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UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
IL TESORO DEI CAVALIERI
22/07/2019


FOTO OK Cynomorium6Il Fungo di Malta è una pianta unica, rara e ricca di storia già usata nel Medioevo dai medici arabi. Il nome tarthuth (tesoro delle droghe), è dovuto alle sue numerose proprietà terapeutiche. Quello che sembra essere un fungo in realtà è una pianta oloparassita cioè totalmente dipendente dal suo ospite, non avendo clorofilla e non essendo in grado di fare fotosintesi. Il fungo maltese vive nelle zone costiere, in terreni aridi o nelle dune sabbiose e saline, e trascorre la maggior parte della vita sotto terra grazie a un rizoma, nutrendosi e parassitandosi con le radici delle piante ospiti vicine (piante alofite della macchia mediterranea come Tamarix L., Atriplex L., Inula L., etc.). In primavera, dopo le piogge invernali, come per prodigio dal terreno sabbioso sbucano i suoi fusti carnosi a forma di clava, ricoperti da squame ovatoacuminate e poi da spighe ad asse ingrossato che portano fiori scarlatti dall’odore dolce e leggermente simile a quello del cavolo, che attrae le mosche impollinatrici. I fiori, talmente piccoli da non poter essere visti singolarmente (ricordano una pelliccia ruvida), a maturazione acquistano un color rosso scuro borgogna e, dopo essere stati impollinati dalle mosche avvizziscono, la punta diventa nera portando come frutto una piccola noce indeiscente.

Il nome botanico del fungo maltese è Cynomorium coccineum L., unico genere della famiglia delle Cynomoriaceae, ed è stato creato da Linneo nel 1753 nel suo Species plantarum che, per la somiglianza del fusto carnoso della pianta al membro di un cane, derivò il nome del genere dai termini greci kynos (cane) e morion (pene), e quello della specie dal colore. Originario delle zone desertiche e subdesertiche, dal bacino mediterraneo all'Asia centrale (esiste una sottospecie nell’areale asiatico: il Cynomorium coccineum subsp. songaricum (Rupr.) J. Léonard usato nella fitoterapia cinese con il nome di suoyang), il Cynomorium coccineum in Italia è molto raro e presente esclusivamente in Sardegna nei dintorni di Cagliari e sulla costa sud-ovest a Portoscuso, in Sicilia e in Basilicata. Il suo nome comune invece, fungo maltese, deriva dall’uso terapeutico che i Cavalieri Ospitalieri di Malta facevano, ancora fino alla fine del ‘700, della pianta che vive nel piccolo isolotto roccioso di Gozo di fronte a Malta, poi chiamato dal nome della pianta Fungus Rock. Per l’inconfondibile forma fallica dei suoi fusti rivestiti di spighe, nacque la leggenda che le sue spighe essiccate avessero effetti afrodisiaci e spermato-poietici, e per questo i Cavalieri decisero di controllare l’accesso giorno e notte all’isola e alla pianta con sorveglianti speciali e preservare questo “tesoro botanico” che dopo essere stato raccolto e seccato veniva venduto a caro prezzo e in particolare alle famiglie dei regnanti di tutta Europa. La polpa interna del fusto è commestibile e dal sapore simile alla mela con proprietà astringenti e rinfrescanti. In passato in diverse regioni del Medio Oriente è stata utilizzata come alimento in caso di carestie. Oggi, grazie agli studi fatti da un team di ricercatori dell’Università di Cagliari e pubblicati su Nutriens, abbiamo scoperto che le sue numerose proprietà terapeutiche non sono solo leggendarie (oltre a quelle citate ricordiamo l’uso che i Cavalieri Ospitalieri facevano della pianta seccata come emostatico, per guarire ulcere e dissenteria) e che il Fungo di Malta è una preziosa fonte di antiossidanti.