Menu
Mostra menu
VERO O FALSO
Al succo della questione
18/08/2016
di Lando Desiati


Al succo della questioneLa frutta fresca, lo sappiamo, è una fonte indispensabile di vitamine (soprattutto provitamina A e vitamina C), sali minerali, fibre e antiossidanti, nonché di acqua e zuccheri: i nutrizionisti ne raccomandano, infatti, il consumo di almeno una porzione a ogni pasto. Eppure, come ben sa chi ha figli piccoli, è spesso difficile riuscire a convincere i bambini a consumare regolarmente frutta fresca. Fermo restando che la cosa migliore sia comunque dare il buon esempio, consumandola noi adulti per primi e proponendola con regolarità ai nostri figli, un’alternativa a volte percorribile potrebbe essere quella di sfruttare l’appeal di certe bevande a base di frutta, che i bambini sembrano talora preferire, forse anche a causa del marketing mirato retrostante, che associa a queste tipologie di prodotti le immagini del supereroe preferito o del successo cinematografico del momento. Immaginiamo dunque di trovarci di fronte al banco del supermercato, e di dover scegliere (nel poco tempo che di solito abbiamo a disposizione) tra un “succo di frutta” e un “nettare di frutta”: quale prodotto conviene acquistare per ottenere la qualità maggiore?

Per sciogliere l’amletico dubbio, soprattutto nel caso in cui il tempo tiranno o la dimensione estremamente ridotta dei caratteri ci impediscano di leggere con attenzione l’etichetta, è utile un po’ di conoscenza di normativa alimentare: in base alla legislazione vigente (comunitaria e nazionale), infatti, per “succo di frutta” si intende un prodotto derivato al 100% dalla “parte commestibile di frutta sana e matura, fresca o conservata mediante refrigerazione o congelamento”, mentre la denominazione “nettare di frutta” designa un prodotto “ottenuto con l'aggiunta di acqua, con o senza l'aggiunta di zuccheri e/o miele”.
Per dare un’idea, un “nettare di pera” contiene, per legge, un minimo di 50% di pera (ma per altri frutti, come il ribes rosso, si scende addirittura al 25%), mentre il resto è costituito prevalentemente da acqua ed, eventualmente, zuccheri (fino a un 20% circa del peso totale del prodotto finito). Dico“eventualmente”perché, in effetti, è prevista la possibilità di non aggiungere edulcoranti (né naturali, né artificiali), indicando nell’etichetta di questi nettari di frutta: “contiene naturalmente zuccheri”. Nei succhi di frutta, invece, la presenza di zuccheri aggiunti è di norma vietata, così come vietata è l’indicazione “senza zuccheri aggiunti” nelle rispettive etichette: l’unica indicazione che il consumatore potrà trovare (ma solo fino al 28 ottobre 2016), pertanto, sarà “dal 28 aprile 2015 i succhi di frutta non possono contenere zuccheri aggiunti”.
E se invece sul nostro ipotetico scaffale di supermercato ci trovassimo di fronte a un “succo e polpa di frutta”? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa tipologia di bevanda è una sottocategoria del “nettare di frutta”, denominata così quando ottenuta non dalla frutta intera, ma esclusivamente dalla “purea di frutta”, anche concentrata.
In conclusione, se proprio non possiamo preferire la frutta fresca e siamo costretti a rivolgerci alle bevande a base di frutta, sia per la qualità del prodotto finito, sia per evitare di apportare inutilmente calorie aggiuntive e spesso (probabilmente) superflue alla dieta dei nostri bambini, meglio scartare il “nettare di frutta” e il “succo e polpa di frutta”, e scegliere il “succo di frutta”!


#Natura - anno XVII - N. 91   Gennaio-Aprile 2016