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Protezione e sicurezza sociale

Infortuni sul lavoro

Definizione

L’Infortunio sul lavoro è definito dall’art.2 del D.P.R. 1124/65 come:
Evento avvenuto, per causa violenta e in occasione di lavoro da cui derivi la morte del lavoratore o l’inabilità permanente al lavoro (assoluta o parziale), o l’inabilità temporanea assoluta che determini l’astensione al lavoro per più di tre giorni”. 
E’ da considerarsi infortunio anche quello nel corso del trasferimento al/dal luogo di lavoro (art.210 del D.P.R. 1124/65 ; art.12 d.lgs. 38/2000)

Incombenze da parte del datore di lavoro

(artt.13 e 53 d.p.r. 1124/65 )

Tutti gli infortuni che superano la prognosi di tre giorni devono essere denunciati dal datore di lavoro entro 2 giorni alla competente sede per territorio dell’INAIL., indipendentemente da ogni valutazione sulla sua indennizzabilità; la denuncia deve essere corredata dal certificato medico

N.B. Se dall’infortunio sia derivata la morte del lavoratore la denuncia va redatta e comunicata entro 24 ore.

Il datore di lavoro ha inoltre l’obbligo di denunciare, ai sensi dell’art.54 del D.P.R. 1124/65, tutti gli infortuni all’autorità di P.S. (Questore, o in mancanza il Sindaco); sarà compito dell’ autorità di P.S., per gli infortuni che provocano inabilità superiore ai 30 giorni di prognosi, attivare la Direzione Provinciale del lavoro, per svolgere l’inchiesta amministrativa sul sinistro.
E’ bene ricordare che la A.S.L. con un apposito dipartimento, ha competenza per tutto ciò che riguarda la prevenzione infortuni e igiene sui luoghi di lavoro.

Ai sensi dell’art.92 del D.P.R. n. 1124/65 tra gli altri compiti il datore di lavoro deve:

  • provvedere ai soccorsi d’urgenza ed al trasporto dell’infortunato;
  • consentire l’accesso in azienda agli ispettori (che isoleranno ed eventualmente sequestreranno strutture o macchinari);
  • annotare entro un giorno sul “Registro Infortuni” l’infortunio (art.4, c.5 lett.o) del d.lgs.626/94).

N.B. Il termine per la presentazione della denuncia d’infortunio decorre dalla compilazione del certificato medico.

Per controllare l’esattezza del modulo della denuncia d’infortunio bisogna verificare:

  • esatte generalità unitamente al codice fiscale del datore di lavoro e del lavoratore infortunato;
  • giorno e ora dell’infortunio;
  • cause e circostanze dell’infortunio;
  • salario percepito dall’infortunato nei 15 gg. precedenti all’infortunio. 

 

Obblighi del lavoratore
(artt.52 e 242 d.p.r. 1124/65 )

Deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio al datore di lavoro (pena la perdita dell’indennità).

 

La nuova normativa sul divieto di fumare
- 1^ scheda -

Ambito di applicazione della normativa

La normativa sul divieto di fumare si applica a tutti i locali chiusi pubblici e privati aperti ad utenti o al pubblico. Per quelli pubblici, poi, il comma 10 dell'art. 51 della legge n. 3/2003 mantiene immodificate le previgenti  disposizioni in materia, restando così confermato il divieto totale di fumo in scuole, ospedali, uffici della pubblica amministrazione, autoveicoli di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di privati concessionari di pubblici servizi per il trasporto collettivo di persone, taxi, metropolitane, treni, sale di attesa di aeroporti, stazioni ferroviarie, autofilotranviarie e portuali-marittime, biblioteche, musei, pinacoteche.
Le prescrizioni sono inoltre applicabili e vincolanti per la generalità dei «locali chiusi» privati aperti ad utenti o al pubblico, di cui al comma 1 del citato art. 51 della legge n. 3/2003, ivi compresi, oltre a bar e ristoranti, circoli privati e tutti i locali di intrattenimento, come le discoteche, e quelli ad essi assimilati, come le palestre, le sale corse, le sale gioco, le sale video games, le sale Bingo, i cinema multisala, i teatri, salva solo la facoltà di attrezzare a norma aree riservate a fumatori.

