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PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
SE L’OCCHIO È A CILIEGIA
08/01/2020

di Monica Nocciolini



DOMESTICI - sguardo cane OKUn sottile sipario calato a oscurare la pupilla dell’amatissimo pet: ed è subito panico per quello strano “effetto ciliegia” – si chiama proprio così anche in letteratura - che trasforma l'occhio fino a un momento prima vispissimo di cane, gatto, coniglietto, canarino e anche serpente o iguana in un globo opaco senza più pupilla. Che succede? È la cosiddetta terza palpebra, membrana nittitante che anche noi umani possedevamo nelle epoche remote di grotte e di clave e di cui conserviamo traccia nell’angolo interno dei nostri occhi, dal lato del naso, in quella che si chiama plica semilunare. Molti animali la possiedono invece intatta, benché in sostanziale “disarmo”. La sua funzione è protettiva: riparare l’occhio da polvere, schegge, acqua nel caso di molti pesci, consentendo però all’animale di continuare a vederci bene. Per i domestici, però, ciò si rende sempre meno necessario e il siparietto di derma va soggetto a lassità. Cala la palpebra, in pratica. La patologia non richiede panico, ma nemmeno spallucce: se il prolasso della membrana non recede spontaneamente nel giro di poco, l’amico peloso, piumoso o squamoso va curato. Talvolta sono sufficienti terapia a base di colliri e riposizionamento manuale, ma se il problema persiste o in caso di recidive può rendersi necessario un approccio chirurgico, soprattutto se il problema si accompagna al prolasso della relativa ghiandola lacrimale. A meno di traumi successivi, l’intervento è risolutivo: ghiandola e palpebra vengono ricollocate al loro posto in una sacca che il veterinario avrà creato chirurgicamente.