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Norme a tutela dei consumatori

Obbligo di informativa sui prodotti posti in commercio
- Artt. 6-7-9-11-12 D.Lgs. 206/2005 -

Contenuto minimo

I prodotti o le confezioni dei prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, devono riportare, chiaramente visibili e leggibili, almeno le indicazioni relative:

  • alla denominazione legale o merceologica del prodotto;
  • al nome o ragione sociale o marchio e alla sede legale del produttore o di un importatore stabilito nell'Unione europea;
  • al Paese di origine se situato fuori dell'Unione europea;
  • all'eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all'uomo, alle cose o all'ambiente;
  • ai materiali impiegati ed ai metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto;
  • alle istruzioni, alle eventuali precauzioni e alla destinazione d'uso, ove utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto.

Le predette indicazioni devono figurare sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti nel momento in cui sono posti in vendita al consumatore.
Le indicazioni relative alle istruzioni, precauzioni e destinazioni d’uso utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto possono essere riportate, anziché sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti, su altra documentazione illustrativa che viene fornita in accompagnamento dei prodotti stessi.

Necessario uso della lingua italiana

Tutte le informazioni destinate ai consumatori e agli utenti devono essere rese almeno in lingua italiana.
Qualora le indicazioni siano apposte in più lingue, le medesime sono apposte anche in lingua italiana e con caratteri di visibilità e leggibilità non inferiori a quelli usati per le altre lingue.
Sono consentite indicazioni che utilizzino espressioni non in lingua italiana divenute di uso comune.
È vietato il commercio sul territorio nazionale di qualsiasi prodotto o confezione di prodotto che non riporti, in forme chiaramente visibili e leggibili, le indicazioni sopra riportate.

Sanzioni

Fatto salvo quanto previsto in materia di qualità e sicurezza, e salvo che il fatto costituisca reato, per quanto attiene alle responsabilità del produttore, ai contravventori al divieto di commercializzazione che non riporti le indicazioni sopra evidenziate, si applica una sanzione amministrativa da 516 euro a 25.823 euro. La misura della sanzione è determinata, in ogni singolo caso, facendo riferimento al prezzo di listino di ciascun prodotto ed al numero delle unità poste in vendita.

Norme di tutela dalla pubblicità ingannevole
- Artt. 19–20-23–26 D. Lgs.206/2005 -

Definizioni

Pubblicità: qualsiasi forma di messaggio che sia diffuso, in qualsiasi modo, nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere la vendita di beni mobili o immobili, la costituzione o il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi oppure la prestazione di opere o di servizi;
Pubblicità ingannevole: qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione sia idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea ledere un concorrente;
Pubblicità comparativa: qualsiasi pubblicità che identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente;
Operatore pubblicitario: il committente del messaggio pubblicitario ed il suo autore, nonché, nel caso in cui non consenta l'identificazione di costoro, il proprietario del mezzo con cui il messaggio pubblicitario è diffuso ovvero il responsabile della programmazione radiofonica o televisiva.

Trasparenza della pubblicità

La pubblicità deve essere:

  • palese, veritiera e corretta;
  • chiaramente riconoscibile come tale;
  • se è a mezzo di stampa, distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalità grafiche di evidente percezione.

I termini «garanzia», «garantito» e simili possono essere usati solo se accompagnati dalla precisazione del contenuto e delle modalità della garanzia offerta. Quando la brevità del messaggio pubblicitario non consente di riportare integralmente tali precisazioni, il riferimento sintetico al contenuto ed alle modalità della garanzia offerta deve essere integrato dall'esplicito rinvio ad un testo facilmente conoscibile dal consumatore in cui siano riportate integralmente le precisazioni medesime.
È vietata ogni forma di pubblicità subliminale, cioè percepibile inconsapevolmente solo a livello inconscio.

Tutela amministrativa e giurisdizionale

La tutela amministrativa è assicurata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato alla quale possono rivolgersi i concorrenti, i consumatori, le loro associazioni ed organizzazioni, il Ministro delle attività produttive, nonché ogni altra pubblica amministrazione che ne abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali, anche su denuncia del pubblico.
I ricorsi avverso le decisioni adottate dall'Autorità rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
È comunque fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario in materia di atti di concorrenza sleale, a norma dell’art. 2598 del codice civile, nonché, per quanto concerne la pubblicità comparativa, in materia di atti compiuti in violazione della disciplina sul diritto d'autore protetto dalla legge 633/1941 e del marchio d'impresa protetto a norma del D.Lgs. 30/2005.

Tutela del consumatore in materia di televendite
- Artt.28-32 D.Lgs. 206/2005 -

Ambito di applicazione

Le disposizioni contenute nel “Codice del Consumo” si applicano agli spot di televendita. Nonché alle televendite, come definite nel regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite, adottato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con delibera n. 538/01/CSP del 26 luglio 2001, comprese quelle di astrologia, di cartomanzia ed assimilabili e di servizi relativi a concorsi o giochi comportanti ovvero strutturati in guisa di pronostici.