Aree per fumatori

La realizzazione di aree per fumatori non rappresenta affatto un obbligo, ma una facoltà, riservata ai pubblici esercizi e ai luoghi di lavoro che, qualora lo ritengano opportuno, possono attrezzare locali riservati ai fumatori adeguandoli ai requisiti tecnici dettati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2003.

Obblighi dei responsabili delle strutture ove vige il divieto di fumare

Al riguardo si precisa che sui soggetti responsabili della struttura o sui loro delegati ricadono gli obblighi di:

  • esporre i cartelli;
  • richiamare formalmente i trasgressori all'osservanza del divieto di fumare.

Inoltre:

  • i responsabili delle strutture private debbono segnalare, in caso di inottemperanza al richiamo, il comportamento del o dei trasgressori, ai pubblici ufficiali e agenti ai quali competono la contestazione della violazione del divieto e la conseguente redazione del verbale di contravvenzione;
  • i responsabili delle strutture pubbliche debbono procedere, in caso di inottemperanza, anche all’accertamento e alla contestazione dell’infrazione.

     

    La nuova normativa sul divieto di fumare
    - 2^ scheda -

Pubblici Ufficiali ed Agenti competenti ad accertare e  contestare le violazioni nei locali privati

In relazione all’individuazione dei soggetti incaricati di accertare e contestare le violazioni, l’Accordo stipulato in sede di Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 16 dicembre 2004, ha sancito che:

  • possono procedere all’accertamento ed alla contestazione delle infrazioni, su richiesta del responsabile della struttura o di chiunque intenda far accertare infrazioni a tale divieto, anche gli appartenenti ai corpi o servizi di polizia locale, nonché le guardie giurate espressamente adibite a tale servizio;
  • gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria svolgono le attività sopraindicate di propria iniziativa, ovvero nell’ambito dei servizi di cui sono incaricati, secondo quanto previsto dall’art.13, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689.

In relazione all’individuazione degli Ufficiali ed agenti competenti ad accertare e contestare le violazioni, va precisato che il citato Accordo ha posto una distinzione tra le Forze di polizia dello Stato, prioritariamente riferite alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e quelle della polizia locale, propriamente e principalmente riferite ai compiti di polizia amministrativa. In tale quadro, l’Accordo attribuisce soprattutto alla polizia locale i compiti inerenti all’osservanza del divieto di fumo.
Le forze di polizia dello Stato potranno comunque intervenire nelle situazioni di oggettivo pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica e per effettuare verifiche sull’osservanza della normativa, ma rimane comunque indubitabilmente escluso che ad essi possa essere indiscriminatamente richiesto di intervenire per la sola contestazione della violazione del divieto di fumo, con il rischio di una sia pur momentanea distrazione dalle prioritarie attività di prevenzione e repressione della criminalità e di controllo del territorio, attività che spettano comunque alle forze di polizia a competenza generale (Così testualmente la circ. del Min. Int. N. 557/PAS.19980.13500 (2) del 5 gennaio 2005).

Principio generale chiarificatore della normativa

Ogni eventuale dubbio che dovesse emergere dalla normativa sul divieto di fumare a tutela della salute dei non fumatori dovrà essere valutato alla luce del fondamentale principio cui è informata tale disciplina, in base al quale «è proibito fumare in tutti i locali chiusi, ad eccezione delle abitazioni private e dei locali riservati ai fumatori se esistenti e purché dotati delle caratteristiche previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 dicembre 2003».

 

Inquinamento elettromagnetico

Fonti normative che fissano i valori limite di esposizione ai campi elettromagnetici

Il D.P.C.M. del 23.04.1992, fissa i limiti massimi di esposizione ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno nonché le distanze dalle abitazioni in relazione alla tensione nominale dei conduttori.
Le disposizioni del D.M. Ambiente n.381/98 fissano i valori limite di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all'esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell'intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz.
La materia è regolata dalla Legge 22. 02. 2001 n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici), della quale è stato emanato il decreto attuativo. D.P.C.M. 8 luglio 2003, sulla Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti.

