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Calendario storico

Anno 2015 - Capofamiglia, Ufficiale e pastore barbaricino

Calendario storico dell'Arma dei Carabinieri 2015 - Capofamiglia, Ufficiale e pastore barbaricino

Testo pagina destra

Se non fosse per i gran baffi, sarebbe difficile riconoscere la stessa persona nel pastore sardo e nell’Ufficiale dei Carabinieri della pagina a fianco: si tratta di Lussorio Cau, Carabiniere leggendario per le operazioni compiute nel contrastare il brigantaggio sardo alla fine dell’800. 
L’impresa più memorabile è quella passata alla storia come la “Battaglia di Morgogliai”: un conflitto a fuoco, di non comuni proporzioni per il tempo, che vide contrapposti i Carabinieri a numerosi briganti. La fotografia in alto mostra un lato inedito del militare Cau, quello famigliare, da dove traeva l’energia necessaria per esprimere la sua determinazione professionale. E’ l’immagine di un uomo sereno, nel mezzo della sua bella, grande famiglia, che amava profondamente.

Didascalia alle immagini
A destra, la famiglia del Maggiore dei Carabinieri Lussorio Cau, nel 1922 a Palermo. La consorte dell’Ufficiale, signora Ada Levanti, è la quarta da sinistra, seduta accanto alla suocera, signora Collotti, al centro. I figli del Maggiore Cau, Eraldo ed Ella, sono il primo sulla destra, vestito alla marinara, e accanto a lui la sorella, seduta, vestita di bianco. Le altre persone ritratte sono i cognati dell’Ufficiale (famiglia Levanti) con le rispetive consorti.

Nato a Borore (Nuoro), nel 1867, Lussorio Cau entrò a far parte dell’Arma nel 1887.
Assegnato, col grado di Vicebrigadiere, ad un Comando in Sicilia, si distinse subito nella lotta  al banditismo e contro la mafia. Promosso Brigadiere, gli venne assegnato il comando della Stazione Carabinieri di Orgosolo, nella natia Sardegna, ove avrebbe potuto, conoscendone i dialetti e le usanze, svolgere più proficuamente l’attività di servizio. Infatti, riuscì presto ad infiltrarsi nell’ambiente banditesco, assumendo per un periodo una falsa identità e indossando il costume sardo di pastore. Concluse la carriera nel 1928, col grado di Colonnello, decorato di Medaglia d’Oro e di Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Da “L’Illustrazione Popolare” del 19 novembre 1899.­

A destra, xilografia d’epoca sul banditismo sardo.