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"Attenti" al cane

Nella recente ordinanza per la tutela dalle razze canine potenzialmente aggressive, non mancano opportune considerazioni in loro difesa

Pit Bull. La loro razza è considerata tra le più pericolose ed aggressiveIntendiamo parlare di cani e di un’ordinanza che li riguarda, quella relativa alla “Tutela dell’incolumità pubblica dell’aggressione dei cani”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13 gennaio 2007, a cura del Ministero della Salute. In essa, prima di presentare i sei articoli che condensano i suoi intendimenti, Livia Turco, a capo del Dicastero, introduce alcune considerazioni per una conoscenza più approfondita del testo. Innanzitutto, ci rammenta di aver “visto” la legge 14 agosto 1991, n. 281, che stabilisce, fra l’altro, come lo “Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi e favorisce la corretta convivenza tra uomo ed animale”. E aggiunge di aver “tenuto conto” degli episodi di aggressione alle persone da parte di cani, ritenendo necessario ed urgente adottare, in attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia, disposizioni cautelari a tutela della salute pubblica.

Questo il preambolo; ecco ora i divieti. Molti. È vietato “l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressività dei cani”, così come non è permessa “qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di sviluppare l’aggressività”, alla pari della “sottoposizione di cani a doping” e agli interventi “chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un cane, o finalizzati ad altri scopi non curativi, in particolare il taglio della coda, delle orecchie, la recisione delle corde vocali”. Ed ecco quanto è obbligatorio. “I proprietari e detentori di cani hanno l’obbligo di applicare la museruola o il guinzaglio ai cani quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico”. Infine, in risposta ad una considerazione che si legge nell’introduzione alla Ordinanza Ministeriale, ovvero: “l’uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani procura paura e sofferenza e può provocare reazioni di aggressività da parte degli animali stessi”, si stabilisce che “l’impiego di tali strumenti si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi è perseguibile ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 189”.

Il Ministro ha inoltre precisato che è “vietato acquistare, possedere o detenere cani” qualificati come “a rischio di aggressività” da parte di “delinquenti abituali o per tendenza, a chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale” ed a tutti coloro che abbiano riportato “condanne, anche non definitive, per delitto non colposo contro la persona o il patrimonio” e per altri reati. Dispone poi l’obbligo per i proprietari di stipulare una polizza di assicurazione per danni contro terzi. Nonché l’obbligo per i possessori di cani delle razze considerate pericolose, che non sono in grado di garantirne la sicurezza, di avvertire le Autorità veterinarie.

Il Ministero della Sanità ha inoltre pubblicato sul proprio sito l’Anagrafe Canina Nazionale. Attraverso questo portale chi trova un cane potrà verificarne il microchip o il tatuaggio per risalire al proprietario.



Le novità


Ecco le regole per i padroni: Museruola: obbligatoria insieme al collare per chi possiede un cane appartenente a una delle 17 razze “pericolose”, e lo vuole introdurre in un locale pubblico. Addestramento: è vietato se è teso a esaltare l’aggressività, anche con operazioni di selezione o incrocio tra razze. Doping: sempre vietato, finora veniva utilizzato per gli esemplari da combattimento. Assicurazione: obbligatoria una polizza di responsabilità civile per danni causati a terzi. Coda e orecchie: divieto di taglio, vale anche per le corde vocali. Sicurezza: i proprietari che non sono in grado di garantire la sicurezza devono avvertire le autorità veterinarie che possono decidere la soppressione dell’animale.



I diciassette


Un altro Pit Bull. In realtà, se ben educati, questi cani obbediscono senza problemi al loro capobranco: l’uomoElenco delle razze canine e degli incroci di razze a rischio di aggressività.
 
• American Bulldog
• Cane da pastore di Charplanina
• Cane da pastore dell’Anatolia
• Cane da pastore dell’Asia Centrale
• Cane da pastore del Caucaso
• Cane da Serra da Estreilla
• Dogo Argentino
• Fila brazileiro
• Perro da canapo majoero
• Perro da presa canario
• Perro da presa Mallorquin
• Pit bull
• Pit bull mastiff
• Pit bull terrier
• Rafeiro do alentejo
• Rottweiler
• Tosa Inu




Intervista al tenente colonnello Luciano Starace, Comandante del Centro Carabinieri Cinofili


Il Colonnello Luciano StaraceCome commenta, anche alla luce degli ultimi tragici fatti di cronaca, la recente ordinanza del Ministro della Salute per la “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani”?