Disposizioni per la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del paese
- d.lgs. 4.9.2002 n.198 -

Il D.Lgs. 198/2002 ha l'obiettivo primario di semplificare ed accelerare le procedure per la realizzazione delle infrastrutture per le reti UMTS, la televisione digitale terrestre e la banda larga.
Il provvedimento in particolare semplifica e velocizza l’installazione delle antenne per la telefonia mobile sul territorio nazionale, prevedendo il meccanismo del silenzio assenso, è infatti sufficiente la denuncia di inizio attività (D.I.A.) da parte delle imprese di telecomunicazioni.
Le agenzie regionali dell'ambiente (ARPA) hanno 20 giorni di tempo, da quando è stata presentata la richiesta di installazione, per pronunciarsi sulla compatibilità degli impianti con i limiti di esposizione (6 volt-metro per i luoghi dove si staziona oltre le quattro ore).
La D.I.A. s’intende accolta qualora entro 90 gg. non sia stato comunicato un provvedimento di diniego. Nel caso in cui le opere da realizzare comportino l’attraversamento di strade e lavori di scavo di lunghezza inferiore ai 200 mt., il termine è ridotto a 30 gg.

ATTENZIONE: la Corte Costituzionale con Sentenza n.303 del 1° ottobre 2003 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega, del D.Lgs. 198/2002

Organi di controllo

  • Amministrativi: Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA), Presidio Multizonale di Prevenzione (P.M.P.) e ASL;
  • Polizia Giudiziaria, dotata di apposita strumentazione tecnica.

Gli indirizzi delle A.R.P.A. sono reperibili all’indirizzo Internet: http://www.arpa.emr.it/indirizzi.htm.

 

 

Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani
– 1^ scheda –
- Ministero della Salute – Ordinanza ministeriale 3 marzo 2009 modificata dall’Ordinanza ministeriale 22 marzo 2011 -

Divieti

Sono vietati per tutte le razze di cani:

  1. l'addestramento di cani che ne esalti l'aggressività;
  2. qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressività;
  3. la sottoposizione di cani a doping, così come definito all'art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
  4. gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all'art. 10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con la legge 4 novembre 2010, n. 201;
  5. la vendita, l'esposizione e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d).

Gli interventi chirurgici effettuati in violazione alla ordinanza sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell'articolo 544-ter del codice penale.
Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalità curative e con modalità conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l'animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorità competenti.

Registro dei cani morsicatori e con problemi di comportamento a cura delle ASL

I servizi veterinari delle ASL, a seguito di morsicatura od aggressione sono tenuti ad attivare un percorso mirato all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale e della corretta gestione da parte del proprietario. In caso di rilevazione di rischio elevato stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di una valutazione comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale. I Servizi veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani di cui sopra. I proprietari dei cani inseriti nel registro provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

E' vietato possedere o detenere cani inseriti nel registro sopraindicato:

  • ai delinquenti abituali, o per tendenza;
  • a chi e' sottoposto a misura di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
  • a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
  • a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui all'art. 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies del C.P. e per quelli previsti dall’art. 2 L. 189/2004;
  • ai minori di 18 anni, agli interdetti e agli inabili per infermità di mente.


- Ministero della Salute – Ordinanza ministeriale 3 marzo 2009 modificata dall’Ordinanza ministeriale 22 marzo 2011 -
Obblighi dei proprietari

 

Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei anni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall'animale stesso.

Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo.

I proprietari e i detentori di cani, in base a quanto previsto dall'ordinanza del Ministero della Salute 3 marzo 2009, hanno l'obbligo di:

  • utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a m.1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
  • portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti;
  • raccogliere le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse;
  • affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
  • acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche nonché sulle norme in vigore;
  • assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive;

I primi tre obblighi non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.

Le predette norme non si non si applicano ai cani in dotazione alle Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco quando sono utilizzati per servizio.

 

Tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione di cani
– 2^ scheda –

- Ministero della Salute – Ordinanza ministeriale 3 marzo 2009 modificata dall’Ordinanza ministeriale 22 marzo 2011 -

 

Natura giuridica dell’ordinanza e applicabilità di sanzioni

Le violazioni delle disposizioni dell’ordinanza del Ministero della Salute del 03 marzo 2009 sono sanzionate dalle Amministrazioni competenti secondo i parametri territoriali in vigore.
Per la parte sanzionatoria relativa alle disposizioni di cui all’Ordinanza in oggetto gli Enti Locali disciplinano la classificazione delle violazioni e le corrispondenti sanzioni amministrative pecuniarie.