Prescrizioni e divieti

Le televendite devono evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità o della paura, non devono contenere scene di violenza fisica o morale o tali da offendere il gusto e la sensibilità dei consumatori, per indecenza, volgarità o ripugnanza.

È vietata la televendita che offenda la dignità umana, comporti discriminazioni di razza, sesso o nazionalità, offenda convinzioni religiose e politiche, induca a comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza o la protezione dell'ambiente. È vietata la televendita di sigarette o di altri prodotti a base di tabacco.
Le televendite non devono contenere dichiarazioni o rappresentazioni che possono indurre in errore gli utenti o i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni, in particolare per ciò che riguarda le caratteristiche e gli effetti del servizio, il prezzo, le condizioni di vendita o di pagamento, le modalità della fornitura, gli eventuali premi, l'identità delle persone rappresentate.

Tutela dei minori

La televendita non deve esortare i minorenni a stipulare contratti di compravendita o di locazione di prodotti e di servizi. La televendita non deve arrecare pregiudizio morale o fisico ai minorenni e deve rispettare i seguenti criteri a loro tutela:

  • non esortare i minorenni ad acquistare un prodotto o un servizio, sfruttandone l'inesperienza o la credulità;
  • non esortare i minorenni a persuadere genitori o altri ad acquistare tali prodotti o servizi;
  • non sfruttare la particolare fiducia che i minorenni ripongono nei genitori, negli insegnanti o in altri;
  • non mostrare minorenni in situazioni pericolose.

Si ricorda che è illegale anche il marketing piramidale via internet. Una sentenza della Corte di Cassazione sezione penale (n.37049/2012) ha stabilito che commette reato il titolare di un sito internet che svolge un’attività commerciale basata sulla corresponsione di somme di denaro per il puro e semplice reclutamento di altri utenti piuttosto che per la vendita di beni e servizi. La Cassazione si rifà proprio alla Legge 173/2005 ribadendo che le vendite piramidali sono illegali.

 

Informazioni sui prezzi dei principali prodotti agro-alimentari

Il servizio di informazione sui prezzi dei prodotti alimentari

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - in collaborazione con le Associazioni di Consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef, Codacons, Acu, Adiconsum, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino) – ha istituito un servizio di informazione sui prezzi dei principali prodotti agroalimentari.
Ogni cittadino può conoscere in tempo reale i prezzi medi all’origine, all’ingrosso e al dettaglio di 80 prodotti: frutta, ortaggi, latte e latticini, carne, pesce, etc..

Come funziona il servizio

Per conoscere i prezzi basta inviare un SMS - completamente gratuito - al numero unico per tutti i gestori telefonici 47947, con il solo nome del prodotto d’interesse. Si ricevono all’istante tutte le informazioni sulla filiera dei prezzi, suddivisi per area geografica. Le notizie disponibili sono: prezzo medio di vendita, rilevato giornalmente, suddiviso in tre macro aree regionali (Nord, Centro, Sud) e prezzo medio nazionale all’origine e all’ingrosso aggiornato settimanalmente e fornito dall’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare). Se il prodotto è presente nel paniere con 2 o 3 varietà, l’utente riceverà 2 o 3 messaggi con i dati relativi ad ogni singola varietà.

Il sito www.smsconsumatori.it

Collegandosi al sito internet www.smsconsumatori.it, è possibile inoltre accedere ad informazioni più approfondite ed inviare segnalazioni alle Associazioni dei consumatori sui prezzi anomali o sull’eventuale assenza d’etichetta. In caso di oscillazioni molto forti dei prezzi infatti, sarà discrezione delle Associazioni dei Consumatori trasmettere le segnalazioni al Garante di sorveglianza (c.d. Mister Prezzi)
Un apposito link permette di fare la spesa virtuale, ovvero di riempire il carrello e ottenere l’indicazione di quanto si dovrebbe spendere se i prezzi medi sono rispettati. Il borsino della spesa invece, con grafici e dati, indica l’andamento dei prezzi aggiornato settimanalmente.

Il Codice del consumo, che dal 2005 regola i contratti conclusi fuori dai locali commerciali del venditore, è stato recentemente riscritto proprio nella parte relativa a questo tipo di contratti e al diritto di recesso, per effetto del D.Lgs. 21/2014 che ha recepito la Direttiva 2011/83/UE, con nuove regole in vigore dal 13 giugno 2014, applicabili ai contratti stipulati dopo tale data.
Per questo tipo di contratti, ovvero quelli sottoscritti fuori dai negozi o comunque dai locali del venditore (a casa propria, per strada, presso alberghi, fiere etc.) il riferimento sono quindi gli articoli dal 45 al 67 del Codice del Consumo riformato, il D.lgs. 206/2005.
La riforma del 2014 ha coinvolto anche i contratti conclusi a distanza, ovvero quelli sottoscritti senza la presenza fisica delle parti (via internet, per telefono, per fax, per posta o tramite televisione). Si veda per questi il sito www.sosonline.aduc.it.