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UOMINI E PIANTE a cura di Antimo Palumbo
ADAM AFZELIUS E L’AFZELIA QUANZENSIS WELW
30/04/2018


AFZELIA QUANZENSISGli alberi non ci regalano solo fiori, frutti, ossigeno, ombra e bellezza, ma talvolta anche semi molto decorativi e ricercati, che possono portare a chiamare l’Afzelia quanzensis Welw, una leguminosa della famiglia delle Cesalpiniaceae, l’Albero dei fagioli della fortuna, in inglese lucky bean tree.

Albero africano dalla grande chioma, può crescere fino a trenta metri di altezza, con rami pendenti che lo possono far assomigliare da lontano a un eucalipto, nei boschi a bassa altitudine e nelle foreste secche, solitamente in sabbia profonda. Deve il nome del genere al botanico inglese (fondatore della Linnean Society), James Edward Smith che nel 1798 in “Transactions of the Linnean Society of London” chiamò così la Afzelia africana sm. dedicando il nome del genere di questo albero al suo scopritore ovvero al botanico svedese Adam Afzelius quando quest’ultimo era ancora vivente e aveva 48 anni. Studia all’università di Uppsala lingue e scienze naturali come allievo di Linneo (curerà poi nel 1823 la pubblicazione dell’autobiografia di Linneo).

Nel 1789 si trasferisce a Londra dove frequenta i membri della Royal Society, James Edward Smith e Joseph Banks, che lo invitano a partecipare a due viaggi con la Sierra Leone Company nell’Africa dell’Ovest per studiare la geografia, il clima e le risorse naturali del Paese. In questi viaggi Afzelius scopre quest’albero durante le sue esplorazioni. L’Afzelia quanzensis deve invece il nome della specie al botanico austriaco esploratore dell’Angola Friedrich Welwitsch che nel 1859 in “Apontamentos Phytogeographicos” la chiamò quanzensis riferendosi al fiume Cuanza in Angola, dove aveva scoperto l’albero. Particolari sono i suoi semi neri avvolti da arilli scarlatti usati e ricercati per fare ciondoli portafortuna e i suoi fiori papilionacei dai sepali verdi e petali rosso rosato. Il suo legno bruno dorato o rossastro (commercializzato con il nome doussiè) è resistente, ha una buona venatura ed era usato per fare mobili, rivestimenti e pavimenti come pure navi, piste per velodromi, e traverse ferroviarie. Oggi, e per fortuna, è un albero protetto.