Anagrafe canina nazionale

Dal febbraio 2007 è stato attivato il servizio di Anagrafe Canina Nazionale, registro completo di tutti i cani identificati in Italia con tatuaggio o microchip.
Si tratta di una banca dati, alimentata dalle singole anagrafi territoriali, che intende fornire on line i riferimenti utili per rintracciare il luogo di registrazione di un cane smarrito e il suo legittimo proprietario, nel rispetto della tutela della privacy del cittadino.
L’anagrafe nazionale è realizzata dal Ministero della Salute in stretta collaborazione con le amministrazioni regionali, che vi riversano i dati locali. Al suo avvio, conta il 30 per cento dei cani regolarmente iscritti nelle anagrafi territoriali. L’iscrizione è dunque automatica e a cura dell’amministrazione competente.
Oltre a rendere più facile la restituzione al proprietario, il sistema delle anagrafi, nazionale e territoriali, istituito con l’accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003, garantisce la certezza dell’identificazione del cane, rappresenta un efficace strumento di dissuasione degli abbandoni, favorisce studi e interventi per la prevenzione e cura delle malattie degli animali.
La consultazione della banca dati è libera. Chi trova un cane smarrito, digitando il codice a 15 cifre del microchip o quello tatuato, può risalire all’anagrafe di provenienza del cane e trovare numeri utili e sportelli a cui rivolgersi per rintracciare il proprietario. E’ possibile effettuare la lettura del microchip, per ottenere il codice, presso i servizi veterinari delle Asl e gli ambulatori veterinari privati muniti dell’apposito lettore.
Dopo la prima fase di avvio, il sistema sarà arricchito con nuove informazioni e, a regime, sarà in grado di garantire il 100 per cento di rintracciabilità dei cani nel territorio italiano.

La banca dati dell’anagrafe canina è consultabile al seguente U.R.L.: http://www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/home.jsp

 

Misure volte a ridurre al minimo l’impatto dei veicoli fuori uso sull’ambiente
- D. Lgs. 24 giugno 2003 n. 209 -

 

Classificazione dei veicoli fuori uso

Un veicolo è classificato fuori uso:

  1. con la consegna ad un centro di raccolta, effettuata dal detentore (proprietario del veicolo o colui che lo detiene a qualsiasi titolo) direttamente o tramite soggetto autorizzato al trasporto di veicoli fuori uso o tramite il concessionario o il gestore dell'automercato o della succursale della casa costruttrice che ritira un veicolo destinato alla demolizione nel rispetto delle disposizioni del D.Lgs. 209/2003. È, comunque, considerato rifiuto e sottoposto al relativo regime, anche prima della consegna al centro di raccolta, il veicolo che sia stato ufficialmente privato delle targhe di immatricolazione, salvo il caso di esclusivo utilizzo in aree private di un veicolo per il quale è stata effettuata la cancellazione dal PRA a cura del proprietario;
  2. nei casi previsti dalla vigente disciplina in materia di veicoli a motore rinvenuti da organi pubblici e non reclamati;
  3. a seguito di specifico provvedimento dell'autorità amministrativa o giudiziaria;
  4. in ogni altro caso in cui il veicolo, ancorché giacente in area privata, risulta in evidente stato di abbandono.

 

Obblighi del detentore del veicolo fuori uso 

Il veicolo destinato alla demolizione è consegnato dal detentore ad un centro di raccolta ovvero, nel caso in cui il detentore intende cedere il predetto veicolo per acquistarne un altro, è consegnato al concessionario o al gestore della succursale della casa costruttrice o dell'automercato, per la successiva consegna ad un centro di raccolta.
La consegna di un veicolo fuori uso al centro di raccolta avviene senza che il detentore incorra in spese a causa del valore di mercato nullo o negativo del veicolo, fatti salvi i costi documentati relativi alla cancellazione del veicolo dal PRA, e quelli relativi al trasporto dello stesso veicolo al centro di raccolta ovvero alla concessionaria o alla succursale della casa costruttrice o all'automercato.

