere definite persino ideali dal punto di vista di un insetto che altro non chiede se non fiori sui quali raccogliere nettare e polline.

Cosa rende l’habitat urbano così ospitale dal punto di vista delle api? Il microclima, ad esempio, con temperature mediamente più alte di altri contesti, più stabili e con minori scarti tra notte e giorno: questo è un vantaggio per le api, che in tali condizioni consumano meno scorte.

La città inoltre offre spazi verdi, con fioriture anche su terrazze e balconi spesso abbondanti e assortite: anche questo è un enorme vantaggio per gli insetti che trovano quindi, in un raggio di volo ridotto, tanto cibo e scarsa concorrenza.

PAG. 57[Prototipi degli alveari che verranno installati presso il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri]

La città di Roma, curiosamente dunque, è stata un po’ la madrina di questa particolare esperienza che oggi stanno emulando in diverse metropoli: le api, qui da noi, ci sono da sempre e già a partire dal 1980 è stato installato un apiario urbano sperimentale nel pieno centro cittadino, più precisamente sulla terrazza panoramica dello storico Palazzo della Valle, oggi sede di Confagricoltura.

 

Bienen_Frühlingsflug-1
SENTINELLE DELL’AMBIENTE

La finalità non era quella di produrre miele, bensì di raccogliere dati sulle fioriture cittadine, sulla biodiversità vegetale di una città come Roma che è ricca di aree ancora agricole, ma soprattutto di moltissimi parchi ed aree verdi ai quali occorre assicurare un adeguato servizio di impollinazione.

Ne sanno qualcosa i nostri alveari che hanno testimoniato rese ben superiori a quelle ottenute nelle campagne circostanti, specie in questi ultimi anni di clima siccitoso. Le api in città, dunque, prima di produrre miele, ci dicono quale sia l’indice di biodiversità e ci aiutano a misurare la qualità dell’aria e delle componenti atmosferiche di cui si richiede un costante e puntuale monitoraggio. Si tratta di “centraline” efficienti e raffinate: un solo alveare copre un’area estesa per parecchi chilometri e le api bottinatrici operano milioni di microprelievi di nettare, polline, propoli e acqua. Ecco perché gli alveari metropolitani sono preziosi ed insostituibili bioindicatori, dei quali a scopo di ricerca ci stiamo servendo da anni per meglio comprendere le caratteristiche di un allevamento apistico in un ambiente urbano. Come pure per misurare l’apporto ecosistemico dell’ape.

Ed è proprio in questa direzione che va la collaborazione di recente avviata tra la FAIFederazione Apicoltori Italiani e l’Arma dei Carabinieri: un protocollo d’intesa che mira alla tutela e alla salvaguardia dell’ape italiana, contadina o cittadina che sia.

Tra i progetti, “ApinCittà”, una rete di monitoraggio della biodiversità vegetale e della qualità dell’aria di Roma Capitale.

Visita Apiario Urbano 3


















API IN CASA: COSA FARE

Ripresa primaverile, temperature in rialzo, prolungamento delle ore di luce, abbondanza di fioriture: sono le condizioni che spingono le api a sciamare, a formare cioè una nuova famiglia che si divide da quella originaria perché non c’è più spazio nell’alveare.

Succede allora che le esploratrici, che per diversi giorni hanno perlustrato l’ambiente circostante, scelgano un posto riparato e in grado di accogliere qualche migliaio di operaie e la vecchia regina.

Lo sciame in uscita potrà allora optare per lo stipite di una finestra, il cassettone di una serranda, un comignolo o il foro di un’intercapedine: vediamo come far fronte ad una tale situazione.

La prima cosa da sapere è che le api, se non disturbate, non sono aggressive. Quando sciamano, inoltre, sono cariche di miele e ciò le rende più mansuete. Evitare, comunque, di rimuoverle con fumo, fuoco, insetticidi spray o altre cose del genere: È VIETATO UCCIDERLE e il recupero dello sciame è disciplinato per legge. Sarà bene, invece, isolare l’ambiente interessato e contattare subito la FAI-Federazione Apicoltori Italiani avvisando della loro presenza in casa. La chiamata sarà assegnata a chi, tra i volontari delle Associazioni territoriali, è più pronto all’intervento presso l’abitazione del privato cittadino. È l’apicoltore, infatti, l’unica persona in grado di valutare la natura del recupero, che verrà effettuato con le accortezze del caso e usando le protezioni individuali: maschera, tuta, guanti e affumicatore per tenere calme le api che, una volta recuperate, torneranno a nuova vita!