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EDITOR a cura di Giula Corrado
STAGNO E RANA
11/08/2020
di Giulia Corrado


FOTO ADolci, sonore, rauche rane,
sempre ho voluto farmi rana,
sempre ho amato lo stagno, le foglie
sottili come filamenti,
il mondo verde dei nasturzi
con le rane padrone del cielo.
(Pablo Neruda)





OSSERVANDO GLI SPECCHI D’ACQUA:

Tra gli specchi d’acqua più importanti e ricchi di biodiversità troviamo lo stagno: una raccolta d’acqua dolce e ferma, di ridotte dimensioni e non molto profonda. Un ecosistema a tutti gli effetti, esattamente a metà strada tra un lago e una palude. Da dove nasce uno stagno? Spesso si tratta dell’evoluzione di un bacino idrico già esistente, che via via si rimpicciolisce, contenendo sempre meno acqua.

E sapete chi è la regina degli stagni? Sì, è proprio lei, la RANA!

FOTO BDA UOVO A GIRINO…

Per la vita delle rane l’acqua è un elemento fondamentale fin dalla deposizione delle uova che, non essendo ricoperte da un guscio rigido (come quello degli uccelli), in grado di isolarle dall’ambiente esterno, hanno un costante bisogno di essere idratate. Esse si presentano gelatinose con un puntino nero all'interno, la rana femmina le depone in gruppo sul ciglio dello stagno. L’embrione si nutre della sostanza gelatinosa che lo avvolge e, quando sarà grande abbastanza, il girino uscirà per affrontare la sua prima vita.

…DA GIRINO A RANA:

Dopo 5 giorni dalla deposizione delle uova si possono già vedere fuoriuscire velocissimi girini.

Ma chi sono i girini? Sono creature davvero incredibili: respirano attraverso le branchie come i pesci ma al loro interno si stanno formando i polmoni che consentiranno loro poi di respirare fuori dall’acqua. I girini mangiano, crescono e si trasformano: trascorsi due mesi ecco che spuntano le zampe posteriori e poi quelle anteriori, dopo tre mesi il piccolo girino può fare un grande respiro con i suoi polmoni e saltare fuori dallo stagno.

La coda, rimasuglio della vita da girino, piano piano regredisce e puff! sparisce Ora è una vera rana.

FOTO C
#LOSAPEVATECHE
: Gli anfibi si dividono in urodeli, che hanno la coda come salamandre e tritoni, e anuri, che non hanno la coda come rane, raganelle e rospi.

RANA O ROSPO?

Spesso li confondiamo, eppure sono abbastanza diversi. Vediamo da vicino in cosa differiscono, cosicché non ci potremo più sbagliare.

Una questione di pelle: quella delle rane è più liscia, morbida e umida rispetto a quella del rospo.

Saltare o correre? Le rane sono per antonomasia ottime saltatrici oltre ad essere delle vere nuotatrici: i rospi invece sono per loro natura corridori e resistenti camminatori.

Aspetto fisico: le rane sono più snelle e sottili e le zampe sono ricoperte da una membrana che permette loro di nuotare meglio. Il rospo invece è più robusto e di grossa stazza.

Dove vivono? La rana è decisamente acquatica e la sua pelle richiede una costante idratazione, il rospo invece vive principalmente sulla terraferma.

#LOSAPEVATECHE: un animale da record, la rana dorata o rana freccia è una delle più velenose al mondo. Poi abbiamo la rana più piccola del mondo che è la Paedophryne amauensis, scoperta in Nuova Guinea, misura appena 7,7 mm e quella più grande, la Conraua goliath, che vive in Africa e può superare i 30 cm di lunghezza.

FOTO D
UN FIORE NELLO STAGNO: LA NINFEA

La ninfea (Nimphaea) è tra le piante acquatiche più famose e diffuse con fiori ornamentali molto grandi e di svariati colori, tanto da essere protagonista nei quadri di molti artisti.

La cosa che più colpisce di questa pianta è che le foglie dalla forma tondeggiante galleggiano insieme ai loro fiori e possono anche ricoprire l’intero stagno in cui vivono mentre le sue radici sono bene ancorate al fondo.

I fiori si aprono di giorno e si chiudono di notte e purtroppo la loro durata è molto breve, solo qualche giorno, ma da maggio a settembre la fioritura è garantita.

Di cosa ha bisogno la ninfea per sbocciare? Deve essere esposta al sole per poter esprimere tutta la sua bellezza.

Esistono numerose varietà di ninfee che cambiano sia per forma sia per colore: dal classico e sempre elegante bianco, al rosa chiaro, fucsia, giallo, rosso e anche al più onirico blu.

FOTO E
#LOSAPEVATECHE
: Nei Paesi anglosassoni il fiore della ninfea è anche chiamato “giglio d’acqua” e simboleggia la purezza.

RANA E NINFEA...













UN GIOCO PER TUTTI

COSA OCCORRE:

  • Piatto bianco di carta (o verde, magari avanzato da qualche festa di compleanno)
  • Cartoncino bianco
  • Pennello
  • Tempera verde
  • Matita
  • Pastelli colorati
  • Forbici
  • Colla
  • Carta crespa gialla.

PROCEDIMENTO:

Prendiamo il piatto di carta, pitturiamolo interamente di verde e lasciamolo asciugare: sarà la foglia della nostra ninfea;

tagliamo dal piatto uno spicchio (poco più di un quarto);

ritagliamo il cartoncino bianco in modo da creare tre petali che poi coloreremo con i pastelli e che sovrapporremo;

con un pezzetto di carta crespa gialla realizziamo il polline del fiore;

poggiamo una mano sul cartoncino e tracciamo la sagoma delle dita, la ritagliamo e la coloriamo di verde. Disegniamo due grandi cerchi che saranno gli occhi della nostra rana e tracciamo con la matita un sorriso sul palmo della mano.

Incolliamo la nostra rana e il nostro fiore sul piatto.

IL NOSTRO LAVORETTO È PRONTO !