Al momento della consegna del veicolo destinato alla demolizione:

  • il concessionario o il gestore della succursale della casa costruttrice o dell'automercato rilascia al detentore apposita dichiarazione di presa in carico del veicolo, assumendosi ogni responsabilità civile, penale e amministrativa connessa alla corretta gestione del veicolo;
  • il titolare del centro rilascia al detentore del veicolo o, nel caso di cui al precedente alinea, al concessionario o al gestore della succursale della casa costruttrice o dell'automercato, apposito certificato di rottamazione, completato dalla descrizione dello stato del veicolo consegnato, nonché dall'impegno a provvedere direttamente alla cancellazione dal PRA, se non ancora effettuata, nonché al trattamento del veicolo.

     

Veicoli rinvenuti da organi pubblici

I veicoli a motore rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e quelli acquisiti per occupazione, ai sensi degli articoli 927, 929 e 923 del codice civile, sono conferiti ai centri di raccolta con le modalità stabilite in conformità alle disposizioni emanate ai sensi del D.Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”.

Sanzioni

Il detentore che ometta di adempiere i predetti obblighi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.

 

Apparecchi idonei per il gioco lecito
- Art. 110 T.U.L.P.S. e ss. mm. -

Divieto del gioco d’azzardo

L'installazione e l'uso di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d'azzardo sono vietati nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di qualunque specie.

Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d'azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai 100 euro erogate con modalità difformi da quelle normativamente prescritte, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato.

Caratteristiche degli apparecchi idonei per il gioco lecito

Si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito, quelli che:

  • obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all’art. 14-bis c.4 D.P.R. 640/1972 e ss.mm. si attivano con l'introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze - Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e nei quali:
    • gli elementi di abilità o intrattenimento sono presenti insieme all'elemento aleatorio;
    • il costo della partita non supera 1 euro;
    • la durata minima della partita è di quattro secondi;
    • distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina in monete metalliche. Le vincite, computate dall'apparecchio, in modo non predeterminabile, su un ciclo complessivo di 140.000 partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate.
  • quelli che possono funzionare solo se collegati alla rete telematica dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e che si attivano esclusivamente in presenza di un collegamento ad un sistema di elaborazione della rete stessa e con l'introduzione di moneta nella divisa corrente (euro) prevedendo un costo, per ciascuna partita, non superiore a 1 euro. Tali apparecchi sono muniti, inoltre, di meccanismi o dispositivi, i quali, in ogni caso:
    • accettano esclusivamente moneta fino ad un valore massimo di due euro;
    • rendono il resto, a richiesta del giocatore, nel caso di introduzione di importi superiori al costo della partita;
    • impediscono l'introduzione di ulteriore moneta nel corso di una partita e, comunque, fino all'esaurimento dell'importo precedentemente immesso;
    • impediscono l'introduzione di moneta qualora i depositi di riserva per l'erogazione delle vincite o per la restituzione del resto non dispongano di moneta sufficiente;
    • la durata della partita non può essere inferiore a 4 secondi.
    • le vincite sono computate, in modo non predeterminabile, su un ciclo complessivo di partite. Le vincite erogate, che non possono risultare superiori a 100 euro, né inferiori al 75 per cento delle somme giocate in ciascun ciclo complessivo di partite, sono distribuite esclusivamente in moneta a richiesta del giocatore ovvero, automaticamente, al raggiungimento dell'importo equivalente alla vincita massima.
  •  

     

    Apparecchi idonei per il gioco lecito
    - Art. 110 T.U.L.P.S. e ss. mm.  -

Per tali apparecchi, con regolamento del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dell’interno (D.M. 8/11/2005 n.133) adottato ai sensi art 17 c. 3, L. 400/1988, sono definiti tenendo conto delle specifiche condizioni di mercato:

  • il costo massimo della vincita;
  • la percentuale minima della raccolta da destinare a vincite;
  • l’importo massimo e le modalità di riscossione delle vincite;
  • le specifiche di immodificabilità e di sicurezza, riferite anche al sistema di elaborazione a cui tali sono connessi;
  • apparecchi le soluzioni di responsabilizzazione del giocatore da adottare sugli apparecchi;
  • le tipologie e le caratteristiche degli esercizi pubblici e degli altri punti autorizzati alla raccolta di giochi nei quali possono essere installati gli apparecchi di cui alla presente lettera.

Sono inoltre considerati apparecchi e congegni per il gioco lecito, quelli:

  • elettromeccanici privi di monitor attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilità fisica, mentale o strategica, che si attivano con moneta metallica non superiore ad un euro e distribuiscono il premio non convertibile in denaro (solitamente prodotti di piccola oggettistica), con valore complessivo non superiore a venti volte il costo della partita;
  • basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita può variare in relazione all'abilità del giocatore e il costo della singola partita non può essere superiore a 50 centesimi di euro.

