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AMBIENTE
ANDAR PER PIETRE
01/05/2018

di Cristian Biagioni [Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa]
e Andrea Dini [Istituto di Geoscienze e Georisorse, CNR-Pisa]


Un mondo da scoprire fra collezionismo e ricerca scientifica

FOTO APERTURA - fare uno sfondo così per articoloIl collezionismo mineralogico è un’attività antica come l’uomo. In alcuni siti archeologici sono stati recuperati monili formati da cristalli di quarzo e Plinio il Vecchio riporta, nella sua Naturalis Historia, come la ricerca dei cristalli fosse divenuta una vera e propria attività nella regione alpina già al tempo dei Romani.

Foto: [L'ametista è una varietà di quarzo, spesso associata a rocce basaltiche subalcaline ed è caratterizzata da un colore viola intenso]

Addirittura, una lama di pugnale dell’età del Bronzo è stata trovata incastrata in un geode sul versante italiano della Punta d’Arbola, in Val Formazza (Piemonte). Probabilmente, la perfezione dei cristalli ha da sempre attirato e incuriosito l’uomo, stupito di fronte alla bellezza di queste creazioni della natura. Talmente perfette da far attribuire proprietà magiche o taumaturgiche a numerosi minerali. Ma questi ultimi non erano solo oggetto di raccolta e contemplazione. Lo sviluppo della civiltà umana è stato mosso dallo sfruttamento delle risorse minerarie, sin dai primordi della sua storia.

FOTO BTuttavia, è solo a partire dal XVI secolo che si consolida l’abitudine, da parte dell’élite culturale, di raccogliere e conservare ciò che di curioso e insolito la natura potesse offrire. La natura elitaria del collezionismo mineralogico è proseguita sino alla prima metà del Novecento. Da quel momento, la raccolta dei minerali divenne un’attività culturale di massa, che vide il fiorire di numerosi gruppi di appassionati sparsi sul territorio nazionale. È quello il periodo in cui emergono anche le prime leggi volte a regolamentare la raccolta di campioni mineralogici in ambito locale e regionale; contemporaneamente, i collezionisti hanno acquisito una nuova consapevolezza del loro ruolo.




Foto: [La pirite è un minerale composto da disolfuro di ferro e prende il nome dal termine greco πῦρ pyr (fuoco) poiché produce scintille se percosso con un pezzo di metallo.] 

FOTO D
IN ITALIA RECORD DI SCOPERTE

È sempre più frequente la stretta collaborazione fra gli amatori delle Scienze mineralogiche e i centri di ricerca istituzionali. Questa sinergia ha prodotto interessanti risultati, sia in termini di scoperte scientifiche che di divulgazione delle conoscenze. Basti pensare che l’Italia è il terzo Paese per numero di specie mineralogiche identificate per la prima volta al mondo sul proprio territorio. Al 2017 sono infatti ben 348 i minerali con località tipo italiana, a fronte delle 799 specie scoperte negli Stati Uniti e le 765 in Russia. Ma questi Stati hanno superfici ben più estese dell’Italia! Delle oltre 5.200 specie di minerali oggi note, oltre 1.600 sono state identificate anche in Italia. Numeri davvero importanti, frutto della grande geo-diversità del nostro territorio, ma non solo. Infatti è risultato strategico il capillare campionamento delle emergenze mineralogiche condotto dai collezionisti che, nel loro tempo libero, hanno esplorato e indagato vecchi e nuovi siti, portando spesso all’attenzione dei ricercatori importanti campioni.

È questo il caso degli studi condotti su una piccola mineralizzazione a molibdeno presente nella Sardegna meridionale (Su Seinargiu). Fino a 15 anni fa, era considerata solo una delle tante ricerche minerarie minori sparse sul territorio sardo. L’attenta ricerca condotta da un gruppo di appassionati locali ha portato a raccogliere interessantissimi campioni fra i quali si celavano ben 8 specie mineralogiche nuove. Fra di esse, di assoluta rilevanza mondiale, i primi molibdati di torio o il primo alogenuro naturale di torio. Tutti campioni con cristalli piccolissimi, che però aprono ampi orizzonti alla ricerca scientifica, per comprendere i meccanismi geologici che hanno plasmato i nostri territori.

FOTO ETalvolta le conseguenze delle scoperte scientifiche favorite dai collezionisti possono avere impatti sociali importanti. Basti pensare alla scoperta della contaminazione da tallio in Versilia (Toscana), promossa dallo studio di esemplari mineralogici. La scoperta scientifica ha portato alla risoluzione delle potenziali minacce sanitarie per le popolazioni.

La conoscenza mineralogica del nostro Paese, attuata tramite un campionamento controllato, offre molteplici spunti di riflessione, consentendo l’individuazione di geositi di interesse scientifico e/o storico da studiare, tutelare e valorizzare e portando alla luce nuove problematiche geologiche, talvolta con importanti risvolti socio-economici. Una gestione oculata del territorio passa attraverso la sua conoscenza: lo studio delle emergenze mineralogiche è un aspetto importante che dovrebbe essere incentivato, anche a giovamento delle generazioni future che troverebbero in questa attività un momento ricreativo di crescita culturale.

info: www.socminpet.it/