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PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
ARLECCHINO, IL PENULTIMO STALLONE
07/04/2020

di Monica Nocciolini



REDDITO - Asino pantesco gruppo panoramaQuando Arlecchino fu inghiottito dal mare antistante il porto di Pantelleria, la Sicilia intera restò col fiato sospeso: lui era l’ultimo stallone di asino pantesco e lo stavano trasportando sull’isola proprio affinché fecondasse l’unica fattrice rimasta. La razza venne data per spacciata. E invece no: la Regione Sicilia l’ha salvata dall’estinzione per un crine, tanto che nel 2018 erano 77 gli esemplari censiti. Nel 2016, frattanto, un maschio chiamato Horus era stato rintracciato in Piemonte, niente di meno.

Segno particolare di questo solido equide: il passo dell’ambio, un’andatura tutta particolare con cui l’asino pantesco – unico al mondo a trotterellare spontaneamente in questo modo – muove contemporaneamente le zampe del medesimo fianco, risultando veloce anche sui viottoli ciottolosi di Pantelleria. È qui che lo si trova docile e infaticabile collaboratore dell’uomo fin dal I secolo avanti Cristo, esito di un incrocio tra l’asino ragusano e il cugino selvatico africano.

Oggi si può sussurrare che il progetto di tutela avviato nel 1989 dall’Azienda regionale Foreste Demaniali abbia fatto centro. Capofila del recupero dell’asino pantesco, iscritto al Registro anagrafico per le razze equine ed asinine a limitata diffusione, è l’allevamento San Matteo di Erice che adesso ospita 66 piccoli ciuchi tra cui 23 femmine, insieme alla tenuta di Ambelia dell’Istituto regionale per l’incremento ippico.

La Regione Sicilia, per rafforzarne la presenza, ha emesso un bando per concederne 18 in comodato d’uso gratuito per attività didattiche, di onoterapia, ludico-sportive, ma anche di riproduzione. Dallo scorso autunno, i 13 maschi e le 5 femmine protagonisti dell’iniziativa non hanno che da moltiplicarsi nei loro nuovi habitat.