In ogni caso tutti gli apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole fondamentali. L'utilizzo degli apparecchi e dei congegni è vietato ai minori di anni 18.

 

Giochi, lotterie, scommesse e pronostici su internet non autorizzati

Inibitoria a carico di operatori che operino illegalmente

Allo scopo di contrastare i crescenti fenomeni di illegalità (in particolare le truffe sempre più numerose che vengono segnalate dai giocatori), connessi alla distribuzione on-line dei giochi con vincite in denaro, l’art.1, commi 535 e 536 della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria 2006) ha previsto l’obbligo, a carico dei fornitori di connettività alla rete Internet o dei gestori delle altre reti, di inibire, sulla base di apposita e formale comunicazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), l’utilizzazione delle reti stesse agli operatori che gestiscano  giochi, lotterie, scommesse e pronostici senza avere i previsti  titoli autorizzatori o abilitativi o che comunque operino in violazione delle norme di legge o di regolamento ovvero dei limiti o delle prescrizioni definiti dalla stessa AAMS.

Sanzioni

In caso di violazione di tali obblighi AAMS può irrogare ai suddetti fornitori di connettività o gestori delle altre reti sanzioni amministrative da 30 mila a 180 mila euro, come specificamente previsto dall’art.1, comma 537 della legge 66/2005.

Competenza specifica delle forze di polizia

La Polizia delle Comunicazioni ed il Corpo della Guardia di Finanza, avvalendosi dei poteri ad esso riconosciuti dal decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, cooperano con il Ministero  dell'economia e delle finanze - Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per l'applicazione delle citate disposizioni secondo i criteri e le modalità individuati dall'Amministrazione stessa d'intesa con il Ministero dell'interno - Dipartimento della pubblica sicurezza.

 

Sicurezza stradale: guida sotto l’effetto di alcool e sostanze stupefacenti
- Legge 29-7-2010 n. 120 -
“Disposizioni in materia di sicurezza stradale”

 La legge 120/2010 ha modificato gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada.

 Articolo 186 C.d.S.

 E’ vietato guidare in stato di ebbrezza.

Se si è alla guida di un veicolo ed il tasso alcolemico misurato è:

superiore a 0.5
e non superiore a 0.8 grammi/litro

  • sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro;
    • sospensione patente guida da 3 a 6 mesi;
  • decurtazione di 10 punti.

superiore a 0.8
e non superiore a 1.5 grammi/litro

 

si commette un reato si applica:

  • ammenda da 800 a 3.200 euro;
  • arresto fino a 6 mesi;
  • sospensione patente guida da 6 a 12 mesi;
  • decurtazione di 10 punti.

superiore a 1.5/grammi/litro

 

 

 

 

 

Si commette un reato e si applica:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da 6 a 12 mesi;
  • sospensione patente guida da 12 a 24 mesi;
  • decurtazione di 10 punti.

Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter del C.d.S..

 

Nel caso in cui un conducente, in stato di ebbrezza,provochi un incidente

Le pene sono raddoppiate ed  è disposto il “fermo amministrativo” del veicolo per 180 giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 dell’articolo in argomento, la patente di guida è sempre revocata. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222 del C.d.S.

Il rifiuto a sottoporsi agli accertamenti del tasso alcolemico comporta:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da 6 a 12 mesi;
  • sospensione patente di guida da 6 a 24 mesi;
  • confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c) dell’articolo in argomento, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione.

Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato è disposta la REVOCA della patente di guida.

 

Sicurezza stradale: guida sotto l’effetto di alcool per conducenti di età inferiore a ventuno anni, per i neo-patentati e per chi esercita professionalmente l'attività di trasporto di persone o di cose.
- Legge 29-7-2010 n. 120 -
“Disposizioni in materia di sicurezza stradale”

 La legge 120/2010 ha introdotto l’art. 186-bis del Codice della Strada.

 Articolo 186-bis  C.d.S.