«È un pessimo proprietario di cane, qualunque ne sia la razza, colui che tende ad esaltarne l’istinto aggressivo. Vi sono talune persone, infatti, che, anche solo per divertirsi, incitano il proprio cane a rincorrerne un altro di taglia più piccola, o un gatto. Tali atteggiamenti non fanno altro che risvegliare il naturale istinto aggressivo del “predatore”, sopito negli animali di qualunque specie o razza, ed esaltarlo, facendo loro intendere che il “gioco-aggressione” è una cosa naturale, fatta sia per propria soddisfazione che per compiacere il padrone (ovvero il “capo-branco”), con conseguenze talvolta tragiche: il cane, infatti, a lungo andare, potrebbe rivolgere d’iniziativa la propria attenzione anche su animali di taglia più grande e, successivamente, sulle persone, aggredendole. È necessario, quindi, educare prima il proprietario di un cane e, di seguito ed insieme, sia il proprietario che l’animale. La recente ordinanza del Ministro della Salute pone mirati limiti ed impone giusti divieti per tutelare l’incolumità pubblica dall’aggressione di cani, ma è fondamentale, soprattutto, l’educazione, sia dei proprietari dei cani che degli animali, a qualunque razza essi appartengano».

I cani in dotazione ai Nuclei Carabinieri Cinofili si sono mostrati aggressivi? E se sì, per quali ragioni?

«È ovvio che, sotto il profilo caratterologico, tutti i cani, anche se discendenti dalla stessa linea di sangue o appartenenti alla stessa razza, sono diversi tra loro (vi è il più audace, il più timoroso, il più tranquillo, il più esuberante, il più espansivo, il più equilibrato). Il conduttore di un cane dell’Arma, quindi, deve dapprima comprendere l’indole del quadrupede ricevuto in consegna e, successivamente, attraverso il gioco, la socializzazione, l’educazione e l’addestramento, correggerne eventualmente il carattere e rendere l’animale idoneo al servizio operativo nell’Arma. Quanto sopra presuppone, a monte, anche una oculata scelta del conduttore cui assegnare un determinato cane, affinché sia caratterialmente affine al quadrupede che dovrà addestrare e, in seguito, impiegare nell’attività istituzionale. È quasi impossibile, quindi, che un cane dell’Arma opportunamente selezionato, in perfetto stato di salute, socievole e ben addestrato possa improvvisamente mostrarsi aggressivo nei confronti del proprio conduttore o di terzi».

A quali razze appartengono i cani delle nostre unità cinofile?

«I cani in dotazione all’Arma sono razza “Pastore tedesco”, ma sono stati sperimentati con esito favorevole – ed a breve saranno immessi nei circuiti addestrativi ed operativi dell’Arma – anche “Labrador”, per l’attività di ricerca di sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi».

Ci sono cuccioli frutto di incroci a rischio?

«Il Centro Carabinieri Cinofili non acquista né addestra cuccioli, in quanto i cani vengono acquistati dal libero commercio quando hanno già un anno di età, dopo attenta selezione tendente a verificare sia il possesso di requisiti fisici che di quelli caratterologici necessari per l’immissione nel circuito addestrativo dell’Arma e per il successivo impiego operativo (temperamento, equilibrio, coraggio, socializzazione con l’uomo e l’ambiente, e così via)».

Come riuscite a coniugare l’assoluta obbedienza del cane al conduttore con la “aggressività controllata” in danno del reo?

«L’assoluta obbedienza del cane al proprio conduttore è conseguenza della passione, della cura e dell’amore per gli animali da parte del conduttore, dell’addestramento continuo dell’unità cinofila (uomo e cane) e del reciproco rispetto, nonché del grande amore che il cane nutre verso colui che lo accudisce e con il quale divide ogni momento della giornata. Al termine del periodo di socializzazione e di gioco, i quadrupedi iniziano l’addestramento vero e proprio, che non deve essere impositivo ed invadente, ma dolce e piacevole, in modo che il cane possa prenderlo come un gioco continuo da condividere con il proprio conduttore. Per tale ragione un cane ben addestrato si disinteressa delle altre persone e non le aggredisce d’iniziativa, in quanto con esse non condivide alcun interesse o attività ludica ed agisce (“aggressività controllata”) soltanto a seguito di preciso ordine del proprio conduttore. Il cane potrà agire d’iniziativa, attaccando senza avere ricevuto alcun ordine, soltanto per difendere se stesso o il conduttore da un pericolo improvviso e diretto: in tal caso non è l’aggressività dell’animale che emerge, ma il suo naturale istinto di conservazione per sé e di protezione per il proprio partner».