Menu
Mostra menu
UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
NATHANIEL WALLICH E IL PINUS WALLICHIANA A.B.JACKS
16/02/2018


wallich3Quando si dedica la propria vita all’amore per le piante e per la scienza non bastano i capovolgimenti della storia e le sorti di un clima ostile a fermare l’azione di un uomo, attento studioso motivato ad approfondire e poi a trasmettere le conoscenze botaniche e la propria passione al mondo. Questo è accaduto al botanico danese Nathaniel Wallich. Nato a Copenhagen nel 1786, dopo aver studiato botanica e chirurgia (ancora a quei tempi i botanici erano anche medici), nel 1807 si imbarca per l’India dove trova impiego come medico chirurgo presso la Compagnia danese delle Indie orientali a Serampore, vicino Calcutta nel Bengala. I danesi però sono alleati dei francesi e nella guerra tra francesi e inglesi viene fatto prigioniero dagli inglesi per un anno. Rilasciato per i suoi meriti diventerà, con l’East India NATHANIEL WALLICH E IL PINUS WALLICHIANA A.B. JACKS Uomini e Piante Company e oramai naturalizzato inglese, un punto di riferimento per la cultura botanica di quegli anni in India. Nathaniel Wallich sarà: direttore dell’Orto botanico di Calcutta dal 1817 al 1846, coordinatore delle diverse esplorazioni con formazione e assistenza per i principali cacciatori di piante e, allo stesso tempo, parteciperà lui stesso a diverse esplorazioni. Spedirà semi e piante in Europa con un sistema di trasporto brevettato.
Oltre a diventare il creatore dell’Indian Museum di Calcutta, sarà autore di due testi fondamentali per la cultura botanica indiana: Tentamen Florae Nepalensis Illustratae in due volumi e Plantae Asiaticae rariores in tre volumi con numerose illustrazioni. Lavorerà inoltre alla scoperta e alla produzione di piante di tè nella regione dell’Assam lasciando un erbario chiamato “Wallich Catalogue” (oggi conservato ai Kew Gardens) con più di 22.000 esemplari. Vivendo in un clima con temperature elevatissime, per riprendersi da periodiche malattie (tra queste anche il colera) spesso torna in Europa, dove si trasferirà nel 1846 a Londra con la seconda moglie Sophia Collings e i suoi figli, dopo essere diventato Vice-Presidente della Linnean Society, morirà nel 1854 all’età di 68 anni. Alla sua memoria sono state dedicate ben 38 piante. Tra queste quel Pinopinus wallichiana 2 eccelso originario delle regioni temperate dell’- Himalaya con un areale che si estende dall’ Afghanistan, fino al Nepal e Bhutan che Wallich aveva scoperto e chiamato Pinus excelsa Wall. e che nel 1938 il botanico inglese ed esperto di conifere Albert Bruce Jackson chiamò in suo onore Pinus wallichiana A.B.Jacks. Grande albero di aspetto elegante cupoliforme e slanciato a rapido accrescimento che può raggiungere anche 30 metri di altezza, con rami bassi che partono per tutta la lunghezza del tronco vestendo l’albero fino alla base, il Pinus wallichiana è stato importato in Europa nel 1823 come albero ornamentale per la sua sagoma elegante , il colore glauco della chioma e i caratteristici aghi lunghi, più di quelli di tutti gli altri pini , flessibili e pendenti portati in gruppi di 5, verdi glauchi sopra, con righe bianco bluastre sotto; e i coni curvi resinosi lunghi 30 centimetri prima verdi (azzurri il primo anno) e poi marroni a maturità.