È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l'influenza di queste per:

  1. i conducenti di età inferiore a ventuno anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B;
  2. i conducenti che esercitano l'attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87 del C.d.S.
  3. i conducenti che esercitano l'attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90 del C.d.S.;
  4. i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati.

Se si è alla guida di un veicolo ed il tasso alcolemico misurato è:

superiore a 0 e non superiore a 0.5 grammi/litro

  • sanzione amministrativa da 155 a 624 euro (nel caso in cui il conducente provochi un incidente stradale le sanzioni sono raddoppiate)
  • decurtazione di 5 punti

superiore a 0.5
e non superiore a 0.8 grammi/litro

  • sanzione amministrativa da 667 a 2.667 euro;
  • sospensione patente guida da 4 a 8 mesi;
  • decurtazione di 10 punti.

superiore a 0.8 e non superiore a 1.5 /grammi/litro

 

Si commette un reato e si applicano le sanzioni previste dall’art. 186, comma 2 lettera b), aumentate da un terzo alla metà (vds scheda su art. 186 del C.d.S.).

superiore a 1.5 /grammi/litro

 

Si commette un reato e si applicano le sanzioni previste dall’art. 186, comma 2, lettera c), aumentate da un terzo alla metà (vds scheda su art. 186 del C.d.S.).

La patente di guida è sempre revocata qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l) per i conducenti di cui alla lettera d), ovvero in caso di recidiva nel triennio per gli altri conducenti.  È fatta salva l'applicazione delle disposizioni di cui al quinto e al sesto periodo della lettera c) del comma 2 dell'articolo 186 del C.d.S.
In caso di rifiuto dell'accertamento del tasso alcolemico,  salvo che il fatto costituisca più grave reato, si applicano le sanzioni, aumentate da un terzo alla metà, nonché le altre disposizioni  previste dal comma 2, lettera c) dell’art. 186 del C.d.S.
Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0 (zero) e non superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del ventunesimo anno di età.

Articolo 187 C.d.S.

 

E’ vietato guidare in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.

 

E’ reato e comporta:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da 6 mesi a 12 mesi;
  • sospensione patente di guida da 12 a 24 mesi;
  • confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all’art. 224-ter del C.d.S.

 

 

Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Per i conducenti di cui al comma 1 dell'articolo 186-bis del C.d.S., le sanzioni di cui al primo e al secondo periodo del comma 1 dell’articolo in argomento sono aumentate da un terzo alla metà. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, quando il reato è commesso da uno dei conducenti di cui alla lettera d) del citato comma 1 dell'articolo 186-bis, ovvero in caso di recidiva nel triennio.

 

Incidente provocato da conducente in stato di alterazione psico-fisica, dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope

 

E’ reato e comporta
il raddoppio delle pene:

  • ammenda da 3.000 a 12.000 euro;
  • arresto da 12 a 24 mesi;

 

Fatto salvo quanto previsto dal settimo e dall'ottavo periodo del comma 1 dell’articolo in argomento, la patente di guida è sempre revocata. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222 del C.d.S.

Il rifiuto a sottoporsi agli accertamenti comporta le stesse pene previste per il rifiuto dell’accertamento etilometrico.

 

Sicurezza stradale:
tabelle da esporre nei locali pubblici
- D.M. 30.7.2008 pubblicato in G.U. n. 210 dell'8.9.2008 -

Con il Decreto 30 luglio 2008 del Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, vengono definiti i contenuti delle tabelle da esporre nei locali ove si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche.
Le tabelle sono finalizzate ad informare i frequentatori dei locali sugli effetti del consumo delle diverse quantità e tipologie di bevande alcoliche, per prevenire i danni alcolcorrelati e in particolare gli incidenti stradali.
Il decreto è stato predisposto in attuazione del Decreto legge 3 agosto 2007 n.117, recante “Disposizioni urgenti modificative del Codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione”, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della Legge 2 ottobre 2007, n. 160.
L’art. 6 del decreto legge introduce nuove norme volte a promuovere la consapevolezza dei rischi di incidente stradale in caso di guida in stato di ebbrezza. In particolare viene introdotto l’obbligo per i titolari e i gestori dei locali ove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche, di esporre all'entrata, all'interno e all'uscita dei locali, apposite tabelle che riproducano:

L'inosservanza delle disposizioni comporta la sanzione di chiusura del locale da sette a trenta giorni, secondo la valutazione dell'autorità competente.