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UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
AUGUSTINE HENRY E L’EMMENOPTERYS HENRYI OLIV.
01/05/2018

Oh se conosceste il tedio della vita d’un esule. Sono diventato un gran collezionista di piante e, avendo ormai esaurito il circondario, ho pensato di andarmene sulle montagne


emmenopterys 1

Augustine HenryQueste le parole che sintetizzano la vita e l’opera di Augustine Henry, medico, botanico, sinologo, autore insieme ad Henry John Elwes dell’opera in 7 volumi “Trees of Great Britain and Ireland”. Un botanico che, dopo aver passato vent’anni in Cina, è riuscito grazie al suo lavoro a far conoscere le ricchezze della flora cinese, fino ad allora rimaste sconosciute in occidente, inviando ai Kew Gardens di Londra oltre 15mila campioni essiccati e semi, scoprendo 25 nuovi generi e 500 nuove specie. Nato il 2 luglio 1857 a Dundee, in Scozia, da una famiglia irlandese, dopo un'esperienza ospedaliera di un anno a Londra, si laurea in medicina alla Queen's University di Belfast nel 1879. Qui incontra Sir Robert Hart, ispettore generale del Servizio imperiale cinese di dogana marittima che lo incoraggia ad andare a lavorare in Cina. Detto fatto. A 24 anni, nell'autunno del 1881, si trasferisce in Cina dove entra come ufficiale assistente medico e alla dogana nel suddetto Servizio imperiale a Shangai. Viene mandato a Yichang nella sperduta provincia dell’Hubei per studiare le piante usate nella medicina cinese. Per i successivi venti anni, fino al 1900, lavora nelle remote province dello Hupeh, Szechuan, Yunnan e Formosa (oggi Taiwan). Alto e snello, capelli biondi, occhi azzurri, barba rossa, nonostante il clima, che sarà fatale per la sua prima moglie, è sempre pieno di energia, lavora di giorno e raccoglie di sera, trasforma un po’ alla volta il suo passatempo in una passione dominante. Henry ritorna in Europa nel 1900, dedicandosi agli alberi e alla silvicoltura irlandese della quale diventerà uno dei fondatori, si sposa per la seconda volta nel 1908 e muore il 23 marzo 1930, a 73 anni. A lui il botanico inglese Daniel Oliver nel 1889 in “Hooker's Icones Plantarum…” dedica il nome di una pianta presente in tutte le odierne collezioni dendrologiche per la difficile e preziosa fioritura: l’Emmenopterys henryi Oliv., un albero deciduo della famiglia delle Rubiaceae originario delle foreste temperate della Cina centrale e meridionale. Oliver deriva il nome del genere dal greco “emmeno” (permanente) e “pterys” (ala) per la caratteristica dei suoi fiori che portano nel calice un sepalo petaolide, bianco e persistente, fino alla maturazione del frutto. Fiorisce d’estate, su esemplari adulti e con un’alternanza di inverni freddi ed estati calde e asciutte, con fiori bianchi profumati e campanulati disposti sui rami su racemi terminali. In primavera porta germogli rosso-violacei che si trasformano in giovani foglie rosse opposte e ovali che durante l'estate diventano verdi lucide. La prima volta che è fiorito nell’Europa continentale è stato nel 1971 nell'arboreto di Villa Taranto sul Lago Maggiore dopo essere stato messo a dimora nel